Troppi tituli
Il festival dell'autogol
Le cronache politiche locali non smettono di regalare soddisfazioni
Ui vò un curag cumè mazè un lioun: ci vuole un coraggio come ad uccidere un leone". Ricorro ancora una volta al fascino intelligente del dialetto (nulla a che fare con la clava troglodita a cui lo riducono i leghisti) per commentare alcuni fatterelli riportati dalla stampa, frutto di un mix di arditezza ed autolesionismo. Un Consigliere Comunale di Poggio Berni (non ricordo il nome e me ne scuso) ha motivato la richiesta - legittima, sia chiaro - di avere più spazio sul notiziario del Comune portando come esempio di pluralismo nell'informazione, indovinate chi? «Il Berlusconi editore, che ha dato lavoro anche a Santoro». A Riccione ha invece combinato un'altra delle sue lo scalpitante Usai, il "puledrino della libertà" che gli altri Consiglieri del PDL non perdono occasione di trattare come un mal-sopportato narcisetto. Per costui, il modo migliore di condurre una certa battaglia contro la Giunta è consistito nel diffondere "urbi et orbi" il numero di cellulare del Sindaco Pironi, con l'invito ad usarlo per dirgli robacce. Non capisce, l'acerbo Usai, che una simile mossa equivale al classico "parlar di corda in casa dell'impiccato", poiché proviene da quel "giro" che, con la scusa della privacy, si appresta a far felici mafiosi, ladroni e malfattori d'ogni risma, con l'imminente legge che renderà le intercettazioni pressoché irrilevanti nella lotta al crimine.
Che dire poi del Consigliere Regionale Lombardi, che pur sperimentando ogni giorno un "non partito" dove decide tutto Sua Proprietà (dai ministri ai candidati di quartiere; dai finti coordinatori agli abiti delle signorine che vanno a fargli visita) riesce a dire che per le elezioni riminesi del 2011 il centrosinistra «aspetta come sempre che Roma comunichi all'ultimo minuto chi candidare». Voglio però aggiungere un sincero augurio di pronto ristabilimento a Lombardi, che per colpa di un'auto che gli ha tagliato la strada è rimasto vittima di un incidente - per fortuna di lieve entità - appena mezz'ora dopo aver inaugurato il suo nuovo hobby di ciclista. Appresa la notizia, Gioenzo Renzi si è limitato a commentare: "Hai voluto la bicicletta...?!" Si è invece rivelato del tutto infondato l'iniziale sospetto che fosse lui a guidare l'auto incriminata: Pizzolante ha verificato di persona l'alibi di ferro di Renzi, che al momento dell'incidente era intento a scrivere un'interpellanza per sapere come mai, da un po' di tempo, il suo mattutino bombolone al bar contenga così poca crema.
Ma pure il PD non si fa mancare qualche "coraggioso autogol". A Roma, Fioroni invoca un Governo di Unità Nazionale: Bersani, Berlusconi, Casini, Bossi, tutti insieme, appassionatamente. Per carità, chiunque ha diritto ad avere un'idea balzana; basta che la chiami col suo nome (inciucio) e non tenti di spacciarla per «la sfida riformista». A Cattolica, invece, una delle componenti del variopinto PD locale ha messo in scena un esilarante spettacolino parrocchiale: un assessore firma un esposto contro il Comune e il Sindaco, per non essere da meno, si finge spiritoso e aderisce ad un sito Internet creato per spingerlo a dimettersi. A sua discolpa, va detto che ha un cognome molto simile a Tafazzi.
PS Ad impreziosire le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia potrebbe dunque concorrere l'eventualità che non vi partecipi Calderoli: «ci andrò solo se me lo chiede Napolitano». Potrà mai il Presidente fare un simile affronto al nostro Risorgimento?
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