La chiesa di Marina Centro

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 19 mag 2010
di Luca Vici

San Girolamo
Fu costruita in appena un anno su iniziativa di Don Domenico Calandrini

Vista la rapida crescita di Marina Centro nel dopoguerra, si rese necessario costruire una nuova chiesa per i fedeli della zona.
Fu così che nel 1962 Don Domenico Calandrini individuò come area della futura parrocchia il terreno nel quale sorgeva "villa Flora" prima che i bombardamenti la distruggessero.
Per acquistare il terreno si impiegarono i proventi ottenuti dalla vendita del vecchio Episcopio - dove ora sorge palazzo Fabbri - mentre per l'edificazione fu chiesto il contributo dei fedeli residenti, dei turisti; si fece domanda anche per ottenere i contributi governativi relativi ai danni di guerra: in particolare si utilizzarono gli indennizzi per la chiesa di San Girolamo che sorgeva in via IV novembre, e per questo motivo la parrocchia fu intitolata a questo santo.
Il progetto venne affidato all'architetto Luigi Fonti, mentre la realizzazione e l'esecuzione dei lavori venne assegnata alla ditta Lami.
I lavori iniziarono il 10 marzo del 1964 e terminarono un anno dopo.
Sempre nel 1965 venne nominato il primo parroco della chiesa, Don Giuseppe Bonini che finì di abbellirla fino a che nel 1971, venne solenne inaugurata.
La chiesa però era senza torre campanaria; fu eretta solo in occasione del venticinquesimo anno dalla costruzione.
L'edificio si presenta su due piani, con la cripta al piano terra e la chiesa vera e propria in quello superiore: è una precisa scelta dell'architetto che pare aver trasformato la chiesa in un cenacolo ispirandosi al passo del vangelo di Marco in cui Gesù dice: "Dov'è la mia stanza, in cui possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?" Al piano superiore c'è una grande sala arredata e già pronta. Là preparate per noi".

Dall'oratorio distrutto al nuovo edificio

Sofronio Eusebio Gerolamo nato a Stridone, in Dalmazia, intorno all'anno 347, e morto a Betlemme nell'anno 419 o 420, fu padre e dottore della chiesa, oltre che primo a tradurre la Bibbia dal greco e dall'ebraico al latino.
Il suo culto è costante e vivo a Rimini fin dal sec. XV ed è molto legato ai Malatesta, che avevano dedicato al santo la terza cappella a destra di San Francesco; vi campeggiava fino al 1755 una statua in stucco modellata da Agostino di Duccio.
Nel 1442 fu istituita a Rimini la Confraternita di San Girolamo, tutt'ora attiva, alla quale appartennero beati, cardinali e vescovi.
Nel 1626 la Confraternita aveva eretto un elegante Oratorio, ricco di opere d'arte, che fu distrutto completamente dalle bombe nel marzo del 1944 durante la seconda guerra mondiale.

Lo Spagnoletto e tanti altri
Molte opere d'arte anche antiche

San Girolamo presenta linee architettoniche funzionali, tipiche del Novecento. L'aula liturgica, al piano superiore, richiama il concetto biblico di "tenda" del popolo di Dio, radunato intorno alla mensa del Signore.
All'interno della chiesa vi sono alcune opere assai notevoli. Tra tutte spicca una tela attribuita a Giuseppe Ribera detto lo "Spagnoletto" (1591-1652), che raffigura "San Girolamo" nell'atto di pregare. Il pittore spagnolo si trasferì in Italia in giovane età, e che ben presto si stabilì a Napoli dove morì. La sua pittura è caratterizzata da una completa adesione al luminismo caravaggesco; si riscontra uno stile drammatico e tenebroso, ricco di vistosi effetti chiaroscurali.
Nell'abside si trova poi un'opera di scuola napoletana che raffigura San Girolamo nell'insolita posizione a gambe accavallate mentre consulta un Testo Sacro.
Da segnalare inoltre un'opera della fine del ‘500 raffigurante "l'Assunzione della Vergine" attribuito recentemente a Giulio Tonducci, una Via Crucis settecentesca del riminese Giovan Battista Costa, una copia seicentesca di un Crocifisso di Cimabue, una "Vergine col Bambino" ottocentesca, una fonte battesimale decorata da pannelli di Elio Morri, e due statue di Angela Micheli.

 

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