ARTICOLI IN ARCHIVIO Centro Storico
Sono le cantine del settecentesco ex Collegio dei Gesuiti, dall'epoca napoleonica fino al 1977 ospedale della città e dal ‘90 sede del Museo della Città, a ospitare la nuova Ala archeologica. Lo scenario è suggestivo, caratterizzato in gran parte dalla copertura a volte degli antichi sotterranei. Qui si snoda un percorso complesso e denso di reperti sulla storia di Rimini che consentirà di osservare, attraverso le tracce lasciate dai suoi abitanti, l'evoluzione nel territorio riminese dalla Preistoria alla fine del periodo Tardoantico.
Circa 2.000 sono i metri quadri complessivi di superficie, oltre quaranta le sale espositive.
Il visitatore può vedere la Rimini delle origini con i preziosi ripostigli dell'età del bronzo, depositi di oggetti appartenuti a commercianti-fonditori, i corredi delle necropoli villanoviane e gli oggetti legati alle diverse genti che ebbero frequentazioni con l'approdo riminese. Rappresentato il momento della fondazione di Rimini nel più ampio prospetto della centuriazione della regione e dell'apertura delle strade consolari: esposti esemplari di aes grave e dei pocola deorum. Ma è la città repubblicana e imperiale ad avere un ruolo egemone. Materiali tra il III e I sec.a.C., reperti provenienti dalle necropoli, dalle tracce del nuovo impianto urbanistico e infrastrutturale, dagli edifici templari. Rimini, come sottolinea il soprintendente Luigi Malnati, è la prima città colonia che i romani portano al di là degli Appennini, capitale degli stanziamenti a nord.
Cari lettori di Chiamami Città,
la nostra associazione "Amici insieme", ha constatato negli ultimi tempi che nel comprensorio della nostra città, stanno crescendo numericamente persone anziane e spesso sole, senza familiari che le accudiscano e che ne seguano le necessità quotidiane.
Parlandone fra noi ci siamo detti che vorremmo essere "Amici insieme" di queste persone meno fortunate, dato che abbiamo tempo da dedicare e possiamo offrire loro questa disponibilità.
Per coloro che siano autosufficienti, saremmo ben felici di accoglierli nella nostra sede di piazzetta dei Servi, 2 a Rimini per trascorrere alcune ore in compagnia e fruire delle nostre attività.
Mercoledì 23 giugno presso il Museo della Città di Rimini si è tenuta la quinta Convention annuale di Piccola Industria CNA. L'evento è stato occasione per affrontare il tema dell'innovazione nelle piccole e medie imprese del territorio attraverso il progetto "Innovation Community" organizzato da CNA Piccola Industria e patrocinato della Provincia e del Comune di Rimini.
Durante l'incontro è stato presentato il terzo volume di: "Persone imprese innovazione nella provincia di Rimini", strumento di approfondimento per l'analisi della realtà economica locale.
Hanno partecipato Jamil Sadegholvaad Ass.prov.le attività produttive Laura Ramaciotti Università di Ferrara, Luciano Goffi Direttore Generale Banca Popolare di Ancona, Renzo Lazzari, Presidente CNA Rimini, Sabrina Vescovi manager di Eurocom srl., Lorenzo Ciapetti Presidente Antares, mentre sono stati intervistati sulle loro attività Paolo Terenzi della Cereria Terenzi e Marco Polazzi della Ubisol, che agisce nel campo del fotovoltaico.
Continua la marcia di avvicinamento del nostro Centro Storico con la Rimini del mare e dell'industria delle vacanze. Sono finiti i tempi in cui le due aree della stessa città erano quasi completamente separate; vi sono tuttavia ancora sinergie da valorizzare. Si sono creati in questi anni itinerari e mezzi di trasporto che facilitano gli spostamenti dal mare all'interno della città: navette, trenini, biciclette messe a disposizione dal comune e dagli albergatori. Percorsi che devono ancora essere meglio segnalati (richieste specifiche sono state avanzate dai comitati dei borghi) sia per quanto riguarda le direzioni da prendere che i luoghi da visitare. L'assessore Gamberini assicura che l'Amministrazione è impegnata nel facilitare l'accesso alla città soprattutto attraverso la mobilità lenta, con percorsi all'interno dell'isola pedonale adatti ai veicoli a due ruote e ai pedoni ora indistinti. Per questi veicoli sono già stati predisposti nuovi stalli. L'assessore poi ci assicura che i progetti dei parcheggi Flori e Scarpetti stanno procedendo senza intoppi ed è stato discusso in Consiglio Comunale il piano finanziario.
A San Giuliano Mare, sulla spiaggia presso il bagno La Tramontana, apre per il decimo anno consecutivo Alibib, la biblioteca del mare: il piacere di leggere in spiaggia in costume accarezzati dalla brezza del mare. L'iniziativa è stata ideata dalla scuola Media Alighieri Fermi ed allestita insieme alla biblioteca Gambalunga sezione ragazzi, alle direzioni didattiche del 2° e 4° Circolo e al Consorzio Lido San Giuliano - Rimini. Una scuola che vuol essere punto di riferimento culturale anche d'estate e offrire nel periodo delle vacanze un'opportunità ai ragazzi di scoprire il mondo attraverso i libri.
Vi sono test per tutte le età; più numerosi sono i titoli per i giovani e i bambini più piccoli, quelli che da solo possono sfogliare albi illustrati, ma che hanno bisogno di un genitore o di un nonno/a per vivere i racconti e le favole. Stagisti delle scuole superiori a turno cureranno il servizio. I libri si potranno anche chiedere a prestito per la durata del soggiorno. Nella quasi totalità vengono poi restituiti.
L'anagrafe di Rimini presto assumerà Mcwilly, il primo robot umanoide "impiegato" in Italia. Previa autorizzazione dell'assessore ai Servizi demografici Donatella Turci e della giunta, il simpatico robot darà il benvenuto ai cittadini che entreranno negli uffici del Servizio anagrafe del Comune, in via Caduti di Marzabotto, diretto da Angelo Arcangeli. Il simpatico robot, che ha superato brillantemente due giorni di prova al suo nuovo lavoro, è progettato e costruito pezzo per pezzo da Roberto Masini, geniale impiegato di 29 anni dello stesso settore anagrafe. "I due giorni di prova all'anagrafe sono stati un successo - racconta con entusiasmo l'inventore - la cittadinanza è rimasta sbalordita ed è tornata nei giorni seguenti per conoscere Mcwilly".
Il robottino, alto circa un metro, è in grado di riconoscere le persone, parlare diverse lingue, dare informazioni sui vari servizi. E, soprattutto, a quale sportello rivolgersi, secondo ciascuna necessità. Mcwilly parla e dà indicazioni anche gesticolando con le braccia meccaniche. Muove la testa, la bocca, gli occhi e inarca le sopracciglia. E' in grado di assumere l'espressione di arrabbiato, cattivo, stupito, triste, felice, intimorito. Riconosce le persone, purché gli vengano presentate, e vari oggetti.
Il Comitato difesa spiagge libere domenica 27 giugno ha steso un telone in piazzale Boscovich, dove erano scritte le proteste dei bagnanti e centinaia di firme: durante uno dei prossimi Consigli comunali verranno consegnate agli amministratori.
Tutto nasce dalla decisione comunale, approvata anche dal Quartiere 1, di concedere parte della spiaggia libera e una corsia in mare al Club Nautico di Rimini, per il rimessaggio delle barche della scuola vela per bambini. Contro la decisione anche una pagina su Facebook.
Secondo la normativa regionale la spiaggia libera dovrebbe essere il 20%, ma a Rimini su 15 km di arenile non si raggiunge il 7%. D'altra parte, i piccoli allievi della scuola nautica del Club partendo dalla spiaggia evitano la pericolosa uscita dal porto canale a bordo delle loro minuscole imbarcazioni.
