ARTICOLI IN ARCHIVIO

mer 10 mar 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

Dopo la fine della guerra l'allora sindaco Cesare Bianchini, pressato dalla giunta comunale e dalla Cassa di Risparmio, incaricò gli architetti Melchiorre Bega e Giuseppe Vaccaro (che nel 1931 aveva progettato la casa del Fascio) di realizzare un piano per la ricostruzione della Marina.
Tale progetto, che fu approvato dal consiglio comunale il 25 febbraio 1947, prevedeva la realizzazione da parte della società Rema (Ricostruzioni Edilizie Marina Adriatica) di un grande albergo, un centro commerciale, un teatro all'aperto, un padiglione fieristico, un circolo del tennis e una pista da pattinaggio. In cambio il comune avrebbe alienato le aree di sua proprietà sul lungomare, dal piazzale del Kursaal al torrente Ausa, per circa 20 mila metri quadrati, metà a titolo gratuito e l'altra metà al prezzo scontato del 50% rispetto a quello di mercato. 
Il progetto non comprendeva il Kursaal, considerato architettonicamente non in sintonia con gli edifici da realizzare, e al cui posto era prevista un'area attrezzata a giardini.
Approvato il progetto, si aprì un dibattito su cosa fare del Kursaal, danneggiato internamente dai tedeschi e poi dagli alleati, ma sostanzialmente intatto.

mer 10 mar 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Redazione

Rimini, in novembre, è stato il primo comune in Romagna ad adottare "100 impianti fotovoltaici per 100 comuni", un progetto' ENER (Ente Nazionale delle Energie Rinnovabili) ed Energesco S.r.l promuovono insieme ai Comuni italiani aderenti. 
Per la costruzione degli impianti il 18 novembre 2009 è stato stipulato un accordo bilaterale paritario fra Energesco e CNA: l'associazione di categoria, rappresentata dalla sua E.S.Co. Energy Eco Group, è stata indicata quale partner territoriale per i prossimi progetti ambientali.
Venerdì 5 marzo alle 18 presso il palazzo del Turismo in piazzale Fellini è stato presentato il bando di partecipazione aperto ai riminesi. 

mer 13 gen 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Ricostruire un passato, ancor più quello recente, non è opera sempre facile. Sono tutt'ora vivi molti dei testimoni che quel periodo hanno vissuto e visto con i propri occhi e lo ricordano secondo la propria esperienza, il lavoro, le passioni, la cultura, il caso che ha spesso determinato nel bene e nel male le scelte di vita. Manlio Masini con il libro Eravamo i burdèll di prét (Panozzo Editore), ricostruisce la storia di una comunità, quella cresciuta all'inizio del ‘900 attorno alla chiesa di Maria Ausiliatrice, l'oratorio e la scuola dei Salesiani e dell'istituto delle figlie di Maria Ausiliatrice. Un nuovo quartiere, un area che si estendeva dalla ferrovia al mare, dall'Ausa a Bellariva per molti aspetti autonomo che aveva come punto di riferimento "non il vecchio ‘centro storico', quanto il mare, la spiaggia e le attività connesse". Il periodo rivissuto da Masini corre dal 1944, occupazione degli alleati, un città distrutta, ritorno degli sfollati, al 1982 centenario della venuta di Don Bosco a Rimini. I documenti a cui attinge l'autore sono i giornali del tempo, le cronache tenute dalla due comunità salesiane quella delle suore molto più attenta e precisa e quella dei preti, e i ricordi del suo tempo vissuto con i sacerdoti di Don Bosco. I Salesiani - già prima, ma ancor più dal dopo guerra in poi - sono stati punto di riferimento per migliaia di adolescenti, giovani e famiglie, per l'intera comunità di Marina Centro. Leggendo il libro non si ascoltano solo le voci di chi in quella comunità ha vissuto, ma anche quelle di un intera città che uscita dalla guerra costruiva con contraddizioni e contrapposizioni, il proprio futuro.

