Cassonetto elettronico, buon inizio
Primo bilancio per l'E Gate
La raccolta differenziata cresce del 20 per cento in due mesi ma servono migliorie
Il nuovo metodo della raccolta dei rifiuti comincia a fornire i primi dati. A due mesi dalla rivoluzione, le abitudini dei cittadini santarcangiolesi si stanno modificando: chi vaga con la chiavetta verde sempre in tasca, fantasticando di poterla introdurre anche nel computer (quanti byte avrà?), chi confida di portarsi il sacchetto (non più maleodorante, avendo tolto l'organico) andando al lavoro e lasciarlo laddove non c'è bisogno di aprire nulla se non con un pedale (per esempio a San Mauro Pascoli). C'è chi, meno scrupoloso di tutti, getta tutto quello che prima veniva buttato nel cassonetto grigio in quello marrone: solo un cambio di colore, un fastidio minimo. Capita anche di sentirsi chiedere la chiavetta in prestito, così, due minuti solamente per buttare i propri rifiuti, non è una bugia, la frase è questa: "ho dimenticato la chiave a casa, posso usare la tua?". Si è potuto anche notare il bruto della situazione che, noncurante di chi lo potesse vedere, alzava con uno strattone lo sportello opposto alla cupola chiusa ermeticamente e buttava tranquillo i propri rifiuti (non sé stesso, peccato).
I dati trasmessi da Ato Rimini per conto di Hera sono molto buoni: in febbraio la percentuale di raccolta del differenziato è salita di oltre 20 punti percentuali. Santarcangelo in un balzo si pone tra i primi posti in classifica nel differenziare. Un successo sì, ma con ampi margini di miglioramento. La raccolta dell'organico al momento sembra quella più sofferente: chi conferisce, anche se trattasi di persona particolarmente virtuosa, lo fa con sacchetti di plastica non biodegradabili. I bidoni che Hera ha distribuito alle famiglie, quelli piccoli e marroni, devono essere foderati con un sacchetto che per anch'esso deve essere di plastica, perché quelli carta sono spesso troppo piccoli di diametro. Da Hera ci tranquillizzano, consapevoli che raccogliere l'organico sfuso puzza, quindi si sono dotati di un vagliatore: una macchina che separa il sacchetto di plastica dal resto. Questa macchina, che si trova al centro di raccolta dell'organico di Cà Baldacci, funzionerà almeno fino al 2011, data fissata dall'Unione Europea per la dismissione della diffusione dei sacchetti di plastica.
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