Il mondo salvato da vecchi e ragazzini

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 21 apr 2010
di Lorella Barlaam

"Girasole e altre storie" di Anna Rosa Balducci
Favole semplici per raccontare cose difficili

Secondo Raul Montanari esistono "narratori" e "scrittori": i narratori privilegiano il raccontare storie, e gli scrittori l'attenzione al linguaggio. La riminese Anna Rosa Balducci è senz'altro una narratrice: nei suoi libri prevale il tono lieve e sommesso di un'affabulazione in cui la testimonianza venata di pietas di vicende e personaggi passati, e la denuncia del nostro tempo "infelice" si stemperano in un sorriso pensoso. "La Storia con la S maiuscola è cosa di scrittori seri. Non credo di esserne all'altezza", scrive la Balducci nel suo primo libro, "La balena e altri racconti", uscito da Il Ponte Vecchio nel 2002, come le favole di "Pupazzi nonni e re e anche un tre" (2004), con le illustrazioni di Antonietta Bellini. Del 2007 è il romanzo "Pane a colazione" (Giraldi), un libro complesso, in cui attraverso il confronto tra due generazioni si costruisce il senso delle vite dei personaggi, con una trama "storica, che si dipana nell'ultimo secolo e si affaccia al nuovo millennio", venata di autobiografia. In "Girasole e altre storie", (Il Ponte Vecchio, 2010) delicatamente illustrato dalla Bellini, Anna Rosa Balducci torna alla dimensione a lei congeniale di un racconto in cui il meraviglioso della fiaba (una barca "animata", serpi fatate, un game boy che racconta storie di Natale, una vecchia radio testimone di antiche memorie, i pensieri di una locomotiva) si intreccia con le realtà ultime dell'esistenza (la morte di una nonna amata, la fatica di crescere degli adolescenti di ogni epoca, l'amore con le sue gioie e la sua fatica, l'infanzia col suo bisogno di libertà, di sperimentazione, troppo spesso represso dalle paure degli adulti, la saggezza salvifica dei vecchi). Con un'attenzione a pensieri e desideri di ragazzi e bambini che rivela una lunga esperienza all'ascolto, anzitutto del proprio "bambino interiore". E l'invito a lasciar vivere ai piccoli la loro bella stagione, pienamente. Come Giovannino, piccolo Marcovaldo d'oggi, che scopre la città, Marcantonio che vede per la prima volta il mare, e Davide, che sceglie di uscire dal guscio protettivo in cui gli adulti vorrebbero chiuderlo, per sperimentare l'estate con i suoi profumi e avventure, e scopre la profonda soddisfazione che dà il saper inventare storie, e farle ascoltare a un pubblico "immobile, a naso in su" che resta "tutto incantato". Come non vedere, in filigrana, la nostra narratrice?

 

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