Il 26 giugno un'esperienza straordinaria fra le cime del Montefeltro
Tre percorsi sotto il plenilunio fra natura e poesia
La Notte Mite
Sasso Simone e Simoncello rispondono alla Notte Rosa con la Notte Mite e giocano pure d'anticipo. La notte scelta è quella di plenilunio del 26 giugno, scelta obbligata perché la luce della luna gioca un ruolo fondamentale lungo i sentieri del parco, per la sicurezza ma anche per la fascinazione che può dare a questa iniziativa. La Notte Mite si articola in tre percorsi distinti, indirizzati a grandi camminatori, medi camminatori oppure aspiranti camminatori (anche mamme con bambini, ma taciturni, spiegheremo dopo perché). Partenza alle ore 21 da tre differenti siti, arrivo alle 3.30 (con molte soste nel frattempo) al rifugio dell'eremo, dove Elisa Ridolfi e Riccardo Bertozzi terranno un concerto di musica fado - e qui un pile per garantire la comodità sull'erba umida non ci starebbe male - poi colazione per tutti. A quel punto lo spettacolo lo offre ancora una volta la natura con il sorgere del sole, infine rientro ai punti di partenza con il servizio di navetta.
Il percorso più lungo e impervio parte da Pennabilli e il suo filo conduttore è la poesia: poeti e poetesse di tanto in tanto offriranno momenti di pausa lungo i 7 km per decantare alcuni brani in sintonia con l'atmosfera. Il secondo percorso, quello medio, parte da Ponte Cappuccini e sale fino a Monte Boaggine per inerpicarsi fino all'eremo; 5 km dedicati in questo caso alla musica. Un itinerario accompagnato dalle sonorità di flauto e chitarra classica, anche in questo caso con musiche in sintonia con l'esperienza che si sta vivendo. Il terzo percorso parte dal cippo e dura un'ora e mezza di cammino, quindi tutto il resto del tempo è per la sosta, ma con un motivo preciso: si tratta del percorso del silenzio. Proibito parlare, sono ammessi solo i sussurri, perché lo scopo dell'itinerario è quello di vivere i suoni del bosco, immersione totale nella penombra del plenilunio, con i fruscii e i versi gutturali degli animali notturni che accompagnano il gruppo.
Nel 2009 questa manifestazione, dall'organizzazione molto simile, si chiamava "la notte verde" ma quest'anno gli organizzatori hanno ritenuto opportuno cambiare il nome per non richiamare troppo da vicino la Notte Rosa, essendo le due nottate, e le scelte di come passarle, molto differenti . Una cosa uguale a ben guardare però c'è: in entrambi i casi, la notte è bianca e non va dormita ma assaporata. Cosa occorre? Una pila, una borraccia, un maglione e voglia di camminare in un bosco, di notte. Effettivamente, non è che capiti spesso.
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