La "Grande Alleanza dei Piccoli"
Coordinatore unico per Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani
Dal 10 maggio le associazioni della piccola impresa parleranno con una sola voce
In Italia le piccole e medie imprese, quelle sotto i 20 addetti, sono il 95% delle aziende del nostro paese, producono più dei due terzi del Pil e assorbono nel loro complesso più del 70% dell'occupazione. Ma ogni volta che i governi discutono di finanziaria, al tavolo delle trattative sono seduti solo Confindustria e Confederazioni Sindacali. Grandi assenti le PMI, le Piccole e Medie imprese. Un grande peso sul piano economico che non ha uguale in quello politico.
Tre anni fa la svolta al Cinema Capranica di Roma (il Patto Capranica) dove le Associazioni delle piccole imprese e del commercio si sono riunite e, superando storiche divisioni politiche, hanno avviato un percorso comune per arrivare a rappresentare le proprie istanze nei confronti dei vari governi con un'unica voce.
Una prima tappa a cui sono seguiti nuovi incontri per mettere a punto un progetto che avrà la sua sanzione ufficiale il 10 maggio all'Auditorium della Musica a Roma quando si riuniranno le associazioni della piccola impresa e del commercio: CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. Sarà costituita una sorta di confederazione che avrà il compito di rappresentare tutti gli associati in tutti i tavoli delle trattative con il governo e non solo. Sarà anche eletto un unico coordinatore che resterà in carica a rotazione per sei mesi. A questo organismo sarà associata una fondazione guidata da De Rita, presidente del Censis, per la ricerca e lo sviluppo delle strategie.
Una grande aspettativa per questo importante progetto che per avere una piena efficacia dovrà essere poi coniugato a livello regionale e provinciale. Nella nostra provincia vi è già una prassi abbastanza consolidata di consultazione fra le varie associazioni su decisioni importanti. Alessandro Bonfè presidente della Confesercenti, benché inviti alla prudenza sulle decisioni romane, fa notare come "nella Camera di Commercio di Rimini, in cui sono rappresentate tutte le istanze del mondo dell'economia, si sia consolidata una pratica di confronto e di decisioni comuni". E poi aggiunge che quando non si antepongono gli interessi personali a quelli della categoria comunque si agisce nell'interesse di tutti.
"Se funziona a livello nazionale - sottolinea Mauro Gardenghi segretaio di Confartigianto - sarà più facile avviare lo stesso processo a livello periferico". A Rimini, più che in altre province, si è sempre cercato di raggiungere una posizione comune. Le aziende artigiane, "noi che siamo in trincea", si sono rese conto che uniti si può avere più peso politico che conta molto, poi, sul piano economico.
Richard Di Angelo presidente della Confcommercio, in sintonia con le altre associazioni, sottolinea che "le cose che uniscono sono molto di più di quelle che dividono". "Molte aziende - continua Di Angelo - non sono tutt'ora rappresentate dalle Associazioni: il progetto che uscirà dall'assemblea romana potrà favorirne l'ingresso".
Non sarà automatica, secondo Renato Ioli Presidente di CNA, la creazione degli organismi unitari che saranno proposti il 10 maggio a Roma. Ma aggiunge anche che "a Rimini sicuramente siamo nelle condizioni migliori per avviare un percorso analogo". In questi giorni si sono raggiunti unitariamente importanti accordi per affrontare la crisi economica. Il primo è quello sugli anticipi da parte degli istituti di credito delle somme che le Amministrazioni devono dare alle imprese. Il secondo riguarda le somme per la cassa integrazione anticipate dalle banche, mentre prima lo erano dalle imprese in difficoltà in questo periodo a causa della crisi.
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