Ricostruzione del Teatro, ecco il progetto

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 21 apr 2010
di Redazione

Ma Rimini Città d'Arte resta critica
Costerà 30 milioni e cercherà di adeguare la struttura del Poletti a esigenze e normative attuali

Sarà la volta buona? Il sindaco Ravaioli e la sua giunta ci credono. L'8 aprile è stato presentato ai media il progetto di ricostruzione del teatro "Amintore Galli".
"L'Amministrazione Comunale di Rimini - dice il comunicato ufficiale - ha stabilito di procedere alla ricostruzione del Teatro "Amintore Galli" secondo il progetto di restituzione filologica e tipologica redatto nel 2004 (cosiddetto progetto Garzillo-Azzolini) dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le attività culturali dell'Emilia-Romagna (oggi Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici). Per avviare la fase realizzativa dell'intervento è stato definito un accordo con la Direzione Regionale per l'utilizzo da parte del Comune di Rimini del progetto, finanziato dal Ministero per i beni culturali".
Il Comune assicura inoltre di aver avviato "un lavoro di verifica della documentazione progettuale ricevuta per valutare la conformità a leggi, regolamenti, normative e regole tecniche. Il gruppo di progettazione, composto da funzionari tecnici di riconosciuta professionalità e da un consulente esterno di chiara fama per gli aspetti acustici, ha affrontato con grande rispetto il progetto redatto dalla Soprintendenza, che conserva il ruolo di progetto generale".

Si è lavorato assieme alla Soprintendenze

I tecnici hanno analizzato il progetto esistente "e individuato soluzioni progettuali integrative e migliorative al fine di offrire la più idonea risposta alle esigenze funzionali dell'attività teatrale, ferma restando la generale impostazione fondata sulla ricostruzione del teatro secondo il progetto polettiano". Si è cercato di adeguare l'originario progetto alle norme costruttive e di sicurezza nel frattempo sopravvenute, "in modo da assicurare il rispetto del quadro normativo che regola l'appalto di opere pubbliche e garantire l'esecuzione dei lavori da parte di imprese qualificate e specializzate in interventi di questo tipo".
Tutte verifiche svolte insieme alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna e delle Soprintendenze interessate.
Dunque, il progetto garantirà la restituzione di un teatro storico con sala all'italiana, rispettando i limiti del sedime e della sagoma dell'edificio distrutto, il vincolo sulla piazza e sul castello, quelli archeologici e i prospetti storici.
Sono avvenuti raffronti con i progetti di ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia e del Petruzzelli di Bari.
Rispetto a quanto previsto nel progetto redatto dalla Soprintendenza è stata rilevata l'esigenza di aumentare gli spazi per depositi, camerini, locali di servizio, locali tecnici per gli impianti elettrici e meccanici; migliorare la logistica e la movimentazione dei materiali durante le fasi di allestimento e disallestimento, con forte riduzione dei tempi di lavoro; isolare acusticamente le centrali tecnologiche.
La soluzione individuata è intervenire nella parte di struttura destinata a palcoscenico, realizzando oltre al sottolivello di palcoscenico già previsto progettualmente, anche altri due livelli. Si ottengono così altri 1000 mq circa di locali a disposizione delle attività per il miglioramento funzionale del teatro. Due locali ad uso guardaroba in posizione simmetrica, nelle immediate vicinanze delle aperture laterali, porteranno a privilegiare l'accesso alla sala lungo i lati del muro di chiusura, permettendo così di poter utilizzare, nel rispetto delle condizioni di sicurezza, l'apertura centrale come sala regia con la collocazione di mixer o altra tecnologia per la gestione degli spettacoli.
Ridotta la torre scenica

Nessun innalzamento per la torre scenica: sarà mantenuto il volume originale del progetto polettiano grazie ad una struttura portante lignea della copertura e a una macchina di scena di dimensioni variate rispetto a quella proposta dal progetto della Soprintendenza Regionale.
Particolare attenzione è stata posta al sipario storico, che sarà recuperato per la sua importanza. La corretta collocazione in altezza del graticcio di lavoro per il sollevamento delle scene e il rispetto del cosiddetto "tiro in prima" consentiranno di nascondere completamente le scene alla vista del pubblico quando non necessarie nel corso dello spettacolo.
Piattaforme mobili permetteranno di ottenere tre configurazioni possibili di orchestra: 48-80-100 musicisti. Le piattaforme potranno elevarsi sino a quota scenica e costituire cosi una scena centrale, con spettatori anche sul palcoscenico. Una soluzione particolarmente adatta, ad esempio, al teatro sperimentale.
Riguardo il pubblico, la soluzione prevede: 276 posti in platea; 276 nei palchi; 132 nel loggione. In totale 684 posti a cui aggiungere i 72 del golfo mistico, per un complessivo di 756 posti. La configurazione della sala predisposta garantisce la gestione economica e la remuneratività del teatro.
Consulente esterno per gli aspetti acustici è l'ingegnere Lamberto Tronchin, docente all'Università di Bologna.

L'area archeologica sarà indagata con cautela

L'area di intervento è già stata indagata per individuare natura e posizione dei reperti archeologici. I tecnici del Comune di Rimini propongono di mantenere inalterata la quota di imposta delle fondazioni previste dal progetto strutturale nella parte di struttura dedicata alla sala, in coerenza con il progetto della Soprintendenza Regionale.
Le operazioni di scavo vengono proposte nella parte di struttura dedicata al palcoscenico dove viene ricavato il volume da destinare alla dotazione di servizi. Dai dati in possesso del Gruppo di Progettazione del Comune di Rimini tutti i reperti archeologici rilevati si dovrebbero trovare in questo strato di terreno, per cui contestualmente alla prima fase di scavo verrà proposto il loro recupero. Da questa quota, attraverso indagini georadar e tomografiche, potrà essere indagato il terreno fino alla quota di fondo scavo del successivo solaio completo di micropali, per verificare l'eventuale presenza di reperti archeologici non ancora rilevati, che potranno essere rimossi con approfondimenti locali dello scavo.
Una volta terminata la realizzazione dei vani interrati, i reperti archeologici potranno essere riportati nella loro collocazione originaria al primo livello interrato, per essere eventualmente oggetto di esposizione.
Ma non tutti sono soddisfatti, specie all''Associazione Rimini Città d'Arte, anche se il progetto accoglie alcune delle sue osservazioni. come la riduzione della torre scenica - restano molti elementi critici. 

"I punti che non ci convincono - dice Attilio Giovagnoli, presidente dell'associazione - sono gli scavi sotterranei nella zona archeologica (10 metri sotto il palcoscenico significa rovinare reperti romani importanti) e la metodologia di intervento nella sala lasciata ad un ulteriore nuovo progetto lasciato alla ditta che vincerà l'appalto. Non abbiamo certezza quindi di un restauro scientifico e filologico come era stato proposto dal progetto Garzillo-Cervellati."
 Rimini Città d'Arte lamenta poi il costo, 29.700.000 euro: "E' aumentato vertiginosamente - spiega ancora Giovagnoli - perchè si passa da 18 milioni a 30. Non è uno scherzo. Se non ci sono incentivi o sponsorizzazioni il progetto finirà per diventare ‘un teatro elettorale'. Si fa solo finta di ricostruire".

 

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