Sul lato di corso d'Augusto adiacente al Commissariato di polizia si trova la piccola celletta dedicata alla Madonna del Giglio. Il modesto ingresso in travertino è frutto della ricostruzione post bellica, ma la cappella è molto più antica.
La celletta della Madonna del Giglio fu costruita dalla famiglia Ricciardelli nell'area di un'antica torre. La fortificazione, ricorda Battaglini nelle sue "Memorie istoriche" , faceva parte delle mura del IV secolo e quindi della "Corte dei Duchi", il fortilizio dei signori bizantin di Rimini. Quindi era stata inglobata nel Palazzo Battaglini ed era diventata una delle tante torri gentilizie della città.
La leggenda riportata dal Clementini racconta che in questo piccolo luogo di culto anticamente aveva bottega un falegname o un maniscalco, che viveva con la madre. Quest'ultima fu costretta a trasferirsi a causa di una malattia ed il maniscalco prima di partire posò un bocciolo di giglio accanto al quadro raffigurante la Madonna con il Bambino appeso nella sua bottega per chiedere la guarigione della madre. Al suo ritorno con sua sorpresa il giglio era sbocciato e la madre guarita. Visto l'accorrere di devoti in questo luogo per chiedere delle grazie, nel 1467venne costruita la celletta.
Contro la crisi, contro il calo delle vendite, contro la latitanza dei clienti, scende in campo la fantasia. Ed eccola allora, arrivare nuove associazioni, tessere sconto, campagne pubblicitarie, promozioni mirate. Perchè per far risalire i fatturati dei negozi servono sopratutto le idee. Chi ha quelle vincenti, ha più possibilità di sopravvivere. "Bisogna scrostare via quel blocco psicologico, quella paura che assale la gente e la tiene lontana dagli acquisti". Le idee sono lo specchio di una città e della sua classe dirigente. Le idee non nascono confezionate e pronte per l'uso. Sono un germoglio che va messo nella terra adatta, assistito e annaffiato. Per superare la crisi agli acquisti, il problema di fondo è solo: credere in quello che si fa. Solo così le idee avranno gambe per muoversi, andare avanti.
Il 16 aprile, nell'ambito della XII Settimana della Cultura 2010, l'Archivio di Stato di Rimini ha presentato presso il Museo della Città il libro di Angelo Turchini "Comune di Rimini e famiglia Malatesta. Gli Archivi antichi, il Liber instrumentorum del Comune e dei Malatesta, e scritture in Archivio Segreto Vaticano" (Il Ponte Vecchio, 2009), parte del progetto editoriale "La memoria di Rimini e del suo territorio".
Turchini è professore ordinario di Archivistica Generale presso l'Università di Bologna, sede di Ravenna, e nel corso della sua attività scientifica è stato autore, coautore e curatore di oltre sessanta volumi e di centinaia di pubblicazioni.
In questo libro lo studioso riminese, approfondendo il sapiente lavoro di ordinamento e descrizione archivistica già alla base della Mostra documentaria "L'Antico Archivio del Comune di Rimini e dei Malatesta" (Archivio di Stato 3-17 ottobre 2009), esplora il periodo dalle origini del libero Comune alla fine della Signoria malatestiana, in cui Rimini ebbe un ruolo rilevante nell'area adriatica "fra Romandiola e Marcha", e ricostruisce la storia dell'Archivio del Comune di Rimini, presentando per la prima volta il "regesto" completo dei cartulari del Comune e dei Malatesta, e pubblicando documenti custoditi nell'Archivio Segreto Vaticano.
Il progetto ‘La quarta piazza per Augusto' ha vinto la prima edizione del Premio Abitare Rimini. Concorso per idee di spazi urbani, indetto dal Rotary Club Rimini Riviera e quest'anno dedicato al tema Idee per i 2000 anni del ponte di Tiberio.
Il premio, riservato ad architetti ed ingegneri under 35 della Provincia di Rimini, ha visto la partecipazione di nove gruppi per complessivi 25 progettisti. La proclamazione è avvenuta nel corso di una serata al Rotary Club Rimini Riviera alla presenza di Antonella Beltrami, Assessore alle politiche culturali del Comune di Rimini. L'Amministrazione ha concesso il proprio patrocinio insieme a quello dell'Ordine degli ingegneri e dell'Ordine degli architetti di Rimini.
Il progetto che s'è aggiudicato il premio è firmato CMASTUDIO ed è stato curato dall'arch. Claudio Masini, dall'ing. Alessandro Franca con la collaborazione dell'arch. Roberta Pari.
L'idea del progetto nasce dalla constatazione di un tessuto urbano sfilacciato e poco definito, per cercare di ridefinire i margini della città consolidata, posta ai limiti del Parco XXV Aprile.
Il progetto mira da un lato ad disegnare percorsi alternativi alla viabilità carrabile esistente, individuando le strade in grado di decongestionare il traffico lungo le aree abitate; dall'altro "a costruire luoghi capaci - dicono i progettisti - "di innescare relazioni sociali tra gli abitanti e luoghi per abitare, seguendo i principi di ecologia e sostenibilità, oggi indispensabili nell'ottica di un paese civile".
Ci sembrano talmente "nostri" che quando dobbiamo nominarli a un forestiero, che magari ospitiamo a tavola, non sappiamo come fare. Come chiamare gli Strigli in italiano? Strigoli? Stridoli? Meglio tacere e farli assaggiare in uno dei mille modi che la nostra cucina propone. E alla fine, soddisfatto il commensale, allora sì domandiamo: "Piaciute quelle erbette? Sono di campo, noi le chiamiamo Strigli". Eppure, qualsiasi sia la provenienza dell'interlocutore, la risposta più probabile sarà: "Davvero? Più o meno li chiamiamo così anche noi".
Già. Perché questa erba deliziosa cresce in mezza Europa ed è apprezzatissima da tutte le nostre cucine regionali. E' stata chiamata in un'infinità di modi: Bubbolini, Schioppettine, Schioppetti, Verzuli (per la somiglianza con il cavolo cappuccio), Erba del cucco, Crepaterra, Mazzettone, Cavoli della Comare. Solo nel catanese, dove viene colta sulle pendici dell'Etna, cambia nome da località a località in Calicedda, Cannatedda ('cannata' = brocca, per la forma a calice del fiore), Campanedda, Erba pridicatura.
In Friuli e Trieste, Sclopit, Grisol, Sciopetin. In Piemonte, Cujet, Scrusciet. In Veneto, Scrissoi, Scrissioi, Carletti, Sciopetti, Zimoe e a Vicenza Tajatee de la Madona, Tagliatelle della Madonna. E nella nostra regione streidoul, strig-li, strigul, strìdual, stridul, strìvul, strìgval.
Sarà la volta buona? Il sindaco Ravaioli e la sua giunta ci credono. L'8 aprile è stato presentato ai media il progetto di ricostruzione del teatro "Amintore Galli".
"L'Amministrazione Comunale di Rimini - dice il comunicato ufficiale - ha stabilito di procedere alla ricostruzione del Teatro "Amintore Galli" secondo il progetto di restituzione filologica e tipologica redatto nel 2004 (cosiddetto progetto Garzillo-Azzolini) dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le attività culturali dell'Emilia-Romagna (oggi Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici). Per avviare la fase realizzativa dell'intervento è stato definito un accordo con la Direzione Regionale per l'utilizzo da parte del Comune di Rimini del progetto, finanziato dal Ministero per i beni culturali".
Il Comune assicura inoltre di aver avviato "un lavoro di verifica della documentazione progettuale ricevuta per valutare la conformità a leggi, regolamenti, normative e regole tecniche. Il gruppo di progettazione, composto da funzionari tecnici di riconosciuta professionalità e da un consulente esterno di chiara fama per gli aspetti acustici, ha affrontato con grande rispetto il progetto redatto dalla Soprintendenza, che conserva il ruolo di progetto generale".
