Intervista a Nada Malanima
Un cuore umano e un amore non più disperato
Venerdì 21 maggio alla biblioteca Gambalunga
Si potrebbe definire una madre ideale Nada, di quelle persone che sanno ascoltare e ascoltarsi e che in una frase ci immergono il loro mondo. L'abbiamo contattata in occasione della serata a lei dedicata che si terrà il 21 maggio alle ore 21.00 presso la Biblioteca Gambalunga di Rimini, a cui parteciperà il compositore e amico Massimo Zamboni. Un viaggio attraverso il mondo della cantante livornese con un documentario ispirato al suo libro Il mio cuore umano e letture tratte da Le mie madri e dallo stesso Il mio cuore umano. La scoperta affascinante di un mondo lontano e incantato, fra i ricordi, i primi successi e la consapevolezza di donna-artista libera da condizionamenti.
Lei e Zamboni siete due personaggi molto simili. Avete scelto di vivere in campagna, di ritirarvi dalla confusione della metropoli per ascoltare meglio i vostri pensieri. Come è nata e come si è evoluta la vostra collaborazione?
"E' un sodalizio nato nel 2004 e proseguito con un tour fortunato. Abbiamo da subito instaurato un rapporto di stima e di amicizia e nei nostri concerti si crea un'empatia e un equilibrio fra due mondi diversi".
Cosa spinge un artista come lei a mettersi sempre in discussione e a creare ogni volta modi espressivi sempre diversi?
"E' il mio modo di esprimermi, accendendo sempre la curiosità e la voglia di non ripetersi con soluzioni che spesso cozzano con le richieste discografiche. Ogni cosa che faccio mi coinvolge talmente che sembra la prima, anche se diventa faticoso mettere insieme tutte le idee con gli aspetti pratici.
Lei non disdegna le collaborazioni anche con musicisti indipendenti come i Zen Circuì. Mi lasci dire che è un piacere ascoltare in radio il singolo "Vuoti a perdere" cantato da lei.
"Sì, la ringrazio. In realtà mi hanno cercata loro, facendomi sentire il pezzo che mi è piaciuto subito. Anche da lì è n
ata poi un'amicizia oltre a una profonda stima reciproca. Per ricambiare il favore, hanno suonato nel mio prossimo disco di canzoni inedite che uscirà in settembre".
Come vede il ruolo della donna in un panorama culturale pieno di "pupe" senza testa?
"Penso che ogni persona dovrebbe seguire la propria natura e fare le cose al meglio senza seguirle superficialmente. Cercare di creare qualcosa nella semplicità sentendosi utili a qualcuno, perché il successo lascia il tempo che trova e spesso crea persone infelici. Però è facile giudicare da fuori, delle volte le cose prendono una piega che non ci aspettiamo. L'importante rimane seguire se stessi cercando di essere coerenti".
Rispetto a una volta, oggi molti ragazzi hanno - grazie alla rete - la possibilità di farsi ascoltare e raggiungere risultati sorprendenti facendo musica. Lei, con la sua esperienza, cosa si sente di dire a chi si affaccia nel mondo della musica?
"Sì, è vero che le opportunità di fare musica e sperimentare rispetto a una volta sono migliorate e più accessibili. Però penso che questo vada a discapito dell'originalità. Per carità, anch'io amo i suoni elettronici, ad esempio, ma penso che devono essere un mezzo e non il fine. Ma rimango ottimista perché credo in una futura rivoluzione culturale, fondamentale per il progresso umano".
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