ROMA Rimini partecipa alla festa del cinema
RIMINI - Notizie Musica e cinema - mer 08 ott 2008
di Paolo Bronzetti
[{Marco Bertozzi racconta Mussolini e Predappio}
A Roma dal 22 al 31 ottobre]
Marco Bertozzi, regista riminese, porta la Romagna alla Festa del Cinema di Roma che si terrà dal 22 al 31 ottobre attraverso il documentario “Predappio in luce”. Molte maestranze “riminesi” hanno lavorato all’opera di Bertozzi: la società di produzione Almafilm, Bottega Video al montaggio, il musicista Giorgio Fabbri Casadei, Andrea Felli e Andrea Spadaro al missaggio del suono.
Il film racconta il rapporto tra Mussolini e Predappio. Dai materiali filmici dell'Istituto Luce, prodotti negli anni venti e trenta, Bertozzi ricostruisce, avvalendosi anche delle testimonianze degli storici Pierre Sorlin e David Forgacs, la storia della prima città di fondazione fascista, Predappio. Oggi la città è meta di un turismo della memoria legato alla tomba del duce, generato dai raduni dei "nuovi fascisti".
Il documentario prende in esame la realtà di provincia discostandosi stilisticamente dal film storico classico.
Bertozzi, studioso appassionato della storia del cinema e del documentario, è ormai è uno dei più noti documentaristi italiani. Con questo lungometraggio ha suscitato sterili polemiche sui quotidiani nazionali di sinistra. Polemiche scatenate dalla gestione che il neosindaco Alemanno ha impartito alla festa del cinema di Roma.
Visto il titolo del documentario (ma sicuramente i giornalisti non l’hanno visto!), si è pensato ad una gestione politica della cultura a Roma e si è presentato ”Predappio in luce” come emblema del centrodestra al potere. Marco Bertozzi, nelle dichiarazioni appare giustamente stupito, anche perché pensava di essere attaccato da destra non fosse solo per la scelta dei collaboratori storici scelti. Possiamo però in fondo essere contenti delle polemiche che hanno accompagnato il documentario perché sicuramente gioveranno alla sua distribuzione. Il documentario cerca di scavare nella propaganda che accompagna da sempre il nome di Predappio, analizzando anche le immagini di un rigurgito nazifascista che non si vede mai nei media.
Al di là delle polemiche auguriamo successo ad un regista che con coraggio passo dopo passo (“Rimini Lampedusa Italia”, “Il senso degli altri”) sta portando in alto il documentario italiano e di nuovo in giro per il mondo il binomio Rimini/cinema.
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