Primavera con il cinema europeo
Partiamo con la dolce Francia e il film battuto agli Oscar ma che ha trionfato in patria vincendo ben nove Cesar “Il profeta” di Jacques Audiard. Il film che vede la partecipazione di Adel Bencherif, Alaa Oumouzoune, Niels Arestrup e Tahar Rahim ha anche vinto il Gran Premio della giuria al festival di Cannes. Un prison movie che narra le vicende di Malik El Djebena condannato a sei anni di dura prigione. Il protagonista, che non sa né leggere né scrivere, sembra fragile e debole anche per la sua giovane età (18 anni). Il carcere sarà per lui una dura scuola.
“Il profeta” è un prison movie indipendente e d’autore.
Asciutto ed elegante allo stesso tempo. Il regista Audiard riesce a mescolare adrenalina, intrattenimento e denuncia sociale. Da vedere. Passiamo poi alle proposte italiane, prima di tutto il film che ha sorpreso alla mostra di Venezia “Io sono l'amore” di Luca Guadagnino con Alba Rohrwacher, Pippo Delbono e Tilda Swinton. Il film di Guadagnino è ambizioso, questo è già un grosso complimento nel cinema italiano. Un melodramma postmoderno che racconta l’algida borghesia milanese con uno sfarzo e un’attenzione alla parte tecnica davvero insolita. Dopo “Melissa P” Luca Guadagnino spiazza tutti. Da amare o da odiare. Altra pellicola italiana, il ritorno del premio Oscar Gabriele Salvatores con il nuovo “Happy family”. Cast importante e “familiare” per il regista (Carla Signoris, Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy). Una commedia che parla della paura di essere felici, un film davvero autobiografico per il regista milanese. Il film presentato con successo a Los Angeles ha colpito il pubblico per la delicatezza e l’ironia leggera, quasi romantica. Salvatores prova a raccontare la vita normale e la banalità che scorre nella realtà di ognuno di noi. Sincero.
Buona primavera al cinema.
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