mer 21 ott 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

Era la sede del tribunale del Sant'Uffizio. Ospitava una famosa scuola di filosofia dove studiò (e da cui fuggì) anche il giovane Carlo Goldoni. Giotto aveva dipinto un San Tommaso d'Aquino sulla sua facciata. Vi erano sepolti i grandi della città e conteneva un'incredibile collezione di tesori artistici. Era così grande che le mura della città furono deviate apposta per contenerlo e quando fu trasformato in caserma ci potevano stare seicento cavalli. Eppure del grande complesso dei Domenicani a Rimini non resta nulla. Si fa fatica a immaginare oggi cosa sorgesse circa fra le vie Gambalunga, Tonti, Oberdan e Roma: la chiesa di San Cataldo, lo studium, il convento con i due chiostri, uno dei quali così grande che Roberto Malatesta vi si esercitava nella caccia.
La chiesa di San Cataldo è citata per la prima volta nel 1168, quando già dà nome alla porta urbica che si apre sul Borgo Marina. Di proprietà comunale, nel 1256 fu concessa ai Domenicani, che probabilmente la ricostruirono nel 1278 aggiungendo un grande convento. 

mer 21 ott 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

Il Marcheselli (1754) afferma che San Cataldo fu affrescato dai "trecentisti" riminesi, attivi in particolare nella cappella di San Giacinto voluta da Stivivo Stivivi, ufficiale del Comune nel 1313.

Secondo il Vasari, vi operò lo stesso Giotto: "Fece, pregato da un priore fiorentino che allora era in San Cataldo d'Arimini, fuori della porta della chiesa un San Tomaso d'Aquino che legge a' suoi frati". Sempre secondo il Vasari, Puccio Capanna, allievo di Taddeo Gaddi, dipinse "un voto d'una nave che par che affoghi nel mare, con gente che gettano le robe nel mare. Et evvi Puccio di naturale, fra un buon numero di marinari".

 

mer 21 ott 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

In questi giorni di ottobre il vento da nord e il calo brusco della temperatura ci fa dimenticare l'estate e volgere il pensiero ai prossimi mesi, fino ai giorni di dicembre. Sembra un po' presto per pensare alle festività natalizie, ma quando si vuole ben organizzare qualcosa ci vuole tempo. E questo è l'atteggiamento del comitato dei commercianti di Marina Centro che si sta impegnando alla costruzione, con l'aiuto della Canoa Club e dell'associazione Crescere Insieme, di uno dei più bei presepi della città. Tutti gli anni ne veniva allestito uno sul piazzale del Caffè delle Rose; quest'anno si è pensato di spostarlo nel piazzale davanti all'ex Embassy. Invece il presepe di sabbia, sempre molto apprezzato, non sarà più al bagnino 26, ma al porto. Si stanno già montando le luminarie lungo il viale Vespucci e Principe Amedeo senza soluzione di continuità fino a piazzale Kennedy. I marciapiedi saranno delle vere e proprie vie di luce che inviteranno alla passeggiata fino al mare. Anche quest'anno si farà il grande spettacolo di fine anno con collegamento RAI che attirerà migliaia di persone. 

mer 21 ott 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

In ottobre l'associazione Borgo Marina ha passato il traguardo del suo primo anno di vita. Il suo intento è quello di cogliere le opportunità che il luogo può ancora offrire per rilanciare il commercio, il recupero delle tradizioni e la convivenza fra etnie e culture diverse. All'associazione partecipano operatori economici di diversa provenienza e cittadini del quartiere che insieme rappresentano la realtà multietnica del luogo. La via Giovanni XXIII, cuore del borgo è il passaggio obbligatorio e naturale verso la Marina. Può convogliare, in un senso e nell'altro, turisti e residenti, possibili clienti dell'offerta degli esercizi commerciali. Anche nell'ultima assemblea prima dell'estate si è ribadita la volontà di impegnarsi per migliorare l'arredo del luogo e la convivenza nel rispetto delle regole. Il programma c'è, ora bisogna portarlo avanti, e per farlo ci vogliono le risorse umane.

mer 09 set 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Piva Beatrice

Marina centro avrà presto una nuova prestigiosa piazza. L’area, prevista attorno alla villa Embassy, di recente ripulita dall’edera che la ricopriva interamente, prevede anche la realizzazione di una palazzina dietro alla villa e la riapertura dello storico, omonimo ristorante adiacente all’Embassy. 