No, non siamo in Svizzera, siamo a Rimini. Ogni giorno, pedalando per questa meravigliosa città, ci accorgiamo di quante insidie nascoste minano la nostra voglia di leggerezza, la nostra anima ambientalista, l'avversione ai rumori a all'inquinamento; quanti ostacoli da superare, intralci da aggirare e soprusi da digerire... siamo quelli che hanno scelto di girare in bicicletta, non in macchina. Ci andiamo sempre, in inverno, in estate, sotto la pioggia... ma aihmè, ultimamente lo sconforto e la rabbia rischiano di distruggere questa nostra passione e convinzione... ovunque si giri per questo amato centro cittadino si incontrano buche, strade dissestate, asfalto divelto, macchine che occludono le piste ciclabili, per non parlare degli automobilisti che sfrecciano a velocità indecenti e criminali dove c'è il limite dei trenta! E' diventato proibitivo andare in bicicletta, pericoloso... dove sono gli ambientalisti a Rimini?
La crisi e la pioggia non hanno frenato, nemmeno quest'anno la solidarietà e i 1.500 volontari del campo lavoro. Si è concluso ieri il 30esimo campo lavoro missionario che aiuterà la missione diocesana in Albania, delle suore di Sant'Onofrio in Etiopia e della Papa Giovanni in Brasile, e l'ospedale di Marilena Pesaresi in Zimbabwe. L'anno scorso sono stati raccolti 110mila euro. Anche se i conteggi sono appena iniziati, i numeri provvisori del campo lavoro 2010 già promettono bene.
Nei quattro Campi di Rimini, Riccione, Bellaria e Verucchio sono state ammassate tonnellate, più dell'anno scorso, di materiali, tra ferro e metalli, indumenti usati, carta e vetro ma anche frigoriferi vecchie lavatrici e televisori. Solo i mercatini dell'usato hanno incassato oltre 30 mila euro a Rimini e 12 mila a Bellaria (il doppio dell'anno scorso).
4 motorini, messi all'asta al Campo di Rimini finiranno in Africa e Sudamerica.
Aureliano Bonini, presidente di Trademark Italia, è convinto che l'estate 2010 andrà meglio di quella scorsa: "Nel 2009 abbiamo registrato un -3%, per il 2010 prevediamo un - 1% - dichiara - a cavarsela bene saranno sopratutto gli alberghi di fascia media: Per quelli a 2 e 3 stelle prevediamo una stagione molto buona. Quelli a 4 stelle, invece, hanno sofferto molto durante l'inverno e temiamo che continuino a farlo anche in estate. Andrà benissimo il turismo all'aria aperta, ovvero i camping e gli agriturismi. Per gli operatori di spiaggia tutto dipende dal meteo, ed è difficile che si ripetano stagioni eccezionali come il 2008 e il 2009, con 12 giorni di sole in più rispetto alla media. Prevediamo difficoltà per il commercio turistico fisso, i ristoranti e le discoteche classiche. Ma la situazione è tranquilla la riviera di Rimini è eterna e prima che si fermi chiuderà il Vaticano".
Il 20 aprile ha aperto i battenti alla Fiera di Rimini la seconda edizione di Technodoms, Salone dell'Industria del Legno per l'Edilizia e il Mobile. Per il taglio del nastro c'era il Sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani. Technodomus si chiuderà sabato 24 aprile, con una durata prolungata rispetto al passato. Crescono anche gli spazi, 8 padiglioni, rispetto ai 6 del passato, per un totale di 42.000 mq su cui espongono 250 aziende. Una cinque giorni, in cui macchinari, componenti, accessori e utensili per l´industria del legno, sono i protagonisti principali del salone. I segnali sono positivi, confermati da un affluenza di ben 18.000 operatori qualificati, dei quali il 28% provenienti dall´estero.
In occasione della Settimana della Cultura (16 - 25 aprile) la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini organizza due visite guidate gratuite a monumenti della provincia di Rimini. Il 21 aprile la visita è alla villa Des Vergers (San Lorenzo in Correggiano) eccezionalmente aperta al pubblico, con la guida del soprintendente Antonella Ranaldi e dall'arch. Valter Piazza.
Il 23 aprile, sempre con ingresso gratuito, dalle 16 si potrà visitare la fortezza di San Leo insieme al soprintendente Antonella Ranaldi L'elenco completo delle iniziative organizzate dalla Soprintendenza di Ravenna in occasione della XII Settimana della Cultura è consultabile alla pagina eventi sul sito web della Soprintendenza www.soprintendenzaravenna.beniculturali.it e sul sito web del MiBAC.
Il 28 marzo Ryanair ha inaugurato la nuova tratta aerea Rimini - Liverpool. Come vuole la politica della compagnia irlandese low-cost, i voli sono venduti a partire dal prezzo di 5 euro (sola andata). Liverpool è la seconda città inglese dopo Londra, meta di molti turisti per il suo passato di principale porto dell'impero britannico e per l'epopea dei Beatles, che ha lasciato molti ricordi. Inoltre è vivissima l'attività culturale anche attraverso un impressionante numero di gallerie e musei, il che le ha valso l'inserimento fra i patrimoni dell'umanità da parte dell'Unesco. La città è inoltre un importante centro industriale, commerciale e finanziario. Da Rimini erano già presenti voli Ryanair per Stoccolma, Bristol e Francoforte.
Secondo Raul Montanari esistono "narratori" e "scrittori": i narratori privilegiano il raccontare storie, e gli scrittori l'attenzione al linguaggio. La riminese Anna Rosa Balducci è senz'altro una narratrice: nei suoi libri prevale il tono lieve e sommesso di un'affabulazione in cui la testimonianza venata di pietas di vicende e personaggi passati, e la denuncia del nostro tempo "infelice" si stemperano in un sorriso pensoso. "La Storia con la S maiuscola è cosa di scrittori seri. Non credo di esserne all'altezza", scrive la Balducci nel suo primo libro, "La balena e altri racconti", uscito da Il Ponte Vecchio nel 2002, come le favole di "Pupazzi nonni e re e anche un tre" (2004), con le illustrazioni di Antonietta Bellini.
Ricapitolando: il Tempio Malatestiano si chiama San Francesco; Sant’Agostino è San Giovanni Evangelista; Santa Rita è intitolata ai Santi Marino e Bartolomeo. In una città dove ogni chiesa viene chiamata con un altro nome, poteva fare eccezione il “Suffragio”? Infatti il suo nome esatto è San Francesco Saverio. Un edificio comunque di grandissima importanza sia per la struttura architettonica che per le opere d’arte che conserva. Contrariamente alla facciata assai sobria in mattoni a vista – probabilmente destinata ad un rivestimento in pietra mai realizzato – l’interno è assai luminoso, grazie alle grandi finestre poste nella parte alta della navata unica, e soprattutto ricco di decorazioni.
Quello che più colpisce è l’equilibrio fra i vari elementi architettonici, tra cui le doppie lesene che, poggiando su un podio, sorreggono la trabeazione e idealmente si prolungano con fasce sulla volta, il tutto arricchito da stucchi particolarmente eleganti e raffinati. L’architetto che se ne occupò è Domenico Trifogli (1675-1759), ticinese, che avrebbe operato semplificando i disegni del romano Ludovico Rusconi Sassi. E a Roma riporta tutta l’idea progettuale; in particolare alla chiesa del Gesù, la “chiesa madre” dei Gesuiti, cui si deve la costruzione del “Suffragio”. I lavori iniziarono nel 1718 e terminarono intorno al 1740, anche se la chiesa era già consacrata nel 1721. Negli anni successivi furono realizzati gli stucchi di gusto bibienesco, gli altari, le opere lignarie come le cantorie, il pulpito, i confessionali, le gelosie dei coretti e le lumiere.
