Maria Falcone, lezioni di legalitą

RICCIONE - Notizie attualità - mer 21 apr 2010
di Omer Gei

Il 30 aprile l'incontro al liceo "Volta" di Riccione
"I ragazzi pensano che la mafia sia lontana"

Molti giovani che frequentano le scuole superiori, il 23 maggio del 1992 o non erano ancora nati o erano troppo piccoli per poter ricordare l'orrore della strage di Capaci. La Professoressa Maria Falcone, sorella del Giudice vittima della strage, ha sempre pensato che i racconti dei genitori e i libri di storia non fossero sufficienti per far rivivere quelle tragiche emozioni. E per spiegare cosa era la Mafia in quegli anni e cosa è ora. Ha deciso così di dar vita alla Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone" impegnandosi con i ragazzi e sensibilizzandoli su legalità e lotta a Cosa Nostra.
Da anni gira per l'Italia incontrando gli studenti e venerdì 30 aprile sarà a Riccione all'auditorioum del Liceo Volta. L'abbiamo intervistata scoprendo una donna dalla positività contagiosa e più che mai convinta nel proseguire il lavoro cominciato dopo Capaci nel nome del fratello Giovanni.

Professoressa, da anni con la sua Fondazione si rivolge ai giovani. Perchè questa scelta?

"Giovanni era convinto che per sconfiggere la mafia fosse necessaria non solo un'azione repressiva, ma era fondamentale creare un nuovo contesto culturale con l'azione di tanti insegnanti per dar vita al cosiddetto ‘salto generazionale'.
Partendo da questa idea che era alla base del pensiero di Giovanni e prendendo spunto da un'altra frase che Giovanni ripeteva spesso, ‘le idee devono camminare sulle gambe di altri uomini', io sto solo cercando di dare seguito a questo testamento morale. E' fondamentale quindi educare i giovani per compiere questo ‘salto', diffondere una cultura antimafia partendo dal ricordo di un magistrato che ha creduto in determinati ideali, primi fra tutti senso dello Stato democrazia e libertà, e che per questi si è sacrificato".

Come si svolgono gi 'incontri con i ragazzi?

"Innanzitutto proiettiamo un video, prodotto da Rai Educational, che su una base musicale di Nicola Piovani mostra immagini relative alla strage e un'intervista fatta a Giovanni pochi giorni prima di Capaci. L'impatto emotivo del filmato è volutamente forte e serve a coinvolgere i ragazzi che quel 23 maggio del 1992 non erano nati e che della strage ne hanno solo sentito parlare indirettamente. Segue poi una lezione sulla cultura della legalità e sulla mafia".
Da tanti anni ormai incontra gli studenti, la sensazione è che i giovani del nord e centro Italia si sentano distanti dal problema pensando che sia un fenomeno radicato esclusivamente al sud.
"Purtroppo sì. I ragazzi sono in generale poco attenti a problemi che percepiscono lontani. Il mio obiettivo è metterli a contatto con la realtà, far capire loro di cosa è capace questa organizzazione e renderli coscienti che la mafia ha sì base al Sud ma tutte le regioni sono coinvolte, a maggior ragione quelle ricche del nord, terreno fertile per gli affari sporchi".

A che punto è la lotta alla mafia in Italia?

"In Sicilia e in particolare a Palermo è in uno stato molto avanzato, i latitanti più pericolosi sono stati arrestati e Cosa Nostra è in grossa difficoltà. Bisogna però tenere alta la guardia anche perché si sta verificando un passaggio di poteri tra mafia e ‘ndrangheta".

Anche alla luce di alcune notizie recenti, si ha la sensazione che Stato e mafia difficilmente possano non avere avuto rapporti. I ragazzi che incontra come giudicano questa oscenità?

"Sono disgustati, io li invito a non generalizzare anche se è innegabile che le due realtà siano entrate troppo spesso in contatto. Ancora oggi la situazione è molto difficile da questo punto di vista ma siamo ottimisti e crediamo che in futuro tutto questo possa avere una fine".

L'incontro con la professoressa è in programma venerdì 30 aprile alle ore 11 presso l'auditorium del liceo "Volta" di Riccione.

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