Tutta la zona viene rivalutata e tornerà al suo antico splendore! - commenta con entusiasmo Antonio Titini del Comitato Turistico Marina Centro  - Già nell’estate appena trascorsa abbiamo reso vivo questo spazio, organizzando eventi culturali che hanno avuto grande successo di pubblico”. 

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Abbiamo già parlato in passato del porto di Rimini in età medievale, ed in particolare dei fasti che raggiunse nel XV secolo con i lavori di potenziamento fatti realizzare da Carlo Malatesta.

Questi lavori comportarono la deviazione del Marecchia alla sua foce, dando alla città l’assetto attuale. Basti pensare che la chiesa di San Nicolò prima dell’intervento di Carlo era sulla sponda sinistra del canale. Ma nonostante sforzi che per l’epoca furono titanici, i problemi si riproposero. Erano principalmente due: alluvioni e insabbiamento.

L’interramento progressivo del porto si evidenziò ancor più nel XVI secolo, soprattutto per il progressivo disboscamento dell’Appennino e per i cambiamenti climatici. Si arrivò dunque a progettare un nuovo porto alla foce dell’Ausa, addirittura capace di 60 vascelli, anche per contrastare il nuovo scalo di Pesaro. Ma tutto restò sulla carta.

 

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

E per altroun seno del mare istesso, posto fra il predetto e il fiume Ausa, formava una mezza luna, capace d’ogni grossa armata; considerò il console che questa grandemente restava offeso da Maestro e Tramontana, venti impetuosissimi, onde vi riparò, acciocché i vaselli non perissero, con una fortissima muraglia, fondata di grosse e vive pietre alla larghezza di meza canna, et altezza d’una intiera, continuando poi con l’alzata con spoglia di mattoni cotti e bitume, e chiara, compastate insieme, insieme ad altre due canne.

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Chi comandava sul porto? Nel 1525 le riforme statuarie cittadine inserirono un capitolo Dell’offitio del Capitano del porto, mentre fino ad allora l’autorità era forse esercitata direttamente dal Podestà.

Il Capitano “ha facoltà di eleggersi un notaio, di rendere ragione alla marinarezza et ai negozianti in quel luogo con la giudicatoria nel criminale, anco degli abitanti, fin’al sangue, che perciò tiene un piazzaro o uno sbirro”: così riporta il Clementini, nel Trattato de luoghi pii e de magistrati di Rimino (1616). Dal 1532 il Capitano venne scelto tra i consiglieri cittadini. Nel 1800 il governo napoleonico nominò “un Capitano del porto per l’amministrativo e per la polizia, e un Commissario per la sanità”. Nel 1815, ritornato il Papa, un Ispettore riunì le due funzioni; gli successe un Commissario di prima classe che dipendeva dal Magistrato di sanità e de’ porti residente in Ancona.

 

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Redazione

 

Non molti lo sanno, ma il Borgo Marina ha il suo “polo” culturale: la biblioteca dell’università. Si trova nell’edificio con giardino che ospitava il famoso ristorante di pesce “Da Bruno”. Non ha solo testi specialistici, ha molti volumi di cultura generale ed è accessibile a tutti i cittadini. Sono ogni giorno a disposizione i quotidiani che possono essere letti e consultati anche nel giardino, quasi unica area verde della zona e con questi caldi è assai piacevole leggere all’ombra degli alberi. La biblioteca promuove, anche in collaborazione con la Gambalunghiana, una vivace attività culturale legata soprattutto alla presentazione di libri. Dopo l’estate riprenderanno le iniziative e noi ne daremo puntuale notizia.

 

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

L’ acqua della Sacramora è tornata a sgorgare dalla sua fonte per il piacere delle migliaia di persone che da secoli erano use riempire gli orci prima e le bottiglie poi con la sua salutare acqua. La fonte è stata riaperta senza un chiaro motivo come senza una ragione credibile era stata chiusa. Si parlava della rottura di una pompa ma due anni sono troppi per qualsiasi riparazione. Gli operai hanno impiegato un solo giorno per ripristinarne l’erogazione. Ma nessuno si romperà la testa più di tanto per indagare sul piccolo mistero ora che l’acqua è ritornata nel luogo dove più di mille anni fa, secondo la leggenda, approdò l’arca di San Giuliano da cui il nome Sacramora. Un simbolo per la Viserba delle Acque, per i numerosi turisti che prima di recarsi al mare passavano davanti alla fonte per bere un bicchiere della sua acqua. Un’ottima acqua leggera, oligominerale, buona per depurare i reni e per la circolazione a cui tutti i cittadini con parsimonia (pochi litri al giorno così è scritto nella concessione) possono accedere dall’alba al tramonto. L’abbiamo bevuta e dopo due anni è ancora più buona fresca e piacevole.