C’era tanta gente lunedì 1 febbraio alla chiesa di San Giuliano per l’ultimo saluto a Morena Benagli, scomparsa a soli 51 anni. Nota e apprezzata commercialista, Morena fu anche presidente della Società de’ Borg dal 1993 al ’97. A lei si sono quindi dovute edizioni fra le più memorabili della Festa de’ Borg, come quella del ’94 dedicata a Fellini con la regia di Valerio Festi.
La redazione di Chiamami Città desidera rinnovare i sensi del proprio cordoglio alla famiglia Benagli e al compagno di Morena, il collega Pier Francesco Bellini.
Un mercato che molti riminesi hanno forse dimenticato, era l'Emporio nell'area dell'ex convento di San Francesco. Oggi su quell'area sorge il Mercato coperto, che venne inaugurato alla fine degli anni '60.
Con Guido, un ex commerciante di frutta e verdura che lavorava lì negli anni '50, abbiamo ricordato quei tempi, guardando vecchie foto in bianco e nero. Al Marchè ad San Francèsh, si vendevano i prodotti della campagne circostanti come la verdura, la frutta i polli, le uova, i conigli. Sembrava un mercato africano, con i banchi che tenevano le cose per terra senza nemmeno un riparo dalla pioggia o dal sole; solo pochi fortunati possedevano un box in legno ai margini del mercato, dove vendevano formaggi e salumi.
Innovation Community è una community delle imprese innovative, pensata da CNA Piccola Industria Rimini come un supporto per cogliere le sfide e le opportunità proposte dall’Unione Europea, specie dall’Agenda di Lisbona. E per realizzare, in sinergia con regione e provincia, un percorso di sostegno alla capacità di innovare e competere delle imprese locali. L’obiettivo: “mettere in rete” tra loro le imprese, la ricerca, le istituzioni, anche per facilitare l’accesso alle opportunità economiche previste dall’Unione Europea in materia d’innovazione. In particolare si partirà dal riferimento ai “4 assi” del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013: la ricerca industriale e trasferimento tecnologico; lo sviluppo innovativo delle imprese; la qualificazione energetico ambientale e sviluppo sostenibile; la valorizzazione e qualificazione del patrimonio culturale ed ambientale. CNA Piccola industria completa il percorso sviluppato a partire dall’Osservatorio delle imprese, che in quattro anni ha affrontato l’analisi dello stato di salute delle PMI del territorio, dell’organizzazione e strutturazione aziendale, il tema dell’innovazione, l’analisi del rapporto Banca – Impresa.
Nei prossimi mesi potremo assistere alla riapertura dei cantieri per la ricostruzione del Teatro Galli? Vi dovranno contribuire il comune, la regione, l’Europa e capitali privati. Intanto, entro il mese si dovrebbero conoscere più dettagliatamente la consistenza delle somme, così potremo anche sapere fino a che punto si spingeranno i lavori. Sarebbe auspicabile che si affrontasse il problema della ricostruzione nella sua interezza per poter stabilire se non date certe, almeno generazionali per arrivare alla fine dell’opera. Insieme al teatro poi si dovrà affrontare la sistemazione dell’intera area retrostante, la piazza e gli esercizi commerciali che le fanno contorno, il castello, il fossato e di conseguenza il mercato ambulanti. Strettamente connesso a questi progetti vi è la pedonalizzazione del ponte di Tiberio e la costruzione di uno alternativo. In questi anni dopo il recupero della casa del chirurgo, il restauro dell’arco D’Augusto con la creazione intorno del giardino, e altri interventi di valorizzazione del patrimonio artistico si è potuto toccare con mano quanto il passato della città può essere elemento di una sua promozione.
Chiunque si rechi in Centro si accorge come sempre più spesso l’isola a traffico limitata venga “violata”. Durante l’ora di punta transitano per il Corso veicoli di servizio magari per la raccolta rifiuti o altri mezzi per l’approvvigionamento delle merci per i negozi. E poi vi è la sosta delle autovetture, più o meno consentita, che contribuisce a deturpare l’area del Centro Storico. L’annoso, irrisolto problema dello spostamento della questura causa costringe le Forze dell’Ordine a stazionare ancora in corso D’Augusto, impedendone un suo completo sviluppo commerciale. Vi sono poi le macchine che assediano fin davanti all’entrata il tempio Malatestiano, monumento orgoglio della città, visitato da migliaia di turisti, candidato a divenire patrimonio dell’umanità. La maggioranza di queste vetture ha un regolare permesso. Dovrebbero però sostare per motivi urgenti e momentanei, ma al contrario non di rado si vedono ferme per l’intera mattinata. Si aggiungono, quelle dei privati cittadini che devono fare un “salto” in prefetturao accompagnare i bambini alle vicine scuole. E pensare che vi è a trecento metri uno dei parcheggi più grandi della città.
Si ripropone tutti gli anni, e non certamente solo nella nostra città, il problema dell’inquinamento causato dalle polveri sottili. Per cercare di risolverlo si è limitato il traffico dei veicoli più vecchi ed inquinanti in cinque giorni della settimana, si è attuato il blocco quasi totale del giovedì con risultati purtroppo deludenti. Mentre non sono diminuiti i giorni di sforamento dei limiti di inquinamento, sono aumentate le polemiche e le prese di posizione. Si è arrivati da parte di alcune associazioni di categoria al punto di paventare ricorsi al Tar contro i provvedimenti del comune. Proposito che è stato presto accantonato visti i tempi lunghi dei procedimenti e le direttive della comunità europea, molto rigide al riguardo.
Fatto sta che il blocco dei giovedì non seguito da altri provvedimenti - o peggio, come unico intervento - come si è dimostrato non risolve minimamente il problema, mentre rischia di penalizzare il commercio del Centro e dei borghi già messo alla prova dalla presenza massiccia di ipermercati e da una cronica mancanza di parcheggi. Sono molti quelli che fanno notare come una delle maggior cause di polveri sottili consista non nei veicoli che arrivano in città, ma nella presenza a poche centinaia di metri dal Centro di una trafficatissima circonvallazione ed di un’altrettanto inquinante autostrada. Senza contare che l’inquinamento da auto è solo una delle tante cause che originano il famigerato Pm10: ci sono anche il riscaldamento, i pollini e perfino il sale marino.
Non c’è pace alla Casa della Pace. Le associazioni culturali e sociali che animano il centro (a Rimini in via Tonini 5 accanto al Museo), si sono riunite in assemblea “per rispondere alla decisione manifestata dall’Amministrazione Comunale – spegano in un comunicato - di destinare questo stabile ad ‘aule di turismo scolastico’ e al conseguente ‘sfratto’, e hanno valutato le proposte (per altro ancora molto vaghe), avanzate dalla suddetta Amministrazione relativamente ad un eventuale trasferimento del patrimonio ospitato in questo edificio: non solo l’ archivio e la biblioteca del Maritain, che si è arricchita negli anni, ma anche le attività culturali e interculturali, le attività associative e sociali che vi si svolgono e che fanno di questo spazio un luogo di incontro, dialogo e interazione tra generazioni, esperienze, culture diverse: la Casa della pace è una Casa delle Culture. Prendendo atto che la volontà dell’Amministrazione comunale sottende un disconoscimento e una svalutazione di questo patrimonio culturale, che appartiene a pieno titolo alla città di Rimini e alla sua storia, l’assemblea ribadisce i capisaldi su cui poggia questa Casa delle Culture”.
L’appello è stato lanciato da Massino Foschi: un invito rivolto a tutti gli ex allievi e docenti del Centro di Formazione Professionale S. Zavatta di Rimini nell'occasione del 50° anniversario della sua istituzione. Il fine delle ACLI e dell'EnAIP è di dar vita all'associazione ex allievi per dibattere argomenti di comune interesse, legati al mondo del lavoro, alla formazione e alle problematiche sociali.
