Sasso Simone e Simoncello, che tesoro per Rimini
Il 33 per cento del parco ora fa parte della Romagna
Tantissime opportunità per un turismo diverso e per sviluppare la cultura ambientale
Il 2010 è l'anno internazionale della biodiversità. La provincia di Rimini lo festeggia con l'ingresso di una fetta del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello nel proprio territorio.
Però, a proposito di confini amministrativi "un lupo, quando passa la Cantoniera, non sa se è in Romagna o nelle Marche", fa notare Carlo Zaia, presidente dell'Ente Parco. Certo, a noi umani restano i problemi e le opportunità rappresentate da questa immensa risorsa naturale. Il parco ora è interregionale, unico caso nel panorama italiano. La parte pertinente al comune di Pennabilli - il 33% dei 5 mila ettari complessivi - è divenuta provincia di Rimini e vuole interagire con una realtà davvero differente: la costa. L'ingresso in Romagna ha comportato una riorganizzazione dell'assetto, una revisione delle normative, l'individuazione di nuovi referenti. La programmazione delle attività si rivolge naturalmente alle scuole, ma anche alle aziende, alle guide, ai naturalisti. Per tutto l'anno ci sono iniziative per seguire da vicino i progetti che il Parco ha in campo, dalla tutela del lupo a quella del gatto selvatico, per esempio. La provincia di Rimini, che prima contava solo sull'area protetta di Onferno vede salire vertiginosamente il proprio patrimonio naturale: dal 5% all'11% del territorio, che stando al PTCP approvato nel 2008, è destinato ad arrivare al 15% entro qualche anno.
Il parco regionale del Sasso Simone e Simoncello è stato istituito nel 1994, iniziando ad operare nel 1996 con progetti sempre più importanti, come, appunto, la salvaguardia del lupo, ora presente e perfettamente integrato. Capita, raccontano i funzionari del parco, che i residenti scorgano il lupo nelle vicinanze delle loro case, ma senza che nessuno si spaventi: infatti il lupo non attacca l'uomo e oggi lo si sa bene grazie alla cultura ambientale diffusa dal parco.
"Chi è il cliente del parco? Il cittadino che cerca informazione e formazione, educazione ambientale e turismo - spiega Gianfranco Soriani, responsabile del laboratorio territoriale - ma il turista perfetto è il bambino, così predisposto a tutto quello che è natura. Ai giovani, dall'asilo alle superiori, sono dedicati i campi scuola, vengono proposte esperienze a stretto contatto con la natura. Al momento ci sono 60 posti letto in due foresterie, ma con l'apertura dell'ostello di Pennabilli ce ne saranno 100 in più".
In programma per il 2010 ci sono almeno 50 escursioni a piedi e 5 in mountain bike. Gli appuntamenti rispetto allo scorso anno sono raddoppiati. Il parco si aspetta molto da Rimini e molto continua ad investire: il 30% del bilancio viene puntualmente impiegato in tutela. Ma occorre anche la comunicazione. E allora sta finalmente arrivando il wireless, che si traduce nella possibilità di avere un sito esaustivo, senza il problema di caricare le immagini con tempi biblici (raccontano di ore per caricare una foto) e dunque la possibilità di mostrarsi davvero al mondo.
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