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

L’incendio doloso di un negozio di bigiotteria in via Giovanni XXIII il 22 luglio scorso ha per qualche giorno riempito le pagine delle cronache cittadine. Il fatto non ha certamente giovato all’immagine che hanno i riminesi di Borgo Marina, il quartiere più multietnico della città. Qui sono numerose le attività commerciali che hanno come referenti persone immigrate che hanno occupato tutti i negozi sfitti contribuendo a rivitalizzare tutta l’area. Vi sono stati e tutt’ora sono presenti problemi di convivenza e di ordine pubblico e non potrebbe essere altrimenti quando il cambiamento avviene in pochi anni. Il Borgo Marina però non ha accettato che la situazione si degradasse fino ad un punto di non ritorno, ha reagito cercando un dialogo con tutti coloro, immigrati e residenti, che avevano a cuore lo sviluppo e la riqualificazione della zona.

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Gli alberghi stanno registrando il tutto esaurito. E’ presto per stillare statistiche, non lo si fa mai in piena stagione, ma secondo gli operatori del turismo poco è cambiato, nonostante la crisi, rispetto all’anno scorso. Così come i pregi ed i difetti di Marina Centro, che continua ad essere un luogo gradevole per passare le vacanze e passeggiare la sera. Ciò nonostante vi è bisogno di interventi sull’arredo urbano e viabilità pena un lento, ma inesorabile declino della zona più pregiata della nostra Marina. In alcuni tratti, specialmente dopo piazza Tripoli, è quasi impossibile passeggiare sul marciapiede, i tavoli dei bar sono a un metro dalla merce dei negozi esposta e dove vi sono gli spazi liberi questi sono occupati da venditori che, a differenza degli altri, non pagano per l’occupazione del suolo pubblico. La maggioranza degli alberghi di Marina Centro si sono rinnovati secondo standard moderni e di qualità non altrettanto si può dire di molti esercizi commerciali che probabilmente lo farebbero se avessero l’incentivo della riqualificazione dell’intera zona. Su tutto, il capitolo dolente dei parcheggi. Chi non vorrebbe una zona mare senza auto? Ma su dove lasciarla, persiste il buio più fitto.

ven 07 ago 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Redazione

E’ la prima estate in cui l’invaso del Ponte di Tiberio può essere goduto senza l’ostacolo della “diga della vergogna”. Rimosso finalmente l’obbrobrio grazie ai lavori di risanamento e restauro delle mura a cura del comune, proseguono con successo le iniziative dell’associazione Marinando nell’ambito di Centro Vivo 2009,  che hanno per obiettivo proprio la valorizzazione di questo scorcio fra i più suggestivi di Rimini. Ecco allora la scuola vela per diversamente abili, attrezzata con barche e impianto di sollevamento che consentono la navigazione a vela ai portatori di qualsiasi handicap fisico. L’iniziativa nel 2006 ha vinto il premio FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche). Gli istruttori e gli assistenti fanno parte dell’ Unione Italiana Vela Solidale. A seguire i ragazzi in acqua un istruttore paraplegico. Giorni e orari sono fissati in base alle esigenze dei partecipanti.

Poi c’è “Remando sotto il Ponte - Inconsuete ed incantevoli visioni del Ponte di Tiberio”, che propone una panoramica suggestiva e romantica del monumento utilizzando piccole imbarcazioni a remi a 3 posti per consentire, a turisti e non, una “conoscenza” insolita navigando sotto e attorno alle sue arcate, proprio come aaccedva ai tempi dell’impero tomaio e nel medio evo. Gli appuntamenti si svolgono tutti i venerdì e sabato fino al 28 agosto, dalle 20,30 alle 23,30. L’Ingresso è libero. C’’è anche la possibilità di effettuare uscite dimostrative in barca a vela “dream” con presenza di istruttore.

mer 15 lug 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Redazione

Gradisca ha dovuto subire il maltempo, ma poi è riuscita a recuperare. Sono soddisfatti gli operatori di Rimini per l’andamento della festa che ha preceduto la Notte Rosa. Il 26 giugno tutti si sono rimboccati le maniche e hanno profuso il massimo impegno per la riuscita della manifestazione. Particolarmente riusciti gli spettacoli pirotecnici che hanno concluso la serata, realizzati dalle ditte Scarpato e Fonti. Nella foto, il sindaco Ravaioli all’accensione dei fuochi di Gradisca.

