Sinistra incatenata alle lobbies

RIMINI - Notizie opinioni - mer 21 apr 2010
di Giampaolo Proni

Magistratura e giornalisti Rai fanno apparire Berlusconi un innovatore
Difendendo alcune corporazioni si consegna ad una sconfitta dopo l'altra

In Italia, dalla riforma che introdusse l'elezione diretta del Presidente regionale, i governi, dopo aver vinto le elezioni, non riuscivano a mantenere il sostegno popolare e regolarmente venivano puniti dagli elettori alla prima occasione. Dopo aver battuto il record di durata in carica, Berlusconi rovescia anche questa regola. Piaccia o no, il suo governo gode di un notevole sostegno.
A questo punto, alla sinistra italiana conviene fare un'analisi concreta.
Anche il più ostinato ideologo deve ormai cedere ai fatti: l'attacco a Berlusconi, giudiziario o mediatico, non solo non serve, ma produce l'esito opposto. Inoltre logora la morale pubblica e il sistema giudiziario, che oggi rappresenta un vera catastrofe, una palla al piede dell'Italia. Per citare Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD "le cause attualmente pendenti sono più di 5 milioni [...]. Per avere giustizia un cittadino attende anche sette anni e mezzo, [...].Una volta giunta la sentenza, questa risulta spesso priva di qualsiasi effetto positivo per chi intendeva far valere un proprio diritto. Sul fronte dell'economia, l'inefficienza del sistema giudiziario compromette in modo serio la competitività del Paese e rappresenta un potente dissuasore agli investimenti esteri in Italia. Le ragioni di credito di molte famiglie e di tante piccole aziende risultano irrimediabilmente frustrate, aggravando oltremodo il peso dell'attuale crisi economica vista l'impossibilità di riscuotere in tempi ragionevoli i propri crediti. La situazione di disagio è ancora più grave al Sud e nelle Isole." (http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/97835/le_5_proposte_del_pd_per_riformare_la_giustizi)
Ma le proposte Orlando, che sono una base onesta per una riforma, sono state subito attaccate dal 'partito dei magistrati' interno al centro-sinistra. Una parte della magistratura italiana antepone il proprio potere e la propria immunità da qualsiasi controllo allo sfascio del sistema giudiziario.
Fondamentale è anche una legge sui media, che sottragga la RAI al controllo dei partiti. Tre reti al servizio della casta politica ci sono solo nei paesi totalitari. Quanto a Berlusconi, il controllo diretto dei media da parte di membri del governo è già proibito, ma non si può vietarlo alle loro famiglie senza ledere la Costituzione. Nessuno pensò di impedire al padre di John Kennedy di usare il proprio sistema mediatico per sostenere la campagna del figlio. Ovviamente le dirette intromissioni di un membro del Governo dovrebbero essere perseguite, sospendendo i direttori o i giornalisti che si fanno corrompere, fino al giudizio. Se la giustizia riguadagnasse la sua efficienza, questo sarebbe più facile.
Ma per proporre una buona riforma nel suo programma la sinistra dovrebbe rompere con due delle sue lobby più potenti: i giornalisti RAI e i magistrati. Ma è proprio questa la macchina che fa vincere Berlusconi: la lobby dei giornalisti RAI-De Benedetti e quella dei giudici sono così evidentemente dei residui del corporativismo che Berlusconi, pur avendo la maggioranza, riesce ad apparire un oppositore anti-sistema, un innovatore. E questo lo rende attraente per gli elettori e non responsabile delle disfunzioni del paese.
Su queste lobby la sinistra è inchiodata. La segreteria Bersani sembra rendersene conto, finalmente, ma la direzione del partito è così debole che teme di agire seriamente, perché potrebbe fallire.
Una scelta in tal senso, tuttavia, vuol dire abbattere un pezzo del sistema consociativo che tiene l'Italia in un passato oggi inaccettabile. La sinistra dovrebbe andare verso un sistema aperto, libero dall'influenza non di tutte le lobbies (le lobbies sono interessi legittimi) ma di quelle parassitarie e reazionarie. Sostenere la moralità delle persone senza diventare fanatica o puritana. Sposare apertamente la meritocrazia e applicarla sempre e con coerenza.
Purtroppo questo passaggio si rivela molto difficile.
Se pensiamo che il PD ha cercato di non candidare Ventola e solo dopo lo scandalo Marrazzo (espressione della lobby RAI, non dimentichiamolo) si è accorto della Bonino, che quasi vinceva dopo un tale disastro... E a Rimini il sindaco si lamenta che suo figlio vota diversamente da lui. Ma se i figli avessero votato come i padri la sinistra esisterebbe?
La parte produttiva e giovane dell'Italia è disgustata dalla politica ed è pronta ad appoggiare con forza chi saprà portare un po' di semplice buonsenso e di aria nuova. La ricetta non è difficile. Difficile è avere coraggio.

 

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