La cura dell'aria fritta
Posologia dell'elettrosigaretta
Smettere di fumare, ma come?
Smettere di fumare fa bene. Chi scrive ha interrotto da qualche settimana una quasi trentennale carriera da tabagista, e può testimoniare che ci si sente meglio da subito, a parte quei due o tre attacchi quotidiani di licantropia, rintuzzabili con chewingum e affini (di qui il «Mascellone dell'ex fumatore», una tipica ipertrofia dei muscoli coinvolti nella continua masticazione del chewingum, che dà a chi smette di fumare una vaga somiglianza con il compianto attore James Cagney). Oppure si può ricorrere alla «sigaretta elettronica», disponibile nelle farmacie più fornite: trattasi di un atomizzatore ricaricabile munito di filtro aromatico (con aromi alimentari, oppure con nicotina per chi non riesce a privarsene di colpo), e perfino di finta brace che si illumina ad ogni boccata. Invece della velenosa nuvoletta, aspiri ed emetti un vapore acqueo dall'odore vagamente tabaccoso. L'illusione è quasi perfetta, e il fumatore, come il fanciullo malato di cui parla il Tasso, «dall'inganno suo vita riceve».
Ma l'elemento più efficace è il fatto che, dopo aver sborsato al farmacista sogghignante l'equivalente di dieci-venti pacchetti di sigarette per una sigaretta finta, ti vergogni troppo a ricadere nel vizio, e cerchi di resistere almeno per il periodo corrispondente al consumo di quei pacchetti. Se ci riesci, ne sei fuori - almeno dal tabagismo classico. Disgraziatamente, ti ritrovi dipendente dall'elettrosigaretta. Una dipendenza meno dannosa ai polmoni, ma molto più difficile da gestire, perché a) devi sempre ricordarti di ricaricare l'atomizzatore, b) le cartucce-filtro sono disponibili solo nelle farmacie, meno numerose delle tabaccherie, e non sono universali - cioè, ogni marca ha le sue cartucce, e in genere ogni farmacia vende una marca sola di elettrosigaretta; c) la simulazione è così credibile che, terminata la fumatina, viene l'impulso di gettar via l'elettromozzicone e magari di pestarlo pure; dopodichè, per la disperazione, ci si rimette a fumare di brutto.
Se il nuovo dispositivo prende piede, potrebbero crearsi situazioni bizzarre. Teoricamente, l'elettrosigaretta si potrebbe fumare impunemente dappertutto: al bar, nei negozi, al cinema, in autobus, nelle scuole, in prossimità di carrozzine e donne incinte, e, in ultima analisi, dovunque non sia presente un cartello «Vietato fingere di fumare» (ma non c'è divieto così scemo da non trovare un sindaco italiano disposto a emanarlo). Qualche negoziante, per tagliare le pause-fumo, potrebbe obbligare dipendenti e commesse a munirsi di elettrosigaretta, per non assentarsi nemmeno quei cinque minuti.
Il fatto è che l'elettrosigaretta si spegne solo quando si scarica l'atomizzatore - e possono volerci delle ore. Che si fa, si contano le boccate alla commessa? Ci saranno sicuramente i provocatori che al ristorante si metteranno a fumare per finta, per poi spiegare agli astanti scandalizzati: «Mica è fumo, è solo aria fritta.» E prima che in Italia venga messa fuorilegge l'aria fritta, ce ne vuole.
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