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Abbiamo parlato spesso in passato dell’importanza del porto di Rimini nel Medioevo, e in particolare nel XV secolo, grazie agli interventi che apportarono i Malatesta, le cui possenti mura nei pressi del ponte di Tiberio, in corso di restauro, mostrano ancora la loro imponenza.

Ma un porto non è fatto solo dell’approdo: se di una certa importanza, ha cantieri, squeri e tanta gente che vi lavora. A Rimini fin dal ‘300 è infatti documentata la presenza di maestranze addette alla costruzione navale, oltre che al raddobbo e alle riparazioni dei navigli.

Nei documenti archivistici di inizio XVI secolo si registrano diversi calafati, i cui nomi spesso tradiscono l’origine veneta: “mastro Angelo Milzo da Caurlo”, citato in un rogito del 1583, fu chiamato a stimare un naviglio “di tenuta de stare 300 in circa veneziane” nel porto di Rimini. Qualche anno più tardi il figlio Giovanni Maria, fu chiamato ad esaminare un navigium di 400 staia venete: tali valutazioni ci fanno presupporre che si trattasse di calafati tra i più rilevanti di quegli anni.

 

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Nel corso del XIX secolo la carpenteria navale riminese appare in ascesa, in ciò forse favorita dalla costruzione dei primi cantieri al coperto nel 1826, su progetto di Maurizio Brighenti.

In verità, già in età napoleonica si tentò di aprire lo “squero nazionale”, ma l’asta dei lavori andò in un primo momento deserta.

Nel 1831 lo squero e i cantieri di levante vennero venduti a Luigi Lepri, mentre dopo la metà del secolo i cantieri coperti salirono a cinque, sapientemente condotti da maestri d’ascia tra i quali Masini, Magnani, Moroni e Rossini.

 

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Ai cantieri navali si interessò nel XIX secolo Luigi Tonini, il quale dedicò un’intera monografia al porto di Rimini. Nell’opera si cita una pergamena riminese del 1304 dove si parla di un calafato, ossia di un operaio specializzato addetto a rendere impermeabili gli interstizi lignei tra le assi della barca con catrame e stoppa.

Grazie ad un attento esame della documentazione in nostro possesso, possiamo affermare che buona parte delle maestranze che operarono nel porto riminese tra ‘400 e ‘500 provenivano da territori veneti e dalla sponda orientale dell’Adriatico: in particolar modo, sebbene nel ‘400 prevalgano i Dalmati, con il passare degli anni tale tendenza muterà a favore delle maestranze venete che diventeranno prevalenti nella seconda parte del ‘500.

Lo scambio di maestranze tra le due sponde dell’Adriatico non ci deve stupire: gli stessi San Marino e San Leo erano scalpellini dalmati nell’isola di Arbe e si trasferirono a Rimini per la ricostruzione delle mura cittadine. Una tradizione che ben rappresenta la simbiosi in cui vissero i porti adriatici, più legati fra loro che con i rispettivi entroterra.

 

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

In questo anno di crisi economica, fortunatamente l’ottimismo - anche se accompagnato da una buona dose di prudenza - non fa difetto agli operatori di Marina Centro. L’inizio di stagione, causa il mal tempo che ha funestato il ponte del 2 giugno, non è stato dei più incoraggianti, ma in questi giorni il tempo volge al bello e con la chiusura delle scuole si vedono i primi arrivi. E tutto sommato, anche se per ora non vi sono dati ufficiali, non sembrano inferiori all’anno scorso. Gli hotel, i bar, i ristoranti, i negozi sono tutti aperti e Marina Centro è pronta a dare il benvenuto agli ospiti con una tradizionale ed apprezzata festa.

