"La Bici di Bepi" di Romano Bedetti
La riviera dei favolosi anni Sessanta
Grande commozione alla presentazione del libro che rievoca i fasti di una vita davvero dolce
Passando davanti all'Embassy e vedendo quello che rimane del famoso locale da ballo degli anni sessanta e settanta del secolo scorso è difficile, per chi quei tempi non li ha vissuti e nemmeno visti da spettatore, immaginarsi come era nel suo massimo splendore. E' finita un'epoca di cui si stanno perdendo perfino le tracce, sono gli anni del "turismo di massa" e la nostra Riviera era il suo massimo interprete. Prima in treno, poi con i pullman ed infine con gli aerei, centinaia di migliaia di turisti arrivavano da tutta Europa. Rimini fu davvero una capitale: la capitale delle vacanze, del tempo libero, della vita notturna, creava e faceva tendenza. "La bici di Bepi" l'ultimo libro di Romano Bedetti edito da Raffaelli ci parla di questi "favolosi" anni attraverso i suoi protagonisti e se stesso, uno di loro. Il titolo del libro è lo stesso di un capitolo, quello dedicato a Bepi Savioli "signore incontrastato della Perla Verde che dettava la sua legge su tutta la Riviera Adriatica". A Riccione il suo locale, il "Savioli" era frequentato da grandi musicisti, attori e personaggi come "Fabiolo" ovvero Don Jaime de Mora y Aragon fratello della regina del Belgio e gran uomo di mondo. Viale Ceccarini, la via Veneto della Riviera, con i suoi prestigiosi bar, dove la sera si aspettava l'ora canonica per andare al Saviolino il night club sulle prime colline di Riccione. Su quelle di Rimini c'era il Paradiso di Ivan del Bianco e poi di Gianni Fabbri con un'insegna che si vedeva da lontano come quella di Hollywood in California dove si sono esibiti musicisti come Chet Baker e Romano Mussolini e frequentato da stilisti come Schubert e in alcune serate anche da Luchino Visconti. In viale Vespucci, quasi per far la pariglia con Riccione c'era l'Embassy, quello di Buscaglione e di molti altri protagonisti della canzone ed dello spettacolo. Di locali simili più o meno prestigiosi e di caffè-concerto era piena quella grande città delle vacanze che va da Cattolica fino a Cervia.
Ogni capitolo apre un sipario sulla nostra città com'era e come si viveva: la televisione via cavo, la seconda in Italia, Babelis Tv e poi VGA e tele Gabbiano, le cronache, lo sport, i protagonisti, le notizie in lingua per i bagnanti stranieri; Umberto Bartolani e Aldo Diambrini che ricostruì l'aeroporto con la pista più lunga della nostra regione. Gli ultimi capitoli sono dedicati a conversazioni con Piero Meldini sulla cucina della tradizione; il Caffe Vecchi; i segreti di Titta Benzi e un breve intervento di Achille D'Amelia. Bedetti con la sua prosa e le sue interviste riesce a farci sentire l'anima di quegli anni e lo spirito vitale che li attraversava. Scorrendo le pagine, alle volte si rallenta la lettura per meglio assaporare gli avvenimenti, le storie, e le voci come quelle dei ragazzi del campo di Cirulin al Borgo San Giuliano. "La bici di Bepi" è corredato da un ricco repertorio fotografico con immagini, alcune inedite, dei protagonisti di quegli anni.
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