RIMINI Ai nostri bambini penseranno cinesi e indiani
RIMINI - Notizie Opinioni - mer 08 ott 2008
di Giampaolo Proni
[{Continuano i tagli sulla risorsa più importante: la mente}
Abbiamo pochi ricercatori e vogliamo diminuirli ancora]
Albert Bruce Sabin nacque a Białystok, una città che allora era Russia e oggi è in Polonia, nel 1906. Si chiamava Saperstein ed era ebreo. Emigrò negli USA a quindici anni, nel 1921, con la sua famiglia, e divenne americano nove anni dopo, nel 1930, cambiando il suo nome. L'anno dopo prese la laurea in medicina. Iniziò a fare ricerca e nel 1957 il suo vaccino antipolio iniziò i test sperimentali.
La mia generazione ricorda ancora i compagni e gli amici che avevano avuto la poliomielite. Non c'è uno di noi che non ha un amico che ha perso la capacità di correre per questa malattia.
Quando ero in seconda o terza elementare (nel 1962 o 63 circa) lo Stato italiano impose la vaccinazione obbligatoria per tutti i bambini. Era la famosa 'zolletta di zucchero' che si assumeva oralmente. Negli Stati Uniti la somministrazione era iniziata nel 1961. Ricordo ancora le voci degli ignoranti che criticavano quel 'fegato di scimmia' che veniva dato ai bambini. Da allora, non ci sono più bambini poliomielitici. Sfido chiunque a dire che si stava meglio prima.
[L'ignoranza è peggio di qualsiasi malattia]
Se oggi paesi come l'India e la Cina sono risaliti ai primi posti del mondo per tasso di sviluppo e se milioni di donne e uomini sentono di aver migliorato il loro livello di vita, è perché, oltre ad adottare il libero mercato, hanno abbandonato un pensiero immobile e distaccato dall'esperienza. I loro contributi scientifici sono oggi tra i primi al mondo, e le loro università stanno crescendo in dimensioni e qualità. E infatti, la Cina aumenta i suoi investimenti in scienza e tecnologia del 20% ogni anno e l'India dell'8%.
L'Italia, che ha dato i natali a scienziati come Leonardo, Galileo, Fermi, Natta, Maiorana, Rubbia e Levi Montalcini, solo per citare alcuni dei più grandi, è oggi sulla strada di abbandonare ogni ambizione di ricerca scientifica. Abbiamo 70 mila ricercatori contro i 100 mila della Spagna, i 200 mila della Francia e i 270 mila della Germania. Nel 2005 l'Italia ha depositato 10 mila brevetti contro i 90 mila della Germania. Su mille occupati i ricercatori pubblici o privati sono 79 negli USA, 74 in Corea del Sud, 67 in Giappone e Danimarca e solo 38,2 in Italia. Gli investimenti in rapporto al PIL sono lo 0,5% in Italia contro la media UE dello 0,6% e lo 0,7% di Francia e Germania (dati Min.Pubb.Istr. 2008). E si continua a tagliare proprio nell'unico settore che può farci risalire la china. Non vi è oggi infatti nessuna risorsa più importante della mente.
[Gli investimenti? Nel mattone]
Google, un'azienda che (pur avendo subito un forte ribasso) capitalizza 100 miliardi di dollari, è stata inventata da due studenti di Stanford, Larry Page and Sergey Brin, sulla base di una ricerca sulle proprietà matematiche del Web. Una ricerca che poteva essere fatta da qualsiasi studente del mondo, senza capitali e senza laboratori particolari. Ma il loro relatore era Terry Winograd, a sua volta ricercatore in intelligenza artificiale e linguaggi e filosofia della mente. E la loro Università era Stanford, una delle migliori del mondo.
Eppure, continuiamo a investire in cemento e mattoni.
Alla salute dei nostri bambini penseranno, speriamo, gli scienziati cinesi e indiani.
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