Per l'adesione si prega di telefonare al 0541/367100 - 0541/367124 o inviare una e-mail al seguente indirizzo: bruno.ciccarelli@gmail.com
Oltre 40 mila volumi della Biblioteca Diocesana “Mons. Emilio Biancheri” sono catalogati e disponibili al pubblico per la consultazione o il prestito. Due i cataloghi per la ricerca: “Biblioteca Diocesana”, che raccoglie il numero più consistente di titoli, e “CeiBib” il catalogo generale del Polo delle Biblioteche Ecclesiastiche in Italia, gestito dall’Ufficio nazionale per i Beni Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana. Ora la ricerca può essere compiuta anche su internet collegandosi al sitowww.bibliotecadiocesana.rimini.it. Nel sito si possono trovare anche le istruzioni per l’utilizzo dei cataloghi. La Biblioteca possiede anche un nutrito scaffale di Storia ed Arte, soprattutto di ambito locale.
Dopo oltre novant’anni dallo scoprimento degli affreschi di Sant’Agostino (San Giovanni Evangelista), grazie all’opera dell’ARRSA (Associazione Riminese per la Ricerca Storica e Archeologica), nuove pitture stanno emergendo dai muri della sacrestia denominata cappella “invernale” perché in quel periodo vi si concentrano le funzioni liturgiche.
In particolar modo, in una parte della sacrestia separata da una porta, si trova un vano collocato tra il campanile e la sacrestia vera e propria: tale spazio, se visto dal cortile esterno alla chiesa, mostra ancora oggi una parete chiaramente medievale con una finestra gotica tamponata e un bel cornicione in cotto. All’interno invece si nota uno spazio che, sebbene sia stato tinteggiato e riammobiliato nel Settecento in stile barocco, mostra una copertura medievale con ancora i quattro costoloni originali che partendo dagli angoli si chiudono in alto in una chiave centrale.
Si hanno notizie della chiesa della Madonna del Paradiso già dal 1362, quando vengono citate delle sepolture intorno alla chiesa di San Francesco (poi Tempio Malatestiano), che lambiscono una piccola cella che sorgeva in un orto a sinistra dell’abside della chiesa grande. Nella cella si vedeva un affresco con l’immagine della Madonna in trono, detta appunto “del Paradiso”, con il Bambino sulle ginocchia. Il dipinto, deteriorato, fu ridipinto nel ‘500 forse da Benedetto Coda.
Nel 1536 la Confraternita dei Falegnami ottenne dai Francescani di poter utilizzare la piccola celletta come oratorio, restaurandola, ampliandola e aggiungendo la dedica al loro patrono San Giuseppe. Nel 1590 venne alzato il portale su cui infatti si leggeva: SANCTAE MARIAE PARADISI ET DIVO JOSEPH EIUS SPONSO DICATUM MDLXXXX.
Nel 1860 la chiesa “del Paradiso” fu abbandonata e usata come magazzino; da quel momento iniziò il suo lento declino. Addirittura, nel 1905 si pensò di abbatterla: tra i sostenitori del piccone c’era la stessa Direzione dell’ufficio per la conservazione dei monumenti, che giudicava “limitatissimo” il valore artistico della chiesa. La proposta fu respinta grazie anche all’opera dello storico dell’arte Corrado Ricci, e anzi nel 1908 iniziò un restauro, interrotto nel ’12 per mancanza di fondi. Il Massera nel 1926, riguardo alla preservazione di tale edificio diceva: “senza del quale alla nostra città sarebbe venuto meno l’unico saggio superstite omogeneo ed armonioso nei particolari e nell’insieme, di un’arte declive nettamente verso il barocco, già fastosa e sovrabbondante ma ancora tenuta dentro una certa compostezza di tardo Rinascimento …”
La zona circostante il Tempio Malatestiano fin dall’antichità fu densa di costruzioni religiose: nella parte retrostante alla grande chiesa (già S. Maria in Trivio, poi S. Francesco) e all’annesso convento francescano, attraversata dalla fossa Pàtara, si trovavano la Madonna del Paradiso, l’oratorio di San Giuseppe, la chiesa di Sant’Antonio (poi della Croce e del Riscatto) e, al trivio delle vie Guerrazzi, Rosa e Bufalini, il monastero femminile di S. Eufemia. Nell’attuale via IV Novembre, di fronte ai Francescani c’era S. Giorgio Antico (poi dei chierici Teatini); a monte (e fino al ‘500 già sulla piazza) l’antichissima S. Innocenza, S. Michelino in Foro e S. Giorgio in Foro (poi S. Apollonia).
L’anno accademico dell’associazione culturale Università Aperta “Giulietta Masina e Federico Fellini” di Rimini parte quest’anno con ben 54 proposte tra corsi, laboratori e seminari, riguardanti lingue e letteratura, arte, salute, psicologia, filosofia, tecnologia e attività ludiche e sportive. Fil rouge della programmazione 2009/2010 sarà il tema del viaggio. Partiranno a ottobre i corsi di inglese, spagnolo e russo; due laboratori di scrittura poetica tenuti dall’insegnante Cristian Conti e dal poeta Gianfranco Lauretano; un corso dedicato alla commedia hollywoodiana e uno dedicato alla musica nel cinema (da novembre). Sempre da ottobre Franca Fabbri accompagnerà in un viaggio nell’arte contemporanea. E non mancheranno laboratori di disegno, di fotografia ma anche di lettura espressiva o di cucito. Altri corsi avranno invece inizio a gennaio.
“Work in progress”, la personale di pittura di Irene Balducci, è un ulteriore approfondimento sul concetto dell’accumulo e della stratificazione di cui l’autrice, si è occupata in questi ultimi anni. La sua ricerca artistica, inizialmente basata sull’alternanza di parole, immagini e collage, ora, si va, via via alleggerendo nei colori e negli spazi. Un graffito, ripetuto in maniera ossessiva, quasi cancellato a sottolineare metaforicamente il trascorrere del tempo, si fa strada, si allarga come un “magma” fino a diventare predominante nell’opera, relegando l’immagine rappresentata in uno spazio esiguo, quando, addirittura non ne costituisce opera a sé stante. “Fil rouge”di questo lavoro sono i vari passaggi, o meglio, quel che ne resta, il segno, la traccia, la “Texture”. “Work in progress” inaugurerà sabato 3 ottobre alle 17,00, presso la Sala Degli Archi 2 di Piazza Cavour e rimarrà aperta tutti i giorni fino al 12 ottobre (orari 10,30-12,30/ 16,30-19,30).
Partirei con la notizia buona, la riapertura del cinema Settebello annunciata per settembre. Il gestore Silvio Zanni comunica che il nuovo indirizzo obbligato è verso le pellicole di qualità. È facile capire che le pellicole di cassetta sono ormai appannaggio delle multisale (leggi Befane).
Il target al quale si rivolgerà il nuovo cinema Settebello è un pubblico adulto, che sa apprezzare la qualità al cinema. Una sala sarà propriamente d’essai, mentre l’altra proporrà titoli importanti ma con distribuzione scarsa sul nostro territorio. Oltre al target del pubblico e alla scelta delle pellicole i cambiamenti hanno investito anche la struttura che è stata rinnovata nelle poltrone e all’esterno. Buona e aggressiva anche la politica dei prezzi che prevede sconti quasi tutti i giorni, il martedì e il giovedì le donne pagano tre euro, il mercoledì quattro euro per tutti mentre nel week-end i prezzi saranno sui 6/7 euro (deve essere ancora presa la decisione definitiva). Il progetto è a lungo respiro visto il contratto fino al 2015 prolungabile per sei anni.
Negli anni '60, quando ero un bambino, la “Fabbrica del ghiaccio”, la Butega de giaz aveva la sua sede in via S. Maria al Mare. Allora, infatti, i camion e i pescherecci non avevano celle frigorifere per affrontare lunghi viaggi, per cui per conservare gli alimenti deperibili occorreva “agghiacciarli”. La titolare della Bottega era la Signora Fausta, che la gestiva insieme al marito: nella fabbrica il ghiaccio veniva prodotto da una macchina che trasformava l'acqua in grossi blocchi di ghiaccio. In questo processo produttivo occorreva fare molta attenzione a non disperdere acqua mentre la macchina doveva essere continuamente controllata per evitare che il motore si rompesse.