Il 21 giugno saranno banditi i tavoli di Gradisca, dove gli ospiti lungo la spiaggia della Riviera da Miramare a Torre Pedrera potranno degustare prodotti tipici del nostro mare, vino e ciambella, ascoltare musica e ammirare i fuochi d’artificio. La festa comincerà al mattino sulla spiaggia con animazione e giochi per i più piccoli. Lungo viale Vespucci i bar ed i ristoranti offriranno aperitivi e piccoli antipasti, musica al vecchio Embassy e spettacoli itineranti.

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Questo anno si sono fatti solo lavori di manutenzione sul viale principale di Marina Centro, non risolvendo, però, i problemi dell’avallamento del manto stradale e della pericolosa scivolosità dei cordoli in caso di pioggia. Il prossimo anno si cambierà radicalmente. E’ già pronto il progetto ed i relativi finanziamenti per modificare radicalmente il fondo stradale. I lavori cominceranno in febbraio 2010 e termineranno ad inizio primavera per non creare difficoltà alla stagione turistica.

Verrà tolto il porfido ed al suo posto sarà steso un asfalto speciale ed i cordoli saranno messi in sicurezza rendendoli non scivolosi.

mer 17 giu 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Redazione

Una nuova divisa sarà adottata per i bagnini di salvataggio già da questo anno sulle spiagge di Rimini conforme all’ Ordinanze Balneare. Non sono trapelati particolari ma si pensa che sia sullo stile della Champion’s League. Il Consorzio Operatori Balneari “Marina Riminese” lancerà sempre in questa stagione una campagna di igiene e pulizia della spiaggia in collaborazione con Hera e allestirà un sito internet per promuovere le iniziative durante l’estate e dare notizie utili

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Barlaam Lorella

Te lo sanno dire tutti, in via Derna, dove abita Olga Tamburini “la velaia”. Mario, fratello di Olga, dopo aver imparato a fabbricare barche negli storici cantieri Carlini, dagli anni ’30 si mette in proprio, diventa maestro d’ascia e comincia a costruire da solo barche da pesca e  batane. Si specializza nei “beccaccini”, agili barche in legno di 5 metri con un solo albero, randa e fiocco, facili da governare. Ne fabbrica anche sei o sette in un inverno: Olga gli cuce le vele. Nel dopoguerra, con Angelo Deitos, marito di Olga, che dà una mano in cantiere, riescono a costruire la casa dove lei abita ancor oggi, con il laboratorio annesso. Nel ’64 Mario muore. Angelo ha continuato fino al ’78 a costruire mosconi, Olga ha cucito e riparato vele fino a un paio di anni fa. Suono al cancello, il figlio mi apre. “Vediamo se è sveglia.” Dice. “Ha avuto problemi di salute, non so se vorrà raccontare.”

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da

Le venditrici di vongole, dette anche “poveracciaie” si tramandano da sempre, a Rimini e in tutta la Romagna, questo mestiere, ormai praticato solo nelle attività commerciali.

Cerchiamo di scoprire questa figura antica, che si dedicava al commercio delle vongole nella Piazzetta delle “Poveracce” a Rimini, che oggi affascina i turisti per la sua tipicità.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

Per molti secoli l’unica pesca praticata nel nostro mare fu quella costiera.

Solo all’inizio del XVII secolo, con l’aumentata richiesta di pesce – anche a seguito delle più rigide prescrizioni sui digiuni “di magro” imposte Controriforma – e l’introduzione di nuove tecniche, soprattutto di origine provenzale, i nostri pescatori si cimentarono nella navigazione d’altura. Ma queste pratiche richiedevano imbarcazioni più grandi e manovrabili e un cambiamento nelle tecniche di navigazione.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

 

Fino all’ultimo dopoguerra, il panorama marino dell’Adriatico era reso tipico dalle vele colorate. Un’usanza antichissima, già praticata dai navigatori neolitici del Mediterraneo. Ogni marineria aveva i suoi colori e ogni famiglia i suoi simboli, che formavano una vera e propria araldica. Da noi i colori più usati erano il rosso mattone e il giallo l’ocra, mentre i simboli erano solitamente geometrici e non figurativi, anche se non mancavano le eccezioni. La colorazione era eseguita con tinte facilmente reperibili, ricavati dalle terre. Questo trattamento, oltre a preservare il tessuto, consentiva di identificare da lontano l'imbarcazione. In età moderna, nessun altro colorava le vele se non i marinai adriatici. Con la fine della navigazione a vela, è andata perduta anche questa tradizione, mantenuta in vita solo da pochi benemeriti appassionati come quelli dell’Associazione Vele al Terzo.

