Writer per caso

RIMINI - Notizie satira - mer 21 apr 2010
di Lia Celi

Imbrattatori riminesi
Va bene i graffiti, ma c'è qualcuno che non sa nemmeno disegnare una svastica

Niente come i graffiti sui muri divide l'opinione pubblica: chi obbligherebbe gli autori a cancellare i graffiti con la lingua, chi li metterebbe in galera e butterebbe via la chiave, chi li fustigherebbe sulla pubblica piazza. Unanimità formata al novantanove per cento da benpensanti col berretto da notte in testa e l'ultimo numero di Libero arrotolato nella tasca della vestaglia, ottusi ignari che dalla street-art sono nati Keith Haring e Basquiat; e all'uno per cento da writers doc, concordi con i benpensanti sul fatto che in genere c'è più intelligenza in una bomboletta di vernice spray che nella testa di chi la usa.
E qui sbagliano, almeno per quanto riguarda gli imbrattatori riminesi. A costoro non passa nemmeno per la testa di riqualificare nottetempo con affreschi estemporanei gli edifici degradati o gli squallidi anfratti della periferia, postacci deserti e noiosi, o, peggio, infestati di brutta gente. Okay, sarebbe quello l'autentico senso del writing metropolitano, però che palle, se anche per disegnare su un muro oggi bisogna avere nobili ideali e sprezzo del pericolo, allora tanto vale andare a fare il volontario nel Darfur.
Il writer riminese medio vuole unire il piacere trasgressivo di imbrattare un muro a quello più borghese della passeggiatina serale nel centro storico e, soprattutto, a quello squisitamente canino della marcatura del territorio. Ogni tot metri, il cane alza la gamba contro il muro e fa il suo schizzetto; il writer alza la bomboletta e fa il suo. Solo che lo schizzetto del cane è invisibile e se ne va con una secchiata d'acqua, quello del writer è uno scarabocchio chiamato "tag" e per mandarlo via ci vogliono vernice e pennello.
E il tag va ancora bene. Il peggio è quando il writer è politicizzato e si cimenta con i simboli ideologici, grafismi di cui è persa la manualità da almeno vent'anni. Prendiamo la svastica. Non c'è nessuno che sappia disegnare una svastica nazista come si deve. Bisognerebbe esercitarsi a casa, fare delle prove sul muro del garage, al limite munirsi di un normografo, o almeno di un righello. Ma dico, sei un neonazista, sbavi per la razza ariana, l'ordine, la disciplina, eccetera, e scarabocchi delle svastiche storte che sembrano ragni spiaccicati? Se Himmler beccasse il tipo che ha disegnato la svastica vicino a casa mia, lo sbatterebbe in campo di concentramento per vilipendio del simbolo del Reich. Ho l'impressione che il successo della croce celtica si deva proprio al fatto che, come disegno, è meno impegnativa della svastica: il «+» lo impari alle elementari, una «o» la sai fare anche se non sei Giotto. Il difficile è sovrapporre bene i due elementi, specie se è notte fonda e hai bevuto più di due birre. Ecco perché ogni tanto si vedono sui muri una «o» e un «+» non centrati, sghembi, a volte completamente separati. Più che croci celtiche, sembrano partite di tris abortite. Contenti loro, contenti noi, che ci ricordiamo ancora quando gli estremisti di destra preferivano le bombe alle bombolette.
http://www.liaceli.com/

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart