Si può perdere un treno… non una ferrovia
“Sui Binari di un Sogno. Dai treni scomparsi al futuro della mobilità nel riminese”
Proposte per conciliare mobilità, ambiente e territorio
“Il treno dei desideri/nei miei pensieri all’incontrario va…” cantava Paolo Conte. E “Sui Binari di un Sogno. Dai treni scomparsi al futuro della mobilità nel riminese. Storia e prospettive”, appena uscito da Guaraldi editore, è davvero un libro che va “all’incontrario”. In primis, perché è un viaggio attraverso le linee ferroviarie “dimenticate” del nostro territorio. A tratteggiare lo scenario il curatore Alberto Rossini, mentre Giacomo Palma, giovane e preparato architetto urbinate, ricostruisce puntualmente progetti passati e prospettive future della Rimini/San Marino, Rimini/Novafeltria e Santarcangelo/Urbino/Fabriano, quest’ultima accuratamente progettata ma mai entrata in esercizio. Il libro è stato presentato il sette marzo, in occasione della terza “Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate”: ma non si tratta di un’opera nostalgica e retrò, anzi.
L’intenzione degli autori (e dell’editore) è contribuire costruttivamente al dibattito sulla questione della mobilità, punto dolente del nostro territorio, cui la vocazione turistica impone per di più di essere facilmente accessibile. E’ un libro che va “all’incontrario” anche perché non guarda ad avveniristiche infrastrutture a venire, ma a come ripristinare un patrimonio già in essere, le linee ferroviarie dismesse, le cui tracce ancora si snodano nel nostro territorio, in un “realistico sogno” di mobilità sostenibile e innovativa. Realtà che sono state operative, come il “Trenino azzurro” per San Marino, la “Littorina” in Valmarecchia, o ferrovie “fantasma” come quella che da Santarcangelo avrebbe dovuto portare a Urbino, studiate a partire dalla cultura ingegneristica e costruttiva che le aveva rese possibili, analizzando il territorio e le concrete possibilità di riutilizzo dei sedìmi ferroviari. Con l’obiettivo di verificare la possibilità di un recupero delle loro funzioni di collegamento, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Una proposta concreta che coniuga le esigenze della maggior parte della popolazione dell’entroterra a un rilancio storico e ambientale del territorio. A completare il valore documentario dell’opera, un ricco corredo iconografico e cartografico, e la pubblicazione della sinora inedita sintesi documentata del progetto Italferr per il ripristino della linea ferroviaria Rimini/San Marino, redatto alla fine degli anni ’80 per conto del Governo Italiano – con il diretto intervento dell’allora ministro degli Esteri Andreotti - e rimasto pressoché sconosciuto.
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