 

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Vici Luca

Prima delle innovazioni del ‘600, la flotta peschereccia riminese era costituita soprattutto da tratte bragocci, che praticavano più che altro lo strascico in coppia a poche miglia dalla costa. Da un elenco del 1649 apprendiamo che a Rimini operavano già 17 tartane da pesca, cioè . La pesca con le grosse tartane veniva effettuata con mare non troppo mosso e aveva lo svantaggio di un oneroso armamento della barca, del resto poco manovriera. Si pescava “a spontiero”, cioè con due aste poste a poppa e a prua, alle quali erano collegati i capi della grande rete “tartana”, che arava il fondo del mare.

Le tartane adriatiche, in origine, avevano una velatura di evidente origine provenzale, con una grande vela latina e un fiocco detto “polaccone”, mentre gli scafi riproponevano i modelli della tradizione navale veneta.

I legni delle barche erano fabbricati principalmente nei principali cantieri romagnoli e marchigiani (Rimini, Pesaro, Senigallia), oltre ai corredi per la pesca, che venivano commercializzati nei quartieri “marinari” di Rimini.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Gli interventi di riqualificazione, di sistemazione idraulica dell’invaso del ponte Tiberio condotti dal comune stanno procedendo rispettando le scadenze. I disagi sofferti dalla viabilità non dureranno più del preventivato. Quello che resterà sarà un nuovo assetto dell’area, la bonifica dell’intero invaso (che attendeva da decenni) e il restauro delle mura medioevali (che attendeva da secoli). 

Per migliore ulteriormente la qualità urbana, anche la rete commerciale deve fare passi avanti. Per sostenere questi passi ci sono le opportunità offerte dalla legge regionale 41, concepita per favorire lo sviluppo dei “centri commerciali naturali”. La legge prevede finanziamenti su molti aspetti che riguardano il commercio e le strutture relative, il rinnovo delle attrezzature, l’ammodernamento dei locali. Sono ammessi a contributo anche gli investimenti dell’anno solare precedente. Questa legge è applicabile in presenza di interventi comunali nell’area per il miglioramento della qualità urbana, com’è appunto il il caso di Borgo Marina e del centro storico, interessati dai lavori sul vecchio porto medioevale. Il bando che ha cadenza annuale, esce verso il mese di maggio con date e tempi di scadenza dei progetti.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Un argomento che sta a cuore a tutti nel borgo è la valorizzazione del percorso mare-città. Si vorrebbe in qualche modo attenuare la divisione della città causata dalla ferrovia che il sottopasso pedonale, così com’è, certamente non risolve. Si è provato con le luminarie di Natale fatte in modo da creare un senso di continuità fra via Giovanni XXIII e via Principe  Amedeo. Ma manca ancora un’adeguata segnaletica che indichi ai visitatori i percorsi artistici come la casa del Chirurgo, il museo cittadino, il ponte romano e le altre innumerevoli risorse culturali e monumentali della città. E la via per raggiungerli passa attraverso Borgo Marina. Stesso interesse hanno i commercianti e i cittadini di Marina Centro che vedrebbero, anche in periodi di bassa stagione, una maggior affluenza di riminesi verso la Marina. E si è affacciata l’idea di proporre la ricostruzione di un sovrappasso come quello esistente prima della guerra dalla cui sommità si vedeva il mare, la città e le colline. Erano innumerevoli i cittadini, i bagnanti, e le coppie di sposi che si facevano fotografare su quel ponte pedonale. 

