Un capitano, c'č solo un capitano
"Calci, pugni e feste di piazza", una serata di ricordi che diventa un film
L'epopea di Gianni Succi e della conquista della Serie D dopo tre naufragi all'ultima partita
Gianni Succi è stato un protagonista del mondo sportivo clementino, il capitano che ha portato la squadra di calcio del Santarcangelo fino alla tanto sospirata serie D. Una meta che era sfuggita per ben tre volte all'ultima partita. Quando la cittadina ruotavano ancora attorno a un calcio sano e soprattutto semplice. Magari i calcioni c'erano anche allora, ma facevano meno male, non erano da primedonne. La fortuna ha voluto che ci fosse chi - Fabrizio Ferrini - girava per puro divertimento con la super8 al collo e riprendeva dei momenti ora divenuti storia
Erano momenti di grande transizione: culturale (stava per nascere il festival del teatro in piazza), sociale e urbanistica. La fortuna ci ha messo lo zampino una seconda volta, perché ha voluto che ci fosse qualcuno a raccogliere documenti su documenti, gelosamente archiviati in ordine cronologico. Ed era il padre di Gianni Succi. Che ha conservato per esempio le copie di "Tutto Santarcangelo", il giornale che tutti leggevano.
Da tutto questo materiale, sapientemente montato da Stefano Bisulli, è nata una serata al Teatro Supercinema, tre ore divertenti e a tratti commoventi. Materiale che ora diventerà un film lungo 90 minuti come una partita, alla cui sceneggiatura lavoreranno Gianni Succi e Bisulli. Il titolo è già deciso, lo stesso della serata: "Calci, pugni e feste di piazza", dove si omaggia un libro degli anni '70 di Paolo Sollier, calciatore "impegnato" che giocò anche nel Rimini. Tre finali di campionato da cardiopalma, il '70, il '72 e il '78, tre momenti bui dove si vedono fra i ragazzi affranti futuri personaggi pubblici. "Questo lavoro - dice Stefano Bisulli - vuole anche essere un omaggio a persone di Santarcangelo come Pippo Tassinari, Romeo Donati, Flavio Nicolini, che appaiono fra i tifosi". Tifosi che insieme dovettero masticare amaro prima di assaporare il trionfo, avvenuto finalmente poi nel 1982. Un incanto la tenerezza delle immagini che si succedono le une alle altre, così come vedere lo stesso Gianni Succi, cresciuto attorno al suo stadio, da raccattapalle a capitano.
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