Aria fresca nei cinema in Aprile
Tre proposte nelle sale
“Fantastic Mr. Fox” di Wes Anderson
Ne eravamo sicuri. Prima o poi anche il texano con lo sguardo più surreale del cinema contemporaneo Wes Anderson doveva cimentarsi con l’animazione. La scelta scelta perfetta era proprio quella di un animazione retrò come la stop-motion cara ad altri visionari come Tim Burton. Proprio in questo film Anderson riesce a modellare la sua poetica con maggiore duttilità e immaginazione. Il mood bizzarro e brillante di tutti i suoi film precedenti (I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Un treno per Darjeeling) diviene più romantico e libero. Wes Anderson al pari di Gondry ci ha abituati alla stralunata musicalità dei suoi film e alla commistione di materiali filmici. Anche avvicinandosi all’animazione e alla fantasia di Roald Dahl, conserva e anzi accentua la propria personalizzazione poetica, contribuendo a creare un piccolo capolavoro dell’immaginazione e della fantasia. Per sognare ad occhi aperti.
“L'uomo nell'ombra” di Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan
Finito di montare in contumacia per la richiesta d’arresto giunta dopo 30 anni dagli USA. L’uomo nell’ombra ha la potenza del cinema migliore del suo autore. Un grande thriller politico, vicino a un capolavoro del passato come “L'inquilino del terzo piano”. Ewan McGregor si ritrova a condurre una vita in parallelo con una persona morta poco prima dell'inizio del film, è un ghostwriter che prende il posto di un altro ghostwriter che entra nella vita di un ex premier britannico. I grandi temi dell’autore lì ritroviamo tutti. La crudeltà umana, il doppio gioco, l’ambizione. Lo stile Hitcockiano è ancora una volta un omaggio al maestro ma anche un necessario percorso per mescolare le carte del cinema d’autore. Astratto e asciutto ha colpito al cuore gli spettatori del festival di Berlino.
“I gatti persiani” di Bahman Ghobadi con Ashkan Koshanejad e Negar Shaghaghi
La storia di due giovani musicisti che usciti da poco di prigione decidono di formare una band. Cercano altri musicisti che si nascondono a Teheran (in Iran è vietato suonare). Progettano di fuggire dalla clandestinità e sognano di esibirsi in Europa. “I gatti persiani” è un film giovane che propone un entusiasmo contagioso, difficile pensare al cinema iraniano che fino ad ora è giunto in occidente. Anche se la realtà del paese penetra nella storia non trascina mai la pellicola lontano dal proprio limbo di leggerezza. Ci introduce in una società che sta per esplodere, ormai troppo compressa e liberticida. Il “Buena vista social club” iraniano profuma di libertà.
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




