Cosa serve e cosa non serve per fermare la strage
Intervista a Giordano Biserni presidente dell'Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale e direttore della rivista il Centauro
I lutti della strada calano ma solo di poco: "Patente a punti, etilomentri e autovelox non bastano più se mancano gli uomini"
Quotidiano, inesorabile, è l'appuntamento con il sangue sulle strade. Il suono straziante delle sirene, la lugubre contabilità dei weekend, le indicibili tragedie di famiglie distrutte, vite spazzate via, invalidità. E soldi, una marea di soldi per curare, riparare, risarcire.
Da anni 19 anni l'ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, si impegna strenuamente per opporsi alla strage perenne. L'iniziativa fu di un gruppo di appartenenti alla Specialità di Forlì, Cesena, Ravenna e Faenza. Un gruppo di Giacche Blu, stanche di dover sentire le sterili ed improprie chiacchiere per l'assoluta mancanza di conoscenza dei temi costitutivi la sicurezza sulle nostre strade, seppe diventare uno stimolo formidabile. I professionisti del settore, riuscirono per la prima volta in Italia a parlare fuori dal coro, a dire le cose giuste al momento giusto, iniziando così un cammino di studio e di crescita culturale che in altri stati era già lanciato da tempo. Oggi il sodalizio conta oltre 30mila soci, tra tutte le forze di polizia e tra la gente comune. L'ASAPS è oggi presente in tutti gli uffici ed i comandi della Polizia Stradale ed in molti della Polizia Locale, con una struttura di oltre 600 tra referenti provinciali e responsabili periferici.
Il presidente dell'Asaps è Giordano Biserni. A lui abbiamo chiesto un quadro della situazione.
Quali cifre e quali tendenze caratterizzano la sicurezza stradale la nostra Regione?
"I dati Istat degli incidenti stradali del 2008, gli ultimi disponibili, confermano un trend positivo anche se non entusiasmante. I morti sulle strade sono stati 4.731, 13 al giorno e 400 in meno, -7,8%, rispetto al 2007. Sono calati anche i sinistri, ma solo del 5,2% e i feriti del 4,6%. Siamo tuttavia ancora lontani dall'obiettivo europeo fissato nel 2000, che era di diminuire gli incidenti e le vittime del 50% entro il 2010. Solo nel calo dei decessi siamo riusciti ad arrivare un po' sopra alla media europea, con un calo del 33%".
....e a livello provinciale?
"Anche per la provincia di Rimini i risultati del 2008 non sono stati esaltanti. Gli incidenti sono calati di un modesto 1%, appena 25 in meno rispetto al 2007; i feriti sono rimasti praticamente sullo stesso scalino: 3.380 nel 2007, 3.368 nel 2008, con una insignificante diminuzione dello 0,4%. Migliori i dati della mortalità con 34 vittime rispetto alle 38 dell'anno prima, quattro lenzuoli bianchi in meno stesi sulle strade e un calo del 10,5%, superiore al dato regionale e nazionale. Anche se su Rimini bisogna sempre fare un discorso a parte, trattandosi di una provincia di fortissimo transito automobilistico stagionale per il suo ruolo di polo turistico. E questo è un aspetto da non sottovalutare. Sulla riviera sono certamente significativi i numeri degli incidenti connessi con l'abuso di alcol, però mi sento di dire che nel 2009 e nei primi mesi del 2010 si sono evidenziati aspetti di debolezza anche nella sicurezza dei pedoni e dei ciclisti".
Che leggi ci vorrebbero?
"Provvedimenti legislativi più severi possano essere anche utili, ma sono convinto che il primo elemento da attivare siano più controlli su strada. Non solo con autovelox, certo utili nei tratti di strada con una pericolosità documentata, ma con la presenza di più pattuglie. Serve un maggior contrasto all'uso del cellulare alla guida, al mancato uso delle cinture, alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe. Tutte violazioni che non si contestano con gli autovelox, ma che sono determinanti fattori di rischio".
