Valli al contrattacco: "Silurato da estremisti e irresponsabili"
L'incredibile vicenda di Pennabilli
L'ex sindaco Pd accusa i leghisti che lo sostenevano: "Fanno battaglie partitiche sulla pelle dei cittadini"
Ma cosa succede a Pennabilli? Comune commissariato dopo che il 30 marzo 10 consiglieri su 16 hanno rassegnato le dimissioni. Commissario è Giovanna Longhi, viceprefetto di Rimini. I consiglieri comunali della Lega Nord (in maggioranza con il PD) hanno silurato, assieme ai colleghi del PDL, il sindaco Antonio Valli; non sfiduciandolo in consiglio, ma dimettendosi e facendo così decadere l'intera amministrazione.
Antonio Valli, da una ventina di giorni ex sindaco, ora dice la sua: "Tengo a precisare innanzi tutto - dice - le differenze che ho riscontrato tra la Lega Nord di Pennabilli e il partito nazionale. A Pennabilli la Lega nasce dai contrasti dentro a quel centrodestra che ha governato nella precedente legislatura. Fondare la Lega a Pennabilli da parte di una frangia di quella maggioranza è stata l'occasione per uscire da una coabitazione diventata impossibile. Nonostante i laceranti contrasti, tutti erano però accomunati dalla responsabilità per i disastrosi risultati del loro governo. Risultati che mi sono stati sempre più chiari man mano che prendevo consapevolezza della situazione pennese e che marcano la mia abissale distanza con quel modo di governare. Questa corresponsabilità li ha portati alla quotidiana difesa del ‘fortino' rispetto ad ogni mio tentativo di rinnovamento. Quel rinnovamento per il quale la mia amministrazione si era impegnata, compresi i ‘neo' leghisti. E che invece veniva osteggiato con numeri importanti in consiglio: 5 della Lega e 5 dell'opposizione su 16 consiglieri totali tanto che mi hanno fatto essere un sindaco ‘di minoranza' per 8 mesi, un'ulteriore singolarità di questa incredibile situazione. La loro difesa comune è stata portata alle estreme conseguenze. Non si è trattato, comunque, di una ubriacatura elettorale in occasione delle regionali. Anzi c'è l'aggravante della premeditazione, viste le loro pubbliche previsioni di caduta dell'amministrazione già prima del Natale scorso ed addirittura la loro raccolta di informazioni, durante i corsi di formazione per i nuovi amministratori organizzati dalla provincia ad inizio legislatura, per sapere come fare cadere il proprio sindaco".
Chi è il sud dei leghisti di Pennabilli? "Il loro ‘sud da combattere' - risponde Valli - lo hanno in casa e con camaleontica arroganza cercano di smarcarsi. Sono l'approssimazione del gestire la cosa pubblica, l'uso dell'amministrazione come strumento di battaglia politica. Le dimissioni la mattina dopo lo spoglio delle regionali sono la prova del nove. Io sto continuando ad incontrare i cittadini, sempre a disposizione per far circolare le informazioni, pubblicamente come ho sempre fatto e non casa per casa, facendo il possibile per limitare i danni per Pennabilli. E' necessario tornare a riconoscersi attorno a posizioni di responsabilità ed equilibrio, il contrario della irresponsabilità e dell'estremismo che hanno portato a questa incredibile situazione. Questa mia disponibilità, una scelta fatta fin dall'inizio col cuore, mi sembra sempre più necessaria. Specialmente confrontandola con l'esperienza fatta a Poggio Berni - dove Valli è stato sindaco precedentemente, ndr - dove l'uso del comune per battaglie partitiche era estraneo a tutti, maggioranza o opposizione che sia. Abbiamo sempre guardato al paese, magari anche scontrandosi a volte, ma sempre e solo per obiettivi civici. Spero che anche a Pennabilli, in futuro, si possa dire la stessa cosa".
Cosa farà ora Valli? "Quello che ho sempre fatto anche durante il mandato di sindaco, non ho mai smesso di insegnare. L'amministrazione deve essere un gioco di squadra con il rispetto dei ruoli, un uomo solo al comando non mi ha mai convinto. La condivisione è più tutelante, per tutti oltre che più proficua. Dove entrano più occhi è più difficile far male. Speriamo di archiviare presto una dolorosa pagina di violenza amministrativa inaudita, cieca e premeditata. Tanto che, per esempio, le 10 dimissioni sono arrivate praticamente in fotocopia, tutte identiche (ovviamente a parte nome e firma), sia per la Lega che per l'opposizione e l'estensore .... ignoto".
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