Il prete che parlava la lingua universale dell'amore

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - mer 05 mag 2010
di Claudio Costantini

Era un autorevole membro dell'Associazione degli Esperantisti Italiani
La comunità di San Giuliano Mare piange la scomparsa di don Duilio Magnani per trentanove anni parroco e guida spirituale

La storia di San Giuliano Mare è intimamente legata alla chiesa parrocchiale dei SS Giovanni e a don Duilio Magnani, che la guidò per 39 anni dal 1964 al 2003. Don Duilio se n'è andato il 20 aprile scorso, la sua chiesa non è più parrocchia, ma di lui resterà l'esempioed i frutti delle sue opere verso gli umili ed i diseredati. Una comunità solidale e le associazioni di volontariato che sono nate grazie a lui sono i più bei fiori che si possano posare su di un feretro.
Non si può ricordare don Magnani se non si parla di esperanto, la lingua universale, il latino dei popoli. Una passione che lo hanno accompagnato durante gran parte della sua vita: fu per anni segretario dell'Unione Esperantistica Cattolica Italiana e Internazionale. Tredici anni fa convinse il papa Giovanni Paolo II a fare gli auguri di Natale anche in esperanto. Tutto iniziò nel 1973 in Polonia quando il nostro parroco incontrò il cardinale primate Stefan Wyszynski e poi da una avventurosa visita al campo di concentramento di Auschwitz passando per la Cecoslovacchia. Già nel 1975 il cinema della parrocchia si chiamava Espero.

Esperantisti ecumenici e solidali

Per don Duilio l'esperanto non era solo passione intellettuale fine a se stessa, ma un mezzo per comunicare con tutti, una lingua per unire i popoli ed per favorire l'universalità della fede. Attraverso l'esperanto riuscì a costruire una rete di solidarietà giunta fino in Africa, dove chi conosceva questa lingua diveniva punto di riferimento per gli aiuti alle comunità indigenti e ai bambini. Nel Benin, dal 2004 ad oggi, sono state costruite nei villaggi scuole, due ponti, case, pozzi, ambulatori, un orfanatrofio e organizzati corsi di alfabetizzazione. Interventi analoghi in Burundi, Congo, Madagascar, Togo. Per organizzare meglio le attività è stata creata nel 2004, con il forte sostegno di don Duilio, l'onlus CER-ES (Centro Esperantista Riminese Ecumenico e Solidale). Nel 2003, la chiesa dei SS Giovanni e Paolo, perse lo stato di parrocchia. Fu un duro colpo per i parrocchiani che si lamentarono con il nostro giornale perché nello stesso tempo perdevano anche la loro guida. Don Duilio, a 75 anni, ritiratosi nella Casa del Clero, continuò e anzi intensificò le sue attività di solidarietà. Dopo il terremoto, pensava a una scuola ad Haiti. Il progetto resta nelle mani dei volontari del CER-ES che "con l'aiuto e la collaborazione di tutti sperano di realizzare anche questa (sua) opera".

 

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