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Con maggio appaiono i primi ombrelloni sulla spiaggia e molti alberghi stagionali aprono i battenti. Non si respira aria di crisi, o meglio non se ne vuole parlare, e si fanno perciò e comunque progetti. Si riprendono quelli dell’anno passato che hanno avuto successo come la “Notte Rosa”, “Marina Centro in Fiore”,  “Gradisca”, i mercatini e si pensa a dei nuovi. Vi sono anche singoli esercenti che proporranno eventi nei loro locali come il Caffè delle Rose di nuova gestione. Più che al futuro non prossimo del nuovo assetto della Marina con i project financing, il Comitato dei Commercianti guarda al presente. A viale Vespucci, il cui manto di porfido viene in questi giorni aggiustato ma fino a piazza Kennedy, mentre il tratto fino a Piazza Marvelli dovrà attendere; ai cordoli scivolosi dei marciapiedi; alla regolamentazione delle soste lungo viale Vespucci e in quelle a monte e al prossimo aumento (si parla del 37%) delle tariffe per il parcheggio. Preoccupazioni ne dà lo scarico a mare dell’Ausa che aspetta le vasche di prima pioggia per limitare i danni causati dalle precipitazioni torrenziali.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

E’ forse vero che nei momenti di crisi vengono fuori idee più che in altri periodi. Si comincia a delineare un interessante progetto che riguarda la mobilità: il Trenino per il Mare, come per i giovedì di blocco del traffico c’è il Trenino per il Centro. Da diversi punti della città ad ore stabilite partono i trenini per il mare, ognuno ha fermate sul lungomare ogni tre quattro bagnini, scarica i bagnanti riminesi, famiglie  con bambini, nonni o nonne con nipotini, persone anziane, ma anche giovani e adolescenti. Poi con un percorso inverso ad una certa ora, verso mezzogiorno, li ritorna a prendere. Si libererebbero decine di parcheggi, il traffico diverrebbe più fluido e il tragitto più sicuro. Con un euro, prezzo per il primo anno promozionale, andata e ritorno che siano singoli o con famiglia. Una bella idea per il turismo ecologico. 

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Costantini Claudio

Qualche anno fa sulla spiaggia di Marina Centro fu creato uno stabilimento balneare di nuova concezione per Rimini, Il Turquoise. Subito divenne il modello e la spinta per il rinnovamento e l’ammodernamento di altri stabilimenti, il simbolo di una imprenditoria dinamica di quella che non aspetta di raccogliere i frutti che cadono dall’albero, ma si arrampica per coglierli. Un’imprenditoria che non guarda solo quello che porta in “casa” a fine mese ma che fa il proprio lavoro con entusiasmo.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Rimini e la pesca: un binomio che ci appare del tutto naturale. Eppure non è sempre stato così. In realtà, il prosperare dell’industria ittica nella nostra città è stato un fenomeno relativamente recente. Le ricerche di Maria Lucia De Nicolò permettono ora di ricostruire le vicende di un mondo solo apparentemente sempre uguale a se stesso.
Apprezzatissimo dagli antichi romani, il pesce non lo fu altrettanto nel medio evo, poiché ritenuto alimento di poca sostanza e di “umore freddo”, quindi perfino nocivo. La svolta giunse solo a metà ‘500. Da un lato, il Concilio di Trento (1545 – 1563) conferì rigore ai digiuni “di magro”, che fra quaresima, venerdì e vigilie andavano osservati per quasi un terzo dell’anno.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Il vino di lusso, quello tassato più pesantemente, a Venezia era classificato “XXX”. Ed era il vino da mar, quello che trasportato per mare – quindi l’unico commerciato a grande distanza – invece di guastarsi addirittura migliorava. Il vino di Rimini rientrava proprio in questa categoria insieme a pochi altri, e da tempo immemorabile. Già Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) esaltava i nostri vina navigata, che per secoli furono la nostra principale voce di esportazione. Un prodotto di pregio assoluto, una sorta di Brunello dell’antichità, per il quale i mercanti di ogni nazione erano disposti a sborsare le cifre più alte. Per Rimini, un vanto e una fonte certa di benessere.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Un commercio a Rimini del tutto dimenticato fu quello delle ferrarecce (minerali di ferro) e del rame. Il traffico era attivo già nel basso medio evo, per raggiungere il culmine fra ‘500 e ‘600. Grossi mercanti, per lo più di origine lombarda (i Pavoni, Provasi, Pastoni), si erano stabiliti qui instaurando un vero monopolio, anche come armatori che gestivano il trasporto da Trieste, dove il carico giungeva dalle miniere asburgiche della Carinzia. Un trasporto però di contrabbando, duramente represso dai Veneziani che pretendevano il dazio su ogni naviglio.

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