"Fira di Garzun" alla Colonnella per fuggire alla fame e alla miseria
Dalle campagne in città per trovare lavoro
Il 25 marzo vicino alla chiesa "Colonnella" si svolgeva festa, oggi dimenticata dai riminesi, della Beata Vergine della Colonnella. I ragazzini, a quel tempo, di questa festività amavano il clima gioioso, le bancarelle che esponevano "fichi secchi" e dolciumi, il contadino che vendeva polli, conigli e uova e il prestigiatore che con i suoi trucchi portava il buon umore.
Questa festività tanto attesa, per i ragazzini provenienti dalle campagne si trasformava purtroppo in un brutto evento; i genitori, in realtà portavano i figli, inconsapevoli del destino che li attendeva, alla "Fira di Garzun". I contadini oltretutto speravano di vendere, nel corso della fiera, i fichi essiccati durante l'inverno.
Orlando, conoscente di famiglia, ci raccontava che i genitori trovavano lavoro per i propri figli durante questo evento che si svolgeva nel piazzale antistante la chiesa colonnella denominata "S.Maria Annunziata".
All'alba del solenne giorno, si formava una lunga fila di ragazzini i quali attendevano il proprio turno per essere valutati dai futuri datori di lavoro. L'esame a cui venivano sottoposti consisteva in primis, nel saltare la fossa che costeggiava via Flaminia; poi, i futuri padroni si informavano con il padre sulle condizioni di salute dei figli e per concludere, veniva richiesto un eventuale curriculum lavorativo.
Il lavoro che dovevano poi svolgere era quello di garzone di campagna; anche Orlando svolgeva il quel lavoro forzato.
I ragazzini piangevano e i papà urlavano per farli tacere ma speravano con il cuore il meglio per le loro creature. Il padre di Orlando, dopo l'acquisto della prestazione del figlio da parte dell'Arzdòur, diceva và sa lò che stè bèn. I ragazzini che facevano i furbi invece venivano picchiati dal padre con la cintura come punizione.
Tra i ragazzini vi erano anche quelli poveri che erano anche i più impauriti; alcuni di essi erano grandicelli ma non potevano fare a meno di lavorare perché mancava il pane dalla loro tavola.
Questi ultimi cercavano di distinguersi in tutti i modi ed erano avvantaggiati dal fatto che avevano maggiore esperienza rispetto ai più piccoli.
Alcuni di essi hanno imparato vari mestieri grazie alla vendita delle loro prestazioni nel corso di questa fiera. Orlando è diventato con il tempo un elettricista e allo stesso tempo un intenditore dei mestieri agresti.
Claudio Cupi
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