Marus: no al prolungamento della strada di gronda
Le tesi del coordinamento di 15 associazioni schierate contro il progetto
Il timore è che l'arteria porti a nuove case, mentre si vorrebbe che l'area diventasse parco naturale
"Prolungare la strada di gronda? Vogliamo essere interpellati e poter dire la nostra!"
Marus è l'acronimo di Marecchia/Uso ed è un coordinamento di 15 associazioni del territorio, che riuniscono molte persone che si occupano di promozioni sociali e di volontariato. Ma come si incrociano Marus e la strada di gronda? La viabilità di vallata sta molto a cuore alle associazioni perché va a intaccare un territorio molto delicato: il letto del fiume Marecchia. Hanno un progetto e lo hanno chiamato "Valmarecchia - valorizzazione e tutela per lo sviluppo", stanno cominciando a raccogliere pareri dai cittadini con incontri che si svilupperanno nel corso dell'anno, per poi stilare un documento: lo scopo è far diventare il Marecchia un parco, quindi vincolarlo da eventuali predazioni di carattere urbanistico.
Il timore è che la strada serva principalmente per poterci costruire attorno e creare nuovi nuclei di insediamento urbano: "In questo momento di crisi - commenta Onide Venturelli di Forum Ambiente - uno dei pochi settori che stanno progredendo è il turismo ambientale. Quindi noi chiediamo che certe aree vengano messe sotto tutela e per esserlo, devono diventare Parco o Riserva".
In provincia, lo scorso autunno, è stato chiesto: "Ma perché una strada così vicino al fiume, non si possono prevedere altre soluzioni?" Sembra che l'assessore alla viabilità Meris Soldati in quell'occasione abbia dichiarato di essere in animo di ripartire da capo, con un nuovo incarico e dunque valutare nuovi progetti.
Romina Sancisi, consigliera di minoranza del comune di Poggio Berni, addirittura parla di incongruenze negli atti, fra il bando di concorso e l'incarico assegnato: dunque invalidabile. Il 6 marzo in provincia sono arrivate 4 lettere identiche indirizzate al presidente Vitali, agli assessori Soldati, Sabba e Mirra, ma senza che il progetto sia cambiato.
Il Prof. Renzo Valloni dell'Associazione Marèciamia, grande conoscitore dell'area del Marecchia, nonché ordinario di Geologia stratigrafica e sedimentologia presso l'Università di Parma, spiega che dove dovrebbe passare la strada di gronda esiste una grossa risorsa di acqua che, una volta impermeabilizzata la superficie, andrebbe a ridursi senza la possibilità di ricarica. La ghiaia è la spugna che imprigiona l'acqua e la fa scendere nel sottosuolo; se al posto della ghiaia ci fosse il manto stradale, sarebbe facile da immaginare il disastro. La riserva di acqua è la conoide del Marecchia, la più grande in Romagna. All'associazione sottolineano poi che la strada passerebbe su zone a rischio di alluvione, oltre a essere classificata sulle mappature come zona di tutela di carattere ambientale, area di ricarica idrica mediante ricarica diretta delle falde. Una serie di vincoli che sanciscono la possibilità di farci solo dei parchi e eventuali chioschi amovibili. Ma ci sono le deroghe: linee di comunicazione viaria possono essere fatte a condizione che sia verificata la compatibilità e che non esistano soluzioni alternative. "Ma se chi le propone non viene ascoltato - dicono all'associazione - il gioco è fatto".
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