Rimini, quasi in omaggio alla settimana della mobilità sostenibile europea di fine settembre, ha cominciato la più ampia e ardita sperimentazione di un nuovo modo di vivere il Centro Storico. L’occasione è stata data dal progetto della Fondazione Carim che prevede il ripristino del fossato intorno alla rocca malatestiana. Di conseguenza occorrerebbe spostare parte dei banchi del mercato ambulanti, che troveranno posto sulla circonvallazione occidentale. Intanto il ponte di Tiberio verrà totalmente chiuso al traffico nei giorni di mercato, mercoledì e sabato, dalle 5 alle 15 fino alla fine di ottobre. Il fossato recuperato per una profondità di 5-6 metri, per restituire alla rocca parte della originaria imponenza, costringerà anche lo spostamento dei posti auto dalla vecchia circonvallazione al parcheggio Italo Flori e a quello di prossima realizzazione in area Scarpetti. Benché, come assicura l’Amministrazione, sia stata predisposta una adeguata segnaletica e la presenza di polizia municipale, il traffico ne risentirà appesantendo ulteriormente alcune direttrici come via Matteotti e via Roma. Per ora i banchi del mercato non si spostano: verranno trasferiti solo quando inizieranno i lavori del fossato. E quando sarà? Il progetto della Fondazione Carim ancora non si è potuto vederlo. Si dice che in questi tempi di crisi la probabilità che slitti a tempi migliori sia alta. Sarà così anche per quello dell’Auditorium, ben più oneroso per Fondazione?
Ci viene segnalata, sempre in relazione alla viabilità, la “pesante situazione di via Castelfidardo”, specialmente nel tratto che va da via Michele Rosa a Via Minghetti. Il terminal degli autobus a pochi metri dalle case, dice una residente, crea di per sé un grosso disagio agli abitanti e agli esercizi commerciali e vanifica la comodità di avere i mezzi di trasporto a portata di mano. E in più, continua la segnalazione, di solito viene rifatto il tratto d’asfalto fino all’incrocio di via M. Rosa e tralasciato il resto. Vi sono poi abitazioni in abbandono che deteriorano l’immagine della via soprattutto per chi ha una un negozio. Si chiedono dunque più attenzione e migliori interventi per quella strada. Un’altra segnalazione arriva da Corso d’Augusto, ristretto nel bel mezzo da lavori di ristrutturazione di un palazzo che durano da troppo tempo, deturpando notevolmente la principale via cittadina.
All’inizio di settembre si è costituito il “supercomitato” dei Borghi Zeinta di Borg singoli comitati, pur continuando ad operare autonomamente nella loro realtà, si sono consorziati per avere maggior potere contrattuale, accedere a finanziamenti regionali per opere di ristrutturazione ed europei per attività culturali, miglior copertura assicurativa e maggior aiuto dall’Amministrazione per le loro feste tradizionali o altre manifestazioni. Il grande assente èil Centro Storico, frantumato in comitati e associazioni, senza una voce unica per portare avanti iniziative e proposte. Gli unici ad entrare nel supercomitato sono stati quelli di Facciamo Centro. Questa situazione rischia di penalizzarlo proprio in un periodo in cui sono necessari unità e progetti di sviluppo comuni per affrontare la crisi e la concorrenza agguerrita delle grandi strutture commerciali. I tempi sono maturi perchè anche al Centro Storico ci si confronti per decidere una posizione condivisa. Insieme, Borghi e Centro, potrebbero avere la forza necessaria per avviare veramente un piano di sviluppo della città, confrontarsi su tutti i grandi problemi dalla viabilità, ai parcheggi, alla mobilità, alle attività culturali e promozionali e disegnare un futuro per la città.
Dopo 11 mesi di chiusura per i lavori alle mura del porto malatestiano e in grande anticipo sul previsto, via dei Bastioni Settentrionali è stata riaperta al traffico. Nella via è stato effettuato il parziale ripristino dell’antica pavimentazione ottocentesca rinvenuta durante gli scavi. Le quattro fosse granarie emerse durante i sondaggi archeologici, che sono state preservate, sono indicate in superficie.
noltre è stata abbassata la sede stradale così da riportare a livello di sicurezza il parapetto verso il bacino e al completo rifacimento dei sottoservizi. Per i turisti c’è un angolo protetto da dove scattare foto al ponte di Tiberio. Ma non c’era spazio per marciapiedi e i pedoni, come prima, non avranno vita facile.
Il Tempio Malatestiano è stato “passato” al laser per realizzare un rilievo in 3D del monumento e di tutto quanto contiene. I risultati saranno presentati il 18 settembre nel Museo della Città, Sala del Giudizio, dalle 17 alle 19 durante il covegno “Il Tempio Malatestiano di Rimini. Il rilievo morfometrico tridimensionale per la banca dati delle architetture di Leon Battista Alberti”. L’iniziativa è della Diocesi di Rimini, della Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti di Mantova, del Centro DIAPReM del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara, Consorzio Ferrara Ricerche e del Comune di Rimini. Interverranno: Prof. Arturo Calzona (Presidente Centro Studi Leon Battista Alberti, Università di Parma), Prof. Marcello Balzani (Direttore del Centro DIAPReM dell'Università di Ferrara), Dott. Guido Galvani e Dott. Daniel Blersch (Centro DIAPReM) e S.E. Mons. Francesco Lambiasi.
La biblioteca di Alessandro Gambalunga, che può essere ritenuta la prima pubblica in Italia, si formò inizialmente grazie alle acquisizioni di libri sulla piazza di Venezia, trasportati via mare e rilegati in parte a Venezia e in parte nello stesso palazzo, nell’attrezzato laboratorio del libraio Matteo Severini.
I testi, inizialmente, furono collocati “nelle stanze da basso della casa”, dove vi era la libera consultazione.
Nel testamento del 1617 Alessandro Gambalunga diede precise disposizioni riguardo la fruizione della biblioteca, oltre a prevedere 300 scudi annui per l’accrescimento della raccolta libraria e 50 scudi per lo stipendio del bibliotecario.
I libri di cui disponeva la biblioteca avevano argomenti svariati, che rispecchiavano i molteplici interessi del Gambalunga: dai testi di diritto si affiancavano libri di letteratura greca e latina, oltre ad autori italiani classici e moderni, e naturalmente trattati scientifici, soprattutto di matematica e astronomia.
Nipote di un muratore lombardo, figlio di un mercante di “ferrarecce”, Alessandro Gambalunga, nato a Rimini dopo il 1554, deteneva un solidissimo patrimonio grazie anche al matrimonio con Raffaella dei marchesi Diotallevi. Come definitiva consacrazione sociale di una famiglia divenuta nobile “per censo” e non per nascita, nel 1610 si pose la prima pietra del palazzo gentilizio; sarà terminato nel 1614 per un costo di settantamila scudi: per farsi un’idea della cifra, a quell’epoca con 1000 scudi l’anno si affittava una residenza cardinalizia nel centro di Roma.
Significativa la collocazione del palazzo sulla contrada del Rigagnolo della Fontana (via Gambalunga), allora più di oggi cuore della città: fra Arcivescovado e Comune, accanto alle famiglie più illustri come gli stessi Diotallevi, gli Stivivi, i Lettimi, oltre alla cosiddetta “Casa di Isotta”. Non solo: nel suo palazzo il Gambalunga “tenne accademia” e protesse letterati ed eruditi che come un vero mecenate.
Scampato miracolosamente alla guerra, palazzo Gambalunga conserva ancora oggi le sale antiche nelle quali si conservano gli arredi della sistemazione originaria ‘700 e dei successivi ampliamenti: dalla sala disegnata nel XVIII da Giovan Battista Costa, considerata un gioiello del rococò riminese, all’ambiente allestito in forme classiche nel 1938 per la biblioteca dell’etruscologo Adolphe Noel des Verges.
