Quella Rimini lontana dal frastuono
Fino all'8 maggio all'Interno 4
La musica di Fabrizio De André ha ispirato "Folàghe" la mostra fotografica di Gianmario Baldassarri e Alessandro Carli
Incuriositi dalle immagini in bianco e nero che impreziosiscono l'ellepì "Rimini" di Fabrizio De André, due fotografi riminesi - Gianmario Baldassarri e Alessandro Carli - a trent'anni dalla pubblicazione dell'album del poeta di Zena, hanno voluto vedere, attraverso una ventina di scatti a pellicola, l'evoluzione e i cambiamenti della città di Fellini.
Ne è nata una mostra - "Folàghe", come il titolo della traccia che chiude il 33 giri di Faber -, inaugurata il 17 aprile e aperta sino all'8 maggio negli spazi della libreria Indipendente-mente Interno 4 di Rimini (Via A. Di Duccio, 26) con l'appoggio di Assalti al Cuore.
"Può un brano musicale trasportarti a una Rimini silenziosa, senza parole, muta? Ma soprattutto è vera una Rimini senza parole? Noi - racconta Gianmario Baldassarri - crediamo di sì, e soprattutto pensiamo che lo credesse anche De André quando ha concluso il suo album Rimini con ‘Fòlaghe'. Musica, nessuna parola, il silenzio di Rimini che parla, o meglio che comunica. Una periferia, il centro, il mare, il porto, tutta Rimini che mostra il suo lato più intenso perché al di là del frastuono che distrae e non fa vedere il suo cuore. La fotografia è questo se lo vogliamo: immagini che parlano senza parole. Momenti riminesi congelati nella purezza del bianco e nero che non ti costringe al frastuono del colore ma ti riporta al cuore dell'istante catturato. Un'avventura fotografica sulle note di De André, venticinque scatti a pellicola, per riportarci all'esperienza della fotografia che non grida ma si tocca".
Un percorso nella città, da monte a mare (si parte dall'ex pastificio Ghigi, ricordo di un'archeologia industriale recente per finire al porto), attraversando le stagioni e gli odori. Un viaggio di circa 20 attimi, stampati in casa, a cercare le sfumature dei grigi.
"L'idea di vedere com'è cambiata la città - spiega Alessandro Carli - ha avuto una gestazione di circa un anno e mezzo. Nell'estate del 2009, dopo molte serate trascorse assieme a Gianmario, si è deciso di mettere in mostra la voglia, parlare di necessità è forse superfluo, di tracciare una linea immaginaria che dal primo entroterra riminese si snodasse verso il mare. Un esempio su tutti l'ex pastificio Ghigi, lungo la statale 72. ‘Folaghe' sono quattro occhi, due miei e due di Gianmario, che vogliono indagare i cambiamenti. Queste ‘Folaghe' del 2010 non si distanziano più di tanto da quel ‘cuore': è Rimini, 30 anni dopo, con gli stessi colori (B/N), indagata, o forse più semplicemente ‘raccontata', attraverso due macchine fotografiche, una Leica e una Hasselblad, più vecchie di noi".
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