Una vita in tilt

RICCIONE - Notizie spettacoli - mer 24 mar 2010
di Ivano Zecchini

Quando una passione può diventare un’ossessione

Federico Croci vorrebbe aprire un museo del flipper a Riccione

Una vita in tilt, ma per passione. La famiglia Croci, come tante famiglie bolognesi, a Riccione è proprietaria di una casa per l'estate. Negli anni '70 il giovane Federico ci veniva per Pasqua e per l'estate. E tappe fisse dei suoi lunghi giri in bici erano le sale giochi: “In primavera sembravano risvegliarsi dal letargo; si riaccendevano i giochi fermi da ottobre – ci racconta all'Enada in Fiera, ospite con la sua collezione - Facevo conoscenza un po' con tutti i gestori, impegnati a smontare e ripulire gli apparecchi. In estate invece ci andavo per giocare, e mi piaceva girare con un registratore portatile (quei sandroni dell'epoca, altro che I-pod) per registrare le musiche e i primi suoni elettronici di flipper e videogiochi. Ma lo scambiavano per un infernale apparecchio in grado di farmi giocare gratis, e venivo scacciato. Oppure mi scacciavano con l'accusa di essere quello che insegnava a giocare bene agli altri. Allora mi rifugiavo al Green Bar, che aveva sempre le ultime novità e non erano preoccupati che si giocasse ore con una moneta”. Poi Federico i flipper comincia a portarseli a casa, che lì nessuno gli fa storie, e a raccogliere pezzi rari. Nel 94', preistoria internautica, crea www.tilt.it, uno dei primi siti italiani in assoluto, subito riferimento per gli appassionati del settore. Oggi la sua collezione di macchine a gettone e documenti in materia è riconosciuta come unica nel suo genere dall'Unesco (quella del Tempio Malatestiano, per intenderci). Ma che effetto fa vedere le “sue” sale giochi somigliare sempre più a piccoli casinò? “Cambiare parte della normale storia delle cose, ma c'è una grande confusione: non si distingue più tra sala giochi e sala da gioco. Potrebbero almeno cambiare le insegne”. E intanto Federico continua a girare in cerca di flipper rari da caricare sul furgone, a organizzare il Pinball Frunz, Woodstock bolognese del flipper, e a portare avanti le sue campagne: in primis, la raccolta di firme per un museo del flipper a Bologna. Ma anche il sogno proibito di un evento, l'anno prossimo, per i 30 anni del Pacman. Bologna pare al momento poco interessata. Magari a Rimini o Riccione? Il materiale lo porta lui, pure la colonna sonora. Ovviamente, su cassetta.

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