RIMINI Tra morte e resurrezione

RIMINI - Notizie Storia Borgo S. Giovanni - mer 24 set 2008
di Luca Vici
[Le sacre rappresentazioni del Medioevo] I crocifissi medievali si dividono in due tipologie iconografiche: quelli che mostrano il Christus triumphans, con il corpo di Cristo posto frontalmente, la testa eretta, gli occhi aperti, vivo sulla croce e ritratto come trionfatore sulla morte, e il Christus patiens, che si può far risalire al XIII secolo, dove Cristo è mostrato come un uomo sofferente, con la testa reclinata sulla spalla, gli occhi chiusi, il corpo incurvato dal dolore e rivoli di sangue che scendono dalle ferite. L’esempio più celebre di rappresentazione del Christus triumphans è il crocifisso cosiddetto di San Damiano di Assisi, così definito poiché in quel luogo nel 1205 avrebbe parlato a San Francesco. Oggi è esposto nella basilica di Santa Chiara ad Assisi. A Rimini non sono giunti a noi crocifissi di questa prima tipologia, mentre il prototipo di Christus patiens fu vi introdotto da Giotto nel 1299, con interessanti novità dal punto di vista iconografico quali il corpo di Cristo che non si inarca e i cui piedi sono uniti da un unico chiodo. Molti saranno gli artisti a riprendere per diversi anni quest’ultima tipologia, aggiungendo talvolta personaggi quali Maria e San Giovanni Evangelista nelle tavole laterali. Dal XV secolo, invece, si svilupperanno crocifissi lignei in cui verrà mostrato il corpo di Cristo scolpito, quasi per farlo sembrare più reale agli occhi dei fedeli. Il crocifisso di Giovanni Teutonico della fine del XV secolo, oggi conservato al Museo della Città, ma proveniente dalla chiesa di Santa Maria ad Nives, né è un esempio: i particolari anatomici sono davvero pieni di crudo realismo, soprattutto nelle ferite, e nell’espressione sofferente del volto.

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