Il patrimonio, nel corso di quattro secoli, si è gradualmente arricchito a partire dal nucleo originario. Attualmente si compone di circa 230 mila volumi tra cui una raccolta antica di gran pregio: preziosi codici miniati, appartenuti anche ai Malatesta, celebri edizioni a stampa del XV e del XVI secolo, una ricca e rara collezione di fonti di storia locale e di periodici letterari e scientifici.
Recentemente è stata recuperata dai magazzini del Museo della Città e restaurata, una tela rappresentante una gamba di porporina d’oro sul fondo azzurro sormontata da una grande corona, anch’essa dorata, che rappresenta il simbolo gambalunghiano.
Il dipinto, risalente alla seconda metà del XVII secolo, è oggi visibile all’interno della biblioteca Gambalunga, in una delle sale aperte al pubblico.
Dalla comunità europea e dalla nostra regione stanno arrivando segnali positivi sotto forma di finanziamenti nella direzione di una maggiore attenzione per i centri storici delle nostre città. Uno straordinario patrimonio di arte, architettura e storia da salvaguardare, non come museo a cielo aperto, ma come luogo vivo e dinamico. Una città senza commercio, luoghi di incontro, teatri, cinema ben presto viene trascurata e lasciata alla solitudine se non al degrado. I finanziamenti che sono destinati alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi ammontano per tutta la nostra regione a 25 milioni di euro che seguono i quaranta milioni che il fondo europeo ha messo a disposizione per interventi pubblici di valorizzazione culturale ed ambientale. La provincia di Rimini ha presentato a suo tempo i progetti interessati al contributo europeo: recupero del teatro Galli di Rimini; recupero porto-canale di Bellaria; archeologia industriale a Riccione: recupero ex fornace Hoffmann; Parco del mare a Misano: riqualificazione ambientale; a Cattolica: Palazzo del turismo; nelle valli del Conca e del Marecchia: realizzazione di percorsi ciclo turistici e fluviali. La quota dei 25 milioni spettanti alla nostra regione destinata a Rimini dovrebbe aggirarsi attorno ai 4. 860.000 euro. Il bando europeo si chiuderà il 20 luglio 2009 ed entro tale data dovranno essere presentate le domande di contributo nella provincia dove si vuole realizzare il progetto. Quelli ammessi a contributo dovranno iniziare entro 6 mesi dal ricevimento della comunicazione di concessione a contributo.
C’è stato un tempo, quello del grande sviluppo del nostro turismo anni sessanta e inizio settanta, in cui d’estate la città era divisa letteralmente in due: tutti al mare e il centro di sera era letteralmente deserto. Negli ultimi due tre decenni la tendenza è cambiata. Si è capita l’importante sinergia di una città con due millenni di storia e di vestigia artistico-culturali nell’arricchire l’offerta turistica. Anche l’entroterra comincia a ricoprire un suo ruolo nell’economia delle vacanze. Il bacino delle sue potenzialità e del Centro della città e dei suoi Borghi è ancora pieno di possibilità e per molti aspetti ancora poco si è attinto. Non vi sono per esempio ancora collegamenti stabili, al di là di quelli canonici della TRAM, che tengano conto delle esigenze del turista, specialmente alla sera, quando ci sono eventi e spettacoli in città o anche solo per chi la vuole visitare nella frescura della sera. Così come più esercizi di bar e ristorazione potrebbero restare aperti magari con qualche intrattenimento musicale. La Notte Rosa dei primi di luglio benché riguardi prettamente la Marina può comunque essere un’occasione per il centro della città di offrire al grande evento uno suo originale e interessante contributo. Un migliore arredo urbano potrebbe contribuire non poco, così come la ricostruzione del teatro Galli.
L’attenzione degli imprenditori del commercio e delle associazioni verso il centro storico, non è mai stata così intensa e puntuale come in questi ultimi anni. La grande distribuzione ed ora la pesante crisi economica stanno creando difficoltà e timori a tutti i negozi del cuore di Rimini. Sono più i negozi che chiudono rispetto a quelli che aprono. La difesa della vocazione commerciale del Centro storico è diventata per le associazioni di categoria l’ultima frontiera, l’ultimo baluardo che, se abbandonato, procurerà lentamente un degrado della varietà e qualità dell’offerta, con grande danno all’immagine della città. Si sente quindi sempre più impellente il bisogno di attivare una stretta sinergia tra pubblico e privato. Rimettere in funzione la concertazione per approntare le strategie e gli interventi relativi.
La difficoltà di accesso e le limitate e non collegate aree di sosta, problemi che affliggono il Centro Storico e ne penalizzano la sua offerta commerciale, stanno per essere affrontate con più decisione. Finalmente vanno in porto i project financing per la realizzazione dei parcheggi dell’area “Scarpetti” e “Italo Flori”. L’inizio dei lavori è previsto per entrambi i progetti entro il 2009 che si concluderanno poi nel 2010 per il secondo e nel 2013 per il primo.
Una notizia positiva arriva dall’Unione Europea che ha messo a disposizione cospicui fondi per la valorizzazione dei Centri Storici che si sommano a quelli regionali. Si parla di 4,8 milioni per la provincia, di cui circa 2 per la città di Rimini. Una boccata d’ossigeno e un’occasione per le attività commerciali che possono essere aiutate a riqualificarsi. Il contributo può coprire fino al 50% dell’intervento che deve avere un importo massimo di 200 mila euro. L’Amministrazione ha già incontrato le categorie per concertare il tipo di progetti da presentare che dovranno essere poi consegnati prima dell’inizio della prossima estate.
Dal 23 marzo le vie Dario Campana , via Gessi, via Massaia, via Duca degli Abruzzi e via Cecchi saranno interessate da lavori per la loro messa in sicurezza e per favorire la mobilità lenta dei pedoni e delle biciclette. L intervento, richiesto con insistenza dagli abitanti e dall’unanimità dei consiglieri della Circoscrizione n. 4, avrà la durata di circa tre settimane. Saranno consentite le soste in uno solo dei lati delle strade: Via Massaia, Via Duca degli Abruzzi nel tratto da Via Marecchiese a Via D. Campana, Via Cecchi nel tratto da Via Bottego a via D.Campana. Alcuni stalli dell’area tolti dal nuovo assetto stradale verranno rimpiazzati da 19 piazzole di sosta nell’area ex caserma dei Vigili del Fuoco.
Nello Amati, riminese, classe 1918, è poeta e uomo di fede. Nel libretto “Un lungo cammino” (La Stamperia) il figlio Marcello ha raccolto pensieri religiosi, riflessioni, preghiere e ricordi: sono 365, in mo “da averne una da rileggere ogni giorno”. Poi ci sono episodi della sua lunga vita, passata in gran parte a lavorare nelle fornaci del riminese, come già suo padre Carlo. Infine le poesie, molte delle quali in dialetto.
Venerdì 6 marzo si è tenuta la riunione dell’Associazione Celle.com. Promossa da alcuni imprenditori della zona in collaborazione con CNA.COM, l’Associazione si propone di valorizzare la zona Celle di Rimini. Operando concretamente attraverso l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto della Legge regionale 41 e, dopo i recenti fatti criminosi accaduti nella zona, facendosi promotrice della richiesta di un’attenzione maggiore alla sicurezza. Ne parliamo con Stefano Dadi, presidente dell’Associazione, e con Ivano Panigalli, responsabile provinciale CNA.COM.
Caterina Sforza, più della Regina Cristina di Svezia, era meritevole di comparire nel mio libro “A tavola, il girotondo della vita”, perchè è vissuta e ha governato a lungo in Romagna, mentre l'altra è solo transitata o rimasta per brevi soggiorni nella nostra terra.
Questo scritto serve a darle il giusto rilievo e spazio.
