I cantieri e la Villa Gentili

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 19 mag 2010
di Annamaria Bernucci

Memoria marinara
Una famiglia per il mare

I cantieri Gentili erano ubicati sulla sponda destra del porto, nei terreni oggi compresi tra viale Ramusio e l'area dell'attuale piazzale Boscovich angolo via Colombo: ci sono campi da tennis e locali da ballo di tendenza negli spazi in affaccio alla litoranea dove un tempo c'erano gli staggi, la spiaggia e le dune. Nel 1878 era stato progettato il villino Gentili su un'area di 2400 metri concessa dalla Giunta municipale "all'angolo della vecchia piazza d'armi dalla parte del Faro" come ben documenta Giovanni Rimondini (Villa Solinas, 1998) e come appare nell'Album dei Bagni del fotografo Vincenzo Contessi. Accadde un anno prima della morte dell'ingegnere comunale Gaetano Urbani, stratega e progettista della prima forma della città di marina.

Era "padrone marittimo e costruttore di prima classe" e fu anche consigliere comunale Gaetano Gentili il capostipite della dinastia di costruttori navali. L'arsenale Gentili caratterizzava allo scorcio dell‘800 il paesaggio del porto riminese con l'officina, le attrezzature d'alaggio e gli scafi in costruzione. Erano burchi, bettoline, pontoni, trabaccoli; ma la specializzazione del cantiere divenne ben presto la costruzione di rimorchiatori e di draghe (la prima nel 1905) per l'escavazione del fango che ostruiva i porti canali della costa adriatica. Era di Gentili la draga che sino 1895 assicurava l'agibilità del porto riminese dall'interramento e ne garantiva il pescaggio.
La guerra dissolse il patrimonio fatto di saperi e di competenze navali. Nel 1942 era già in corso la vendita del cantiere ad una società bergamasca. Le bombe dell'incursione del ‘44 danneggiarono la grande villa che lo affiancava; scompariva un'attività consolidata che si trasmetteva ormai da tre generazioni. E che aveva consentito alla marineria riminese la congiunzione tra l'epoca della vela e l'età della motorizzazione avendo i Gentili sperimentato all'inizio del ‘900 la propulsione meccanica alle imbarcazioni tradizionali. Gaetano, formato alla Scuola Nautica di Rimini come poi fece il figlio Francesco, mostrò con intuizione e precocità passione per l'attività cantieristica, a sua volta trasmessa al nipote Cesare entrato nella Marina Militare e che subentrò alla conduzione del cantiere sino alla sua chiusura. La radicale modernizzazione dei trasporti marittimi che utilizzavano altri tipi di scafi e la sterzata verso le attività turistico-ricettive degli anni '50 e ‘60, nell'area del porto, fecero il resto. Altre e diverse stagioni balneari erano all'orizzonte.

Una residenza imponente
Villa Gentili era imponente: dalle forme compostamente classiche aveva un corpo centrale, due ali sormontate da un ampio terrazzo balaustrato, sobri decori, modanature in cotto, ai due piani, finestre ad arco e ad arco ribassato. La villa, ultima in ordine di esecuzione del primo piano urbanistico che trasformò la marina a partire dalla nascita dello Stabilimeno Bagni e dalle concessioni di terreno ai privati per l'erezione di villini del 1870, era perfettamente in stile con i criteri estetici e costruttivi adottati dalla classe di notabili che fece la fortuna della Rimini balneare. Era al termine del percorso stradale aperto verso il porto come confine settentrionale a partire dallo Stabilimento Bagni e fu costruita dalla Società Anonima Edificatrice Riminese di cui lo stesso Gaetano Gentili faceva parte.

Scuola per i maestri d'ascia riminesi
Anche i Carlini vi appresero i segreti del mestiere

Non c'è colloquio o intervista con gli ultimi maestri d'ascia riminesi dai quali non emerga il nome dei cantieri Gentili. Ad esempio, Roberto Carlini, classe 1912, iniziatore (con il fratello Alessandro) dell'omonimo cantiere, fondato nel 1960, anno di nascita del figlio Stefano, ricordava che prima della guerra, dopo essere stato ‘garzone' presso il padre falegname, andò a lavorare proprio nel cantiere Gentili specializzato nelle ‘barche da lavoro'.
"Nel 1928-'29 acquistammo una nuova barca, Il Gaetano, in fase di ultimazione nel cantiere Gentili di Rimini"- racconta Vittorio Ercoles, murè (mozzo) a tredici anni e pescatore a Cattolica -
".. accanto c'era l'officina meccanica dove per quasi trent'anni lavorò Arnaldo Morri Rineld." Purtroppo il motore in dotazione alla barca era inadeguato alla pesca e il Gaetano "fu venduto a Mussolini e trasformato nell'arsenale di Venezia in barca da passeggio con tanto di cabina e tappeti" (da S.Mascilongo, D.Vanzolini, Storie di vita e di mestieri, Cattolica e Gabicce nel primo Novecento, 2007).

 

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