La patente a punti ha prodotto anche effetti negativi?
"Lo spirito di conservazione della licenza di guida è paragonabile ormai solo allo spirito di conservazione a tutela della propria vita. Lo dimostrano i crescenti episodi di pirateria stradale, nei quali la vita degli altri ormai vale come uno straccio di fronte alla necessità di salvare la propria patente".
Ma poi i punti si perdono davvero?
"La risposta è inequivocabile: no! Innanzi tutto noi automobilisti abbiamo intuito che perdere i punti alla fine è abbastanza improbabile, vista la poca vigilanza ‘fisica' sulla strada, mentre quella elettronica non permette di verificare l'identità del guidatore. Recuperare i punti è poi molto semplice. In molti casi basta non commettere più infrazioni negli ultimi 2 anni e si riconquista la quota base di 20 punti. Nel frattempo i bravi, o fortunati, al 1° luglio 2009 ne hanno già accantonati altri 6, 2 omaggio per ogni biennio di buona condotta, e sono arrivati a 26. I corsi di recupero, poi, senza verifiche ed esami finali assomigliano a una farsa. Secondo i dati ministeriali i punti prelevati dal luglio 2003 al 31 dicembre 2009 sono stati in tutto 58.467.823, su 35.606.242 patenti attive; solo di recente si sono aggiunti i certificati dei ciclomotoristi. Insomma ad ogni patentato sono stati prelevati 1,642 punti di media in 6 anni e mezzo, cioè appena 0,25 punti all'anno. I più birbaccioni sono stati i giovani della fascia 20-24 anni che hanno perso mediamente 2,346 punti, seguiti dalla fascia 25-29 anni con 2,308, poi si scende e dopo i 40 anni si passa sotto la media nazionale".
Si può dire ancora donna al volante pericolo costante?
"Detto da sfatare. In assoluto i maschi adottano comportamenti più a rischio. Ben il 75,98% dei punti sono stati prelevati proprio a loro. E non dimentichiamo che le donne sono ben il 42,73% dei patentati.".
L'idea del ministro Matteoli non farebbe neppure risparmiare tempo agli automobilisti
150 in autostrada? "Inutile e pericoloso"
Tenendo una media dei 200 si perderebbero solo tre punti e 155 euro di multa
Il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli si è detto favorevole al progetto, all'esame del Parlamento, che innalzerebbe a 150 km/h il limite di velocità nelle autostrade a tre corsie controllate dal Tutor. Uno dei tratti interessati sarebbe proprio quello della A14 fra Bologna e Rimini nord. Cosa ne pensa Giordano Biserni?
"I 150 in autostrada si riveleranno non solo rischioso - risponde il presidente dell'ASAPS - ma anche inutili. Mentre a Copenhagen si parla di inquinamento, noi aumenteremo l'emissione di gas di scarico, che già oggi sono il 27% della CO2 emessa. Poi il Tutor era stato installato per limitare la velocità e gli incidenti - e lo ha fatto - non per elevare i limiti. Ci domandiamo come mai nessun paese d'Europa e del mondo pensa di elevare i limiti attuali. E i nostri sono i più alti in assoluto, esclusi alcuni tratti di autostrada in Germania. Abbiamo le strade migliori? Un parco veicoli più moderno? In Francia si sperimentano tratti con limiti abbassati a 110. Da noi, secondo il primo testo approvato alla Camera, si vogliono alzare i limiti e diminuire i punti perduti da chi li supera: invece di 5 per chi supera entro i 40 km/ e 10 per chi va oltre, si passerebbe a 3 e 5. Insomma si verificherà la situazione assurda che chi corre fino a 200 km/h - di media! - se la caverà con appena 155 euro di sanzione e solo 3 punticini in meno. Come per un sorpasso irregolare di lieve entità, o accendere gli abbaglianti quando non consentito, o viaggiare in sovraccarico! Infatti tenuto conto del 5% di tolleranza sul misurato, avremo 200 - 5%=190 e saremo entro i 40 km oltre il limite".