Tra gli edifici medievali del nostro centro storico, “l’antichissimo Canevone di Santa Maria della Misericordia di Venezia”, così come denominato in una epigrafe sulla facciata, rappresenta certamente un rarissimo esempio di edificio civile del Medio Evo, giunta fino ai nostri giorni in buone condizioni di conservazione.
Il suo nome deriva da canava che sta ad indicare letteralmente “la bottega dove si vende il vino al minuto, talora anche pane ed altri commestibili”, ma per esteso anche “magazzino per il grano o per il sale”.
L’influenza veneziana su Rimini fu sempre molto forte; almeno fin dal 1000, quando già la Serenissima impose il suo monopolio dei traffici marittimi in Adriatico. Un’egemonia politica, economica e culturale (come certo “colorismo” dei trecentisti riminesi, o il campanile di Sant’Agostino), che però solo fra il 1503 e il 1509 fu un dominio diretto. La presenza di Venezia era naturalmente concentrata presso il porto ed in particolare intorno a Santa Maria in Corte, dove maggiore era la presenza di magazzini (7) e alto il numero di botteghe (35). I sudditi della Repubblica erano associati nella Confraternita di San Marco, che aveva un oratorio presso Porta Galliana.
Il priorato di Santa Maria della Misericordia, secondo il racconto di Francesco Sansovino (1581), sarebbe nato con la realizzazione della chiesa in onore della Santissima Vergine sotto il titolo della Misericordia nell’anno 959.
In ragione dell’erboso piano su cui fu edificata prese il nome di Santa Maria della Val Verde, amministrata prima dagli eremiti, quindi dai frati secondo la regola di Sant’Agostino.
Non è solo questione del giovedì. E non si tratta solo di circolazione stradale. E’ in ballo la salute: la nostra, innanzi tutto, e poi anche quella del centro storico di Rimini, con le sue opportunità commerciali e il suo insostituibile ruolo sociale e culturale. Una soluzione alla mobilità delle persone bisogna trovarla e senza che queste due esigenze vengano in contrasto. Tentativi se ne sono fatti e tutt’ora si stanno sperimentando progetti per coniugare l’aria pulita e la possibilità di accesso al Centro Storico. Rimini ha una carenza cronica di parcheggi e quando vengono indicate aree adatte passano comunque anni prima della loro realizzazione. Quest’anno si è cercato di apprestare concretamente un sistema di trasporto ecologico per portare i cittadini, nei giovedì senza traffico, dai luoghi di sosta in periferia, al centro.
Se tutti i progetti già pronti o in cantiere dovessero andare a buon fine nel giro di tre, cinque anni, Rimini si potrebbe offrire ai visitatori con un volto davvero nuovo. I lavori dell’invaso del ponte Tiberio (termine dell’opera prevista fra 400 giorni circa) restaureranno le mura medioevali, la via Bastioni, il Ponte e l’invaso sottostante, e riporteranno alla luce manufatti romani e medioevali. L’area, già meta di numerosi visitatori, diventerà ancora più frequentata.
Vi è poi un progetto finanziato dalla Fondazione Carim per far riemergere il fossato del Castello dei Malatesta con la possibilità, tutta da verificare, di costruire un grande parcheggio sotterraneo.
Una storia che si svolge tra l’antica Roma, l’Egitto e Gerusalemme, dove Ari e Amalia conosceranno Gesù e abbracceranno il messaggio cristiano. Una vicenda raccontata con musica, danza e prosa nel musical “L’uomo dal turbante rosso”, in scena al teatro Leo Amici di Montecolombo, ogni sabato, fino al 12 aprile (ed in contemporanea ad Assisi nel periodo pasquale). Lo spettacolo dello scrittore e regista Carlo Tedeschi può contare su scenografie dipinte direttamente a mano, le musiche originali di Andrea Tosi e Stefano Natale, e su una compagnia teatrale di ben ottanta elementi, tra artisti e comparse.
Crisi del commercio? Perché non farsi aiutare anche dalla dea bendata? Magari provando a mettral in contatto con il cliente. E’ l’idea venuta a CNA.COM e all’associazione Promo Viserba: per ogni spesa superiore a 10 euro, presentando il volantino che in questi giorni é stato distribuito nelle buchette delle lettere di tutti i residenti di Viserba e Viserba Monte, si riceverà in omaggio un autentico “Gratta e Vinci”.
La spesa va effettuata nei negozi che espongono il logo dell’associazione Promo Viserba dall’11 febbraio al 31marzo. I voucher sono numerati per poter localizzare la vincita; il “Gratta e Vinci” andrà utilizzato nel negozio stesso.
San Michelino in Foro: per i più, solo il nome della stradina che collega le vie Mentana e IV Novembre immediatamente a mare di piazza Tre Martiri. Le poche vestigia dell’edificio religioso sono infatti inglobate da costruzioni moderne e visibili solo entrando nel cortile del condominio di via IV Novembre al numero civico 22.
La chiesa era del V secolo, sicuramente fra i primi luoghi cristiani entro le mura di Rimini; a pianta greca con cupola, doveva somigliare a certi edifici ravennati di quel periodo, come il mausoleo di Galla Placidia e le scomparse chiese riminesi di Sant’Andrea e San Gregorio.
L’intitolazione a San Michele rimanda ai Bizantini (come per la pieve santarcangiolese di San Michele in Acerboli), presso i quali l’Arcangelo è l’Archistratega, Principe delle Milizie Celesti, cui si rivolgevano dunque in primo luogo i soldati; e Rimini fu un loro importante presidio militare. Ma anche i Longobardi lo venerarono a tal punto da sceglierlo come patrono e raffigurarlo nelle loro bandiere. La denominazione “in foro” si deve al fatto che la chiesa si affacciava sull’antico foro romano (piazza Tre Martiri), solo nel XVI secolo ridotto con la costruzione dell’isolato della torre dell’orologio.
San Michelino in Foro, nonostante le distruzioni e le aggiunte moderne, è ancora oggi riconoscibile nella sua pianta a croce greca. I resti più notevoli consistono nell’abside semicircolare, suddiviso in cinque settori da altrettante lesene. Esternamente, si notano ancora tracce di intonaco blu e rosso, oltre a finestre aperte probabilmente nei secoli XIX-XX, mentre la parte più antica è probabilmente da ricercarsi nella parte più marginale dell’abside. Sono rimasti inoltre i muri del transetto (ben visibili da un cortile condominiale sul retro del vicolo), e di parte della navata principale. Purtroppo le condizioni delle vestigia sono assai precarie (l’affresco studiato da Zeri è vicino ad una finestra aperta): ci si augura vivamente che la sovrintendenza o qualche altra istituzione possa finanziare un restauro e magari una ristrutturazione dell’intero edificio.
Fu probabilmente durante l’Ottocento che la cupola di San Michelino venne distrutta per l’erezione di una casa privata di due piani, mentre nella parte inferiore fu installata una falegnameria, la quale provocò poi un incendio che devastò l’interno.
Nel 1993 furono rinvenute nell’abside notevoli tracce di un affresco che raffigura una figura femminile, che potrebbe essere Santa Brigida d’Irlanda, in quanto tiene in mano un panetto di burro, o Santa Elisabetta d’Ungheria, il cui segno di riconoscimento iconografico è un cesto di pane.
L’affresco non fu danneggiato dall’incendio provocato dalla falegnameria, ma dai successivi colpi di scalpello, atti a creare una base idonea per il nuovo strato d’intonaco.
Torna anche quest'anno, in occasione delle festività natalizie, la Mostra-Mercato dell'Artigianato Artistico e Tradizionale, organizzato dalle Associazioni artigiane CNA e Confartigianato di Rimini presso la Vecchia Pescheria, in Piazza Cavour a Rimini, Giunta alla XXVIII edizione, la mostra verrà inaugurata sabato 6 dicembre alle ore 10, alla presenza delle Autorità cittadine e sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 24 dicembre, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 20.


















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