Addio commercio tradizionale?

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - mer 05 mag 2010

Il commercio tradizionale sta rapidamente scomparendo, non è difficile constatarlo, basta girare nel centro Storico e, anche se con minore evidenza, nei Borghi e nei Centri periferici, per accorgersi che le "botteghe tradizionali" di un certo rilievo chiudono, scompaiono, lasciando il posto, per lo più, a esercizi che nulla hanno a che fare con le vecchie botteghe e che non creano e non possono dare alla Città quel valore che danno le botteghe tradizionali di una certa importanza.

E' l'evoluzione dei tempi? E' il cambiamento delle preferenze dei consumatori? Certo, non ammettere tali concause sarebbe sbagliato, ma accettare tutto ciò con fatalità e pensando che nulla è possibile per ridare vitalità al commercio tradizionale di un certo pregio è altrettanto sbagliato.
E chi può reagire a questa tendenza, se non quei soggetti istituzionali e privati che agendo nel loro ambito di competenza possono essere determinanti?
Essenzialmente tre soggetti: Amministrazioni Pubbliche (Provincia, Comune), Associazioni Sindacali di categoria e, non ultimi per importanza, i Commercianti stessi.
Le Amministrazioni Pubbliche potrebbero finalmente risolvere l'annoso problema dei parcheggi - è indispensabile poiché nessun tipo di commercio può sopravvivere e tanto meno progredire, se il consumatore non ha la possibilità di usare il proprio mezzo di trasporto per accedere ai luoghi commerciali. L'ha ben capito la Grande Distribuzione che insedia i propri punti vendita unicamente deve esiste la possibilità di ampi parcheggi. E' una grande illusione pensare di poter risolvere tale problema con le piste ciclabili (utili, ma non per chi intende fare acquisti) o con parcheggi scambiatori lontani dai Centri di Commercio e uniti ad essi da navette che, se sono rappresentante dai "trenini" attualmente in esercizio, non solo sono inutili, ma rasentano il ridicolo. Solo parcheggi a silos, interrati o sopraelevati situati ai limiti dei Centri di Commercio tradizionali e ove possibile collegati ancor più al Centro da percorsi pedonali protetti e meccanizzati (tapis roulant), possono incentivare i consumatori a recarsi in Centro. Utopie? No, solo buona volontà e interesse per la città.
E ancora, le Amministrazioni Pubbliche potrebbero finalmente, dopo 65 anni, ridare alla Città il proprio teatro come avviene in tutte le città degne di questo nome. Esso rappresenta l'anima della città e contribuirebbe a darle tono e valore. Non capire questo, pensare di preferire un Auditorium al Teatro è veramente squalificante. Rimini ha bisogno di riqualificarsi attirando buone presenze e non grandi presenze, alle quali comunque sono riservate diverse strutture (Palacongressi, Vecchia Fiera, Nuova Fiera).
E cosa fanno le Associazioni Sindacali di Categoria? Il loro precipuo scopo, a cui devono la loro credibilità e motivo di esistenza, è quello di informare, sorreggere, qualificare, indirizzare i propri aderenti, indicando la strada da seguire per uscire da questa impasse, che sta letteralmente eliminando una intera categoria che è stata ed è il fulcro delle Associazioni stesse. Stanno facendo qualcosa? Sanno, per esempio, che si sta organizzando in tutto il Paese, e qualche azienda anche nel riminese, la vendita online? Perché non informano e aggiornano i propri aderenti su questa nuova forma di distribuzione? Potrebbe essere un motivo di sostentamento e di sviluppo delle botteghe tradizionali. E cosa dire della "Card di famiglia" che incentiva il consumatore a fare acquisti nelle botteghe aderenti a tale iniziativa, accumulando buoni che gli consentono di acquisire premi di notevole valore? Ne parlano di tutto questo e magari di altre iniziative con i propri aderenti? Oppure pensano che sono compiti di esclusiva competenza degli aderenti stessi? Non capendo che l'innato individualismo dei commercianti può essere vinto dalla capacità delle Associazioni di illustrare tali iniziative e creare i presupposti affinché si realizzino?
E Voi Commercianti, miei ex colleghi, come pensate di poter portare avanti le vostre Aziende? Sperando che siano gli altri a risolvere i vostri problemi e rimanendo fermi nel vostro individualismo? Niente e nessuno, pur armato delle migliori intenzioni, può fare qualcosa se non c'è la vostra sincera partecipazione.
Ben vengano le varie feste nei Borghi e in altri luoghi, son cose piacevoli e gradite, ma inefficaci ai fini dello sviluppo del commercio.
Il vostro impegno deve essere rivolto ad iniziative, portate avanti in modo collettivo e con un unico scopo: l'incentivazione delle vendite.
Se sarete capaci di fare ciò, potrete ridare valore alle vostre aziende e contribuire a ridare vita all'intera Città.

Lanfranco Capelli

 

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