Romagna's got talent!

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 19 mag 2010
di Lorella Barlaam

Intervista al violoncellista che ha suonato alla corte della De Fillippi
Il percorso del riminese Alberto Casadei si è fermato alle semifinali

Alberto Casadei è un giovane violoncellista riminese, figlio di musicisti, che ha rivelato uno straordinario talento fin dall'infanzia, e crescendo ha più che mantenuto le promesse: a ventitré anni calca da protagonista i palcoscenici dei teatri più prestigiosi, in Italia e al'estero. Niente personaggio fuori dal tempo, però: Alberto è un nostro contemporaneo, dalla sapienza nell'uso dei social network, alla recente epifania televisiva. Insieme al pianista Federico Colli, suo coetaneo e sodale, è stato la rivelazione della prima edizione di "Italia's got talent", con Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi, partecipando a due puntate e mancando di un "buzz" la finale. L'abbiamo intervistato.
Alberto, che effetto ha avuto l'esclusione del 3 maggio?
«Ne hanno parlato tantissimo, ci sono arrivate mail e messaggi a centinaia, sulle pagine di Facebook. Molti protestano per la nostra ingiusta esclusione, sono tantissimi i complimenti, da musicisti, da persone che ci hanno ringraziato dicendo che la musica non l'avevano mai ascoltata così. Si è creata una platea trasversale, dall'orchestra della Scala alla gente comune».
Perché avete partecipato?
«Per far capire che la musica classica non è troppo "difficile", è solo un ascolto che va educato. Ma se in tv non la fanno mai sentire, la gente non può capire; abbiamo portato pezzi rivisitati da noi, in una chiave moderna, orecchiabile e le persone hanno risposto benissimo».
Come è partita l'avventura?
«Ci è sembrato interessante partecipare a un programma dedicato ai talenti, a nostro rischio e pericolo, sfidando i luoghi comuni sul musicista classico e i pregiudizi del nostro ambiente. Ma se non si rischia, se non si va in cerca di nuovo pubblico, tra dieci anni i teatri saranno vuoti. Ci hanno subito preso, dopo un provino. Maria De Filippi ci ha sostenuto, ha riconosciuto il nostro talento e affermato che andava premiato anche lo studio che affrontiamo quotidianamente per restare ai massimi livelli. Specialmente per l'esempio che può dare ai giovani il fatto che dedichiamo la vita a un'arte. Dalla nostra parte, anche Gerry Scotti, e Simone, il conduttore, che ci chiamati i veri talenti della trasmissione.»
Cosa è successo in semifinale?
«Non abbiamo sinceramente capito con quale criterio Zerbi della Sony, dopo averci addirittura esaltato nella prima puntata ci abbia "buzzato" nella seconda, interrompendo tra l'altro l'esecuzione della musica, e le sue scuse per spiegare la nostra esclusione. Ha detto cose pietose. Che il nostro era virtuosismo, che avrebbe "spaventato" le persone... ma la difficoltà dell'esecuzione è un problema del musicista, non certo del pubblico. Non solo Maria De Filippi, che ci ha votato, ma tutto lo staff in studio era dalla nostra parte. Quando abbiamo aderito pensavamo a un programma più all'altezza del format europeo, invece ci siamo trovati in una specie di "Corrida". Ma son contento di come è andata, il messaggio è stato recepito, apparire due volte in televisione dà una bella visibilità. Il talento e lo studio sono fondamentali, ma non bastano. Il musicista, oggi, oltre a saper suonare deve essere un po' il manager di se stesso, curare l'immagine e la presenza, per far presa sul pubblico». www.albertocasadei.it

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart