La sfida di Technodomus
Dal 20 aprile parte l’evento dedicato alle macchine per il legno
Simone Castelli: “Vogliamo essere la fiera più importante del settore”
Alla vigilia di Technodomus, uno dei nuovi prodotti sulla filiera delle macchine per il legno proviamo a capirne di più, e dell'evento e del momento delicato per il settore, con Simone Castelli, Direttore Business unit 2 di Rimini Fiera. Ne ricaviamo una determinazione ed energia che ci fa ben sperare per il futuro.
Dal comparto delle macchine del legno, il più importante a livello territoriale, alla proiezione internazionale come si colloca Technodomus?
“Si colloca mettendosi al servizio di un distretto leader in Italia e nel mondo, ritagliando su misura per le imprese una rassegna fieristica dinamica e competitiva, fortemente orientata all’internazionalità. Il progetto fieristico di Technodomus ha avuto un debutto straordinario nel 2009, oserei dire quasi inaspettato. Durante l’anno abbiamo lavorato molto per crescere e la vetrina che abbiamo preparato per l’inaugurazione del 20 aprile parla chiaro: le aziende passano da 140 a 300, l’esposizione sale da 25.000 a 42.000 mq, abbiamo aggiunto due padiglioni ai sei del 2009 e aperto un secondo ingresso. Sul fronte internazionale aspettiamo 1500 buyers, moltissimi dei quali da oltreoceano e si tratta di visitatori che pianificano rarissime visite in Europa durante l’anno. Di questi tempi sono incrementi eccezionali.
Crisi e non crisi, si sta provando a lavorare in rete per essere più competitivi?
“Guardi, Technodomus è un esempio in questo, ma a Rimini Fiera è da parecchio tempo che si lavora per intrecciare le rassegne con il territorio, ai diversi livelli sui quali è possibile intervenire. Nel caso di Technodomus, nel raggio di 60 km c’è il cuore di tre gruppi industriali leader nel mondo come Biesse a Pesaro, Cefla a Imola e Scm a Rimini. Ebbene, una fiera dedicata ai loro mercati da organizzarsi a Rimini, il terzo quartiere fieristico italiano, è una naturale conseguenza. Il progetto è datato, da molto tempo il presidente Cagnoni cercava una possibilità per realizzarlo finché si sono verificate le condizioni giuste. Fanno riferimento a Technodomus anche una miriade di aziende dell’indotto e, soprattutto, la presenza dei leader che hanno scelto Rimini quale unica fiera in Italia dove esporre garantisce un livello di innovazione tecnologica in mostra che non ha pari in altre manifestazioni concorrenti. Ci sono le premesse perché questa rete raccolga dei frutti importanti. Manteniamo i piedi a terra, sappiamo che il settore sta cercando di uscire da un anno terrificante, però lavoriamo per offrire uno strumento utile alla ripresa.
La querelle con Milano. Ha un senso accusare di cannibalismo quando il nostro è il più importante polo di questa produzione a livello nazionale?
“Ci hanno accusato, anche con qualche uscita un po’ scomposta, di sovrapporre una nuova fiera senza aver possibilità di successo, danneggiando in questo modo il mercato. La nostra risposta è molto semplice: non è possibile godere di rendite di posizione inattaccabili. Se esiste Technodomus è perché il mercato aveva una domanda senza risposta adeguata, altrimenti a Rimini non verrebbero 300 espositori, il doppio dello scorso anno. Sappiamo bene che questa sfida avrà come probabile esito che una delle due manifestazioni dovrà spostarsi per far posto alla più importante. Abbiamo l’ambizione di poter realizzare a Rimini Fiera la più importante rassegna e lavoriamo per realizzarla. A livello di fiere nessuno può accusare altri di cannibalismo se i progetti si fondano su un piano economico serio e che preveda dopo gli iniziali investimenti di diventare produttivi. L’importante è che il mercato sia libero, non condizionato e nemmeno assistito. Se le regole sono le stesse per tutti, la competizione è una vitamina straordinaria per migliorarsi”.
Fermo restando che Technodomus è una fiera e la filiera produttiva è fatta di aziende, quali sono gli scenari futuri?
“Il futuro è quello di poter realizzare a Rimini Fiera una esposizione che sia perfettamente rappresentativa del peso che l’industria italiana ha nel mondo, dove la produzione italiana segue solo quella tedesca. Intendiamo far crescere costantemente la componente estera, sia a livello di visitatori che di espositori. Speriamo che gli scenari futuri restituiscano anche un po’ di serenità all’industria del legno. Ci vorrà tempo per tornare a fatturati che sono scesi fino al 50%, ma confidiamo nella cultura d’impresa che le aziende hanno dimostrato di saper esprimere e nell’orientamento all’innovazione che ne consegue, così da aspirare ad una ripresa costante e accelerata. Technodomus si candida ad essere strumento di questo riscatto”.
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




