Del cibo, del sesso e della morte

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 19 mag 2010
di Luca Ioli

"Notturno nevrotico alla fragola di bosco" di Marco Valeriani
Il giornalista riminese si svela narratore alle prese con temi non banali

Potevo pensare molte cose di Marco Valeriani - che conosco già come giornalista, scrittore di fantasmi, addetto stampa - ma mai avrei immaginato di sentire parlare di lui come il Charles Bukowski riminese od il Tinto Brass della Valmarecchia. Quest'ultima definizione è di Massimo Masini, in passato amministratore innovatore al passo con il futuro, ora uno che di situazioni innovative se ne intende.
Sì, Valeriani ha dato alle stampe un minilibro dal titolo intrigante "Notturno nevrotico alla fragola di bosco", dove gli argomenti non sono proprio banali: cibo, sesso, morte.
"Scrivevo su un blog chiamato Inchiostro Verde, poi ho capito che era meglio farlo su mezzi più tradizionali" ci dice l'autore, che incomincia a svelarci i capisaldi della sua letteratura.
"Il cibo è per me un grande godimento, associo sempre il profumo delle donne ad un piatto, spesso a un frutto. E questo lo faccio anche camminando per il centro, annuso le femmine che mi passano accanto e si materializzano nella mia mente fragole, carne, piatti di primo". Insomma un filo conduttore che lo/ci accompagna nella lettura del volumetto.
Il secondo caposaldo letterario è la morte: "La morte è un concetto difficile da accettare per la nostra società, ed anche io che sono un pragmatico epicureo fatico a confrontarmi con lei, a farci i conti. Può anche darsi che questo sia un modo di esorcizzare un argomento che mi crea dei problemi personali".
Ma naturalmente è il terzo argomento, il sesso, che attira maggiormente l'attenzione dei lettori se non altro per la curiosità che sviluppa. "Paradossalmente i giudizi più lusinghieri vengono dalle donne - dice ancora l'autore - ho sviluppato un concetto molto semplice, la donna è potente sessualmente e con lei devi confrontarti. Il messaggio di stare attento a confrontarmi con le donne mi arriva sempre dalla controparte femminile".
Il nostro autore segue uno schema "classico" nella valutazione visiva delle donne, quello dei tettofili e dei culofili, Valeriani si professa culofilo, anche se dice di capire anche chi aderisce all'altro partito.
Così nei piccoli racconti del libro viene fuori un'analisi tutt'altro che scontata.
"Ho iniziato la mia carriera giornalistica con la radio, mi ha aiutato a togliermi la timidezza. Poi ho capito che scrivere è un momento catartico che dà sfogo alla compressione dei miei pensieri spesso bloccati dalle lunghe giornate lavorative. Finito il lavoro vado a casa e scrivo, è bellissimo".
Così Valeriana, non contento di fare uscire dalle nostre profondità pensieri con cui raramente facciamo conti, è pronto a finire il suo nuovo lavoro, "Un amore senza tempo. Rimini Russian Airport". Una storia d'amore ambientata a Rimini che inizia e finisce (forse) nel suo aeroporto.
Per saperne di più occorre aspettare l'uscita. Intanto godiamoci l'opera prima con il suo titolo degno di Lina Wertmuller.

 

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