Ma, al contrario, certi limiti di velocità non sono anche collocati in tratti poco pericolosi e per ragioni che l'automobilista non comprende e quindi è portato a non rispettare? "Ovviamente concordo con la revisione di alcuni più bassi e cervellotici limiti di velocità - riconosce Biserni - che sono, in alcuni casi, impossibili da osservare e servono solo agli enti proprietari della strada per tutelarsi in caso di incidente e, a volte, per far cassa. Credo però che una sana etica della sicurezza in un Paese che non brilla fra quelli che possono dare esempi in materia, meriti maggiore prudenza. Per non parlare dell'incidenza sull'inquinamento. Questa non è più l'epoca della potenza, della ripresa, dello spunto veloce dell'auto. E' iniziata l'era dell'ibrido, dell'alimentazione elettrica, del risparmio energetico del risanamento ecologico. E' opportuno evidenziare che un 'auto sulla rete autostradale percorre mediamente tratte di 75 km, 105 km i veicoli pesanti. Bene, questo vuol dire che a 130 km/h la vettura coprirà il percorso in 0,57 ore ossia 34,6 minuti, a 150 km/h in 0,50 ore ossia 30 minuti, risparmiando ben 4,6 minuti. Non ci sembra che valga la pena se lo rapportiamo all'aumento del rischio. Di più. L'aumento della velocità farà aumentare il numero degli incidenti, è matematico. Senza contare le conseguenti interruzioni. della circolazione. Quindi chi percorre giornalmente la rete alla fine dell'anno ci rimette anche in termini di maggior tempo perso. Si vuole elevare il limite a 150 km/h? Bene. Però si provveda almeno alla sospensione della patente per un anno per chi supera i 160. O quanto meno, visto che identificare i conducenti in autostrada è quasi impossibile, si elevi la sanzione a cifre di assoluta non convenienza. Aggiungo anche che nessuno parla del ‘Differenziale di velocità'. I lettori diranno, ma di cosa si tratta? Lo spiego brevemente. Nel tratto a tre corsie con Tutor della A14 Bologna, Rimini dove è possibile teoricamente elevare il limite, continueranno a viaggiare numerosissimi Tir, giusto? Quando un Tir ne sorpassa un altro avremo un bestione che viaggia a 80/83 km/h e l'altro a occupare la corsia centrale per diversi chilometri a una velocità di 85/86 km/h. Quindi nella terza corsia continueranno a fiondarsi tutti gli automobilisti, ma il differenziale di velocità sarà cambiato. Mentre oggi è di 50 km/h fra camion e auto, domani sarà (almeno) di 70 km/h e in quella terza di sorpasso, dove si infileranno tutti a maggior velocità, aumenterà notevolmente il rischio incidenti e salto di corsia".
Così l'ipotesi presentata in Parlamento
Fino a 157 km/h nessuna sanzione.
Fino a 167 km/h (di media!) 38 euro e 0 (zero punti)
Fino a 200 km/h (di media!) 155 euro e appena 3 (tre) punti.
Fino a 221 km/h (di media!) 500 euro e 5 (cinque) punti
Oltre 221 km/h (di media!) 779 euro e 10 punti . Per i velocisti di questa fascia sarà prevista anche una selezione per gareggiare in Formula Uno?
Per quanti andranno alla media di 200 km/h i 3 punti persi saranno un'inezia rispetto a un corredo di 26 punti in dotazione al 90% dei patentati. E' vero se si perderanno 15 punti per 3 violazioni (non contestuali però!) in un anno, scatterà la ripetizione dell'esame. Ma i Tutor - è noto -non sono attivati tutti contemporaneamente. Chi identificherà poi il conducente?
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