Ma qui non siamo in via Padova
Borgo Marina i molti problemi e la voglia di risolverli
Invece di criminalizzare servirebbero servizi e luoghi di aggregazione
Dopo i fatti di via Padova a Milano si è tentato a Rimini di paragonare quella strada alla via Giovanni XXIII e al Borgo Marina, senza che vi siano nella realtà nessun motivo per tale abbinamento. I dati forniti dalla questura parlano di reati in calo a Rimini. Ma l’accostamento rischia di penalizzare il Borgo e le sue attività, gestite da italiani come da stranieri. La crisi economica che ormai dura da circa due anni si è fatta sentire anche negli esercizi commerciali di questa parte di Rimini. Non sono poche le saracinesche abbassate e gli esercenti immigrati che sono ritornati per l’inverno nel loro paese d’origine. Con la buona stagione si spera in una ripresa del commercio e delle attività correlate. La maggioranza degli stranieri ha una occupazione ed il loro rapporto con gli italiani è generalmente buono, così come avviene nella scuole, dove le classi “miste” sono ormai la normalità.
Certo sono necessari i controlli, qui come altrove. Preferibilmente di notte, più che al mattino quando passa per le strade solo chi lavora. Un altro elemento per aumentare la sicurezza sono le telecamere più volte promesse e non ancora installate, nemmeno ora che sembra ci siano i soldi per farlo. Da qualche tempo è chiusa la farmacia lasciando così sguarnita di un servizio essenziale una vastissima area. I cittadini hanno protestato senza però ottenere risultati concreti. La chiesa di San Nicolò non è più un centro di aggregazione come quando era parrocchia, pur disponendo tutt’ora di un oratorio e diversi locali. Il quartiere sente la mancanza di un luogo dove risuonava la voce dei giovani.
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