Etica e politica, un classico
Sarà il professor Luciano Canfora a inaugurare il “Festival del Mondo Antico”
Appuntamento il 25 giugno al Museo della città
Il 25 giugno Luciano Canfora, insigne filologo e storico, inaugurerà il Festival del Mondo Antico con una lectio magistralis su Etica e politica nel mondo classico (Museo della Città di Rimini, Sala del Giudizio ore 12). Canfora, che insegna Filologia greca e latina all’Università di Bari, unisce all’attività di eminente studioso dell’antichità classica un’attenzione sapiente per la storia e la società contemporanea.
Professor Canfora, sembra che l’etica sia abbastanza soccombente rispetto all’attività politica.
«Soccombente? No, dipende dai punti di vista. C’è chi dice che la politica ha una regola: che il fine giustifichi i mezzi, che se il fine è buono mezzi non buoni possano andare, e questo è un commento che ha avuto una certa diffusione. Attribuito a Machiavelli, e fatto proprio dai Gesuiti… solo Socrate è isolato. Berlusconi sta più dalla parte dei Gesuiti che di Socrate.»
La politica oggi sembra essere l’arte di raggiungere i fini con qualsiasi mezzo…
«Anche prima… non è una novità.»
…non siamo vicini al pensiero dei Sofisti, che ponevano l’accento sul “successo” piuttosto che sul rispetto delle regole e la virtù?
«Platone ci ha presentato i Sofisti sotto una luce negativa, e ne abbiamo un’idea distorta. Alcuni di loro hanno perseguito il successo pratico e anche i soldi: Gorgia si faceva pagare molto, però era bravo. Invece i nostri parlamentari sono pagati molto, però non sono bravi: quindi forse era meglio Gorgia, che insegnava bene l’arte della parola, di quei parlamentari che sono dei parassiti, prendono stipendi favolosi e quando si tratta di ridurli rinviano alla prossima legislatura... Ma, a parte gli scherzi, i Sofisti hanno introdotto l’importantissima distinzione tra natura e legge. Diciamo pure che il “diritto naturale” è un’invenzione: se esista, è un grande problema che anche il pensiero moderno ha affrontato. Ma è un elemento che protegge contro violenze estreme. Per esempio: i campi di concentramento violano la natura umana? Sì. E dunque c’è un diritto naturale alla vita che non può essere messo in discussione. Questo diritto naturale l’ha sancito qualcuno o l’abbiamo creato noi? Questo è secondario, l’essenziale è che lo si riconosca e lo si accetti.»
Siamo in un’epoca di politica/spettacolo, forse si può parlare più di un rapporto tra estetica e politica, che fra etica e politica?
«Estetica è una parola troppo nobile, che rinvia a Kant, a Hegel. “Spettacolo” vuol dire che chi è padrone del Milan, attraverso la sua proprietà e i successi di quella squadra ritiene di fare politica e ottenere consenso. Questa è la politica spettacolo. Ed è un’oscenità.»
In “Filologia e libertà” lei propone due modelli di ricezione della tradizione degli antichi, quello di Machiavelli che “tutto si trasferisce in loro” e quello di Guicciardini che introduce la nozione della differenza. Quale paradigma è oggi più produttivo?
«Il Guicciardini in questo caso ha la mente più storica, in quanto noi tutti sappiamo che l’analogia esiste, ma è insidiata continuamente dalla differenza. Produttivo per l’oggi? Ma l’oggi è lo ieri di domani e il domani di ieri, quindi non esiste, è una nostra creazione: un concetto interessantissimo, ma non ha confini precisi… noi siamo ancora alle prese con problemi nati all’inizio del secolo ventesimo e non ancora risolti.»
Il festival del Mondo Antico si svolgerà a Rimini dal 25 al 27 giugno. Il programma completo su www.antico.comune.rimini.it
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