Un nuovo assessore per il turismo

RICCIONE - Notizie attualità - gio 08 apr 2010
di Matteo Ortalli

 

Intervista a Simone Gobbi

Ottimisti malgrado la crisi, ma porto e Grand Hotel non sono all’aìtezza”

La notizia è nell’aria da tempo ma ora sembra vicina l’ufficialità. A quasi un anno di distanza dall’insediamento della Giunta, la squadra di governo è pronta ad accogliere tra le sue fila un nuovo acquisto in un settore chiave per la città: Simone Gobbi sarà infatti nominato nei prossimi giorni dal Sindaco Pironi Assessore al Turismo.

Alla faccia di chi non crede nei giovani, dopo Berardi (al tempo non ancora 30enne) Riccione punta su un altro golden boy in un settore chiave per la città, dimostrando di preferire all’esperienza e alla militanza, la freschezza delle idee e la capacità di innovazione che solo un ragazzo di 35 anni può avere.

Abbiamo intervistato Gobbi alla vigilia di questo importante momento per avere qualche anticipazione sul futuro di Riccione e capire il trend del turismo nei prossimi anni.

Gobbi, il momento è ormai imminente, dopo tanta attesa la nomina sembra vicina. Come ha vissuto questi ultimi mesi da “non Assessore”?

Con serenità. Molto tempo l’ho dedicato al mio ruolo di capogruppo (Pd) in consiglio, una posizione di grande responsabilità e prestigio. Nel frattempo mi sono anche adoperato sul fronte turistico, aggiornandomi e partecipando ad alcune iniziative di promozione all’estero”.

Questo periodo le sarà servito anche per verificare lo stato attuale delle cose e cominciare a studiare qualche possibile intervento. Quali sono secondo lei le priorità?

Ho le idee ben chiare già da qualche anno, indipendentemente dal ruolo politico la mia formazione professionale (laureato in economia del turismo ndr) è in questo settore. La priorità è tenere la linea avviata dal Sindaco con una sinergia assoluta tra turismo, cultura e sport; sarà quindi fondamentale prima di tutto confermare questa scelta”.

Città per i giovani contro città per le famiglie. Riccione deve scegliere o si può uscire da questa dicotomia?

Riccione è una destinazione che può accogliere tutte le fasce d’età. Sarebbe sbagliato puntare su un unico target, è necessario invece fare leva sulla qualità e valorizzare le eccellenze che possediamo”.

Quali sono queste eccellenze? >

Viale Ceccarini, le strutture sportive, il palacongressi e non dimentichiamoci il mare!”

Cosa invece non è all’altezza di una città come Riccione?

Le prime due che mi vengono in mente sono il porto e il Grand Hotel”.

C’è un modello di riferimento, in Italia o nel mondo, a cui ispirarsi?

Riccione deve avere la forza di innovare, non deve copiare da nessuno ma essere di tendenza. Per fare questo è necessario coinvolgere le categorie economiche, ascoltare le loro idee e trovare delle sinergie tra pubblico e privato”.

Per essere di appeal e ottenere visibilità sui media è necessario investire sugli eventi, negli ultimi anni c’è stata una flessione in questo campo, quale futuro si prospetta?

Il budget a disposizione è sempre più scarso, siamo passati da 1,5 milioni di qualche anno fa ad appena 300mila euro, e parliamo di un settore fondamentale per la città. Quando parlavo di sinergia col privato mi riferivo a questo, non possiamo più permetterci di portare avanti iniziative importanti da soli, dovremo puntare molto sul co marketing”.

E magari ravvivare un po’ piazzale Roma?

E’ una delle piazze più importanti d’Italia, dovrà diventare il cuore pulsante degli eventi turistici e un centro d’attrazione per i media”.

Alla vigilia della stagione 2010 e in un momento delicato come quello attuale che estate dobbiamo aspettarci?

Le previsioni non sono molto incoraggianti, dopo un 2009 tutto sommato positivo gli effetti della crisi cominceranno a farsi sentire anche sul turismo ma noi siamo ottimisti. Sarà importante stringere i denti e se saremo bravi ad investire in questo momento i risultati ci daranno ragione”.

 

 

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