San Leo vuole l’Unesco
E Rimini corre con il Tempio Malatestiano
Incontro con il vescovo Negri a sostegno della candidatura a Patrimonio dell’Umanità
Se San Marino è patrimonio dell’umanità… Lo hanno pensato in molti a San Leo, e non solo, quando il riconoscimento dell’Unesco è andato alla repubblica del Titano. Perché va bene l’unicità dell’antica terra della libertà, ma c’è anche quel proverbio che da secoli recita: “Un sol Pepa, un sol De, un sol fort ad San Lè (Un sol Papa, un sol Dio, un sol forte di San Leo)”. Insomma, da allora nel Montefeltro ci si è rimboccati le maniche. L’ultimo passo, l’incontro fra delegazione di provincia di Rimini e del comune di San Leo con Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, per concordare tempi e modi della candidatura del centro storico di San Leo nella lista che l'Italia presenterà all'Unesco per l'inserimento nei siti Patrimonio dell'Umanità.
Monsignor Negri ha valutato positivamente questa ipotesi, esprimendo il suo assenso e dichiarandosi pienamente disponibile a fornire tutta la collaborazione necessaria. Fra l’altro, se l’obiettivo fosse raggiunto, la Diocesi feretrana sarebbe una delle poche al mondo a contare ben due siti Unesco. D’altra parte, Rimini è in lizza con il Tempio Malatestiano.
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