L'emozione č una voce che canta e racconta

CESENA - Notizie spettacoli - mer 05 mag 2010
di Lorella Barlaam

Quello che Fiorella Mannoia ci ha detto
La cantante sarà a Cesena il 15 maggio con l'Acoustic Tour

Intervistando Fiorella Mannoia, ho avuto per un po' la sua voce tutta per me. La voce di "Sally", di "Quello che le donne non dicono". La voce dell'interprete più intensa nel nostro panorama musicale, e non solo: una donna bella, forte e impegnata, che adesso "ha imparato a sognare". Un'esperienza emozionante, da condividere andando ad ascoltare Fiorella Mannoia il 15 maggio, al Carisport di Cesena, accompagnata dalla sua band e da un quartetto d'archi. In scena, l'Acoustic tour dal nuovo album "Ho imparato a sognare" e dal suo repertorio sconfinato, con interpretazioni inedite. Per avere la sua Voce tutta per voi.
Fiorella, come mai proprio adesso il primo tour acustico?
«Volevo farlo da tanto, e l'ho sempre rimandato perché non eravamo pronti. Sono contenta di esserci riuscita, è stimolante ma molto più impegnativo. Con gli strumenti al naturale la voce è in primo piano, più nuda, io più esposta. Ci vuole molta più concentrazione, devo stare più attenta. Ma l'emozione è diretta, non mediata. Mi sembra che il pubblico abbia gradito moltissimo, l'intuizione allora era giusta: dovevo liberarmi per un po' della "massa" sonora, non ne potevo più di sentirmela addosso».
E' la ricerca di una diversa vicinanza alla musica, al pubblico?
«Penso di sì. Credo che la tecnologia abbia fornito mezzi spettacolari, prima impensabili: oggi si può mandare un file all'altro capo del mondo, per avere in tempo reale il contributo di un altro artista. Ma ci siamo allontanati dalla primordialità della musica. Mi è sembrato che stessimo scivolando in un mondo di plastica... così con "Ho imparato a sognare" siamo tornati anzitutto al "fare" musica insieme. Ho lasciato ai musicisti la possibilità di esprimersi: non sono strumenti al servizio della musica, ma creatori».
Lei ha il dono di mettere insieme e valorizzare le persone, dai giovani ai talenti già affermati...
«Io penso che la musica viva di collaborazioni, la morte dell'artista è l'isolamento, perchè questo mestiere vive di scambi, di stimoli. Quando si ha la fortuna di incontrare i grandissimi artisti che ho conosciuto io, si torna che non si è più come prima. Tutte le esperienze, gli incontri umani ci cambiano, ancor di più quando si ha a che fare con la creatività... e per creare bisogna mescolarsi: noi artisti viviamo di questo e abbiamo il dovere di far circolare la musica».
Come sceglie le canzoni da cantare?
«Le scelgo in base all'emozione che mi danno, e sto molto attenta ai testi. So di non avere straordinari mezzi vocali, ma una forte intensità nel racconto, e riesco a raccontare solo se i testi mi coinvolgono per cose vissute, per cose lette, perché sono belli da raccontare. Sono una narratrice, un'interprete. Il complimento più grande che possono farmi è "Sai che da quando ho ascoltato quella canzone interpretata da te, ho capito cosa significasse?"»
Cosa pensa delle trasmissioni televisive incentrate sulla ricerca di "talenti"?
«E' inutile fare della dietrologia su "come andavano le cose una volta": questi sono i mezzi odierni e bisogna cercare di usarli al meglio, di fare esprimere questi giovani artisti il più possibile. Tenendo presente che la maggior parte avrà un successo momentaneo, e con la stessa velocità con cui ci sono saliti usciranno di scena. Ma qualcuno resterà. Come Noemi. E' in giro con un suo tour, e le ho detto di raggiungermi quando vuole, il mio palco è il suo palco: siamo molto simili caratterialmente, in lei mi rivedo com'ero alla sua età... e come sono adesso».
Nuovo Teatro Carisport Cesena, via Tordi 99, ore 21. Per info e prevendita: Io Tickets- Tel. 0541-785708

 

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