Sono un cantautore ‘abusivo'...evidentemente romagnolo!

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 24 mar 2010
di Beppe Ardito

Intervista a Samuele Bersani
In concerto il 26 marzo al Novelli

A tre anni di distanza dal"L'aldiquà" nell'autunno 2009 è uscito "Manifesto abusivo", ottavo album della lunga carriera di Samuele Bersani. Il geniale cantautore cattolichino anche con questo lavoro ha dimostrato la sua impareggiabile abilità nello sposare testi visionari con musica raffinata. Ora si accinge a girare l'Italia con un nuovo tour, che lo vedrà impegnato da marzo a maggio. La seconda tappa, dopo Torino è quella di Rimini il 26 marzo al Teatro Novelli, un'occasione per conoscere le nuove canzoni e cantare i successi di sempre, in "patria".
All'ascolto, "Manifesto abusivo" sembra segnare una raggiunta maturità.
"E' vero. Forse è il primo album che mi coinvolge personalmente come uomo e artista ed è stato realizzato volutamente cercando di ricreare un'atmosfera famigliare. In questo disco c'è il mondo che mi circonda, i sentimenti e il mio rapporto con essi. Una sorta di resoconto di un uomo e un artista che ho scelto, appunto, di presentare come un manifesto "abusivo", cioè spontaneo e fuori dalle consuetudini".
Nelle tue canzoni ti chiedi "dov'è che andiamo". Cosa vale la pena di salvare per te?
"Salverei il senso di appartenenza, oltre alla partecipazione verso gli altri e all'amore, in qualunque forma si possa esprimere".
E' stata solo fortuna se sin dai tuoi esordi, sei riuscito a non cedere a facili compromessi con la musica?
"Ho avuto fortuna all'inizio, nel poter raccontare e comunicare con la musica, ma da lì non ho usato mezzi facili per continuare, non so essere ruffiano. Questo lavoro è una grossa opportunità, la cosa più bella che mi sia accaduta da quando ero bambino. Poi la risposta vera la dà la gente che viene ai concerti, con cui puoi sempre misurarti e che condivide il tuo mondo, il tuo immaginario".
Cresciuto a Cattolica, abiti a Bologna. Qual è il tuo rapporto con la Romagna?
"Sono evidentemente romagnolo. Non solo per la dizione, ma anche per la presenza della Romagna nelle mie canzoni. Non seguo la cronaca locale, ma conosco bene la realtà e, soprattutto a Cattolica continuo ad avere un rapporto diretto con i famigliari e gli amici. Ultimamente ho seguito la querelle su quali sarebbero state le città candidate a ospitare le Olimpiadi, se Roma o Venezia. Se lo avessero chiesto a me, avrei proposto sicuramente Cattolica".
Le case discografiche sembrano premiare i talent show come ‘X Factor' e ‘Amici'. Vivaio di talenti o sterile prodotto televisivo?
"Esistono talenti che non sognano di partecipare a un talent show. Ai tempi dei miei esordi spedivamo i cd ai discografici, seguivamo un diverso percorso. Oggi si sta andando verso un'impostazione più da juke box che da ricerca di autori".

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