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Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 10 mar 2010
di Lorella Barlaam

Al fugarèn ad san Jusèf resistono in tutta la Romagna” scrive Gianni Quondamatteo; un po’ meno la fugareina del 24 in onore della Madonna. E racconta: “Poiché di donna di scarso seno si dice che il falegname S. Giuseppe vi è passato con la pialla, ingraziarsi il santo vuol dire allontanare questo pericolo; di qui il curioso detto la fugaraza grosa la fa crès al tèti. In alcuni posti si dice (alla ragazza con poco seno): t’an è fat i fugh ad san Jusèf, e san Jusèf u te pass la piala. (…) Un particolare significato, lo ricorda Ovidio, era il salto dei falò da parte dei pastori, quando si celebravano in aprile le feste Palilie. E ancora oggi i giovani si cimentano saltando oltre le fiamme. All’inizio, invece, si forma un cerchio di bimbi con le mani a catena, ed una cantilena sale al cielo, facendo pensare a una misteriosa invocazione alla luna: “Lôna, lôna a mêrz/una spiga faza un bêrc/un bêrch e una barcheta/una gheba d’uva sèca.”

 

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