Primo Marzo a Rimini, protesta e festa dell'amicizia
Una unica voce per i diritti e i doveri uguali per tutti
La "Primavera antirazzista" ha debuttato con una giornata di protesta pacifica di grande civiltà in 60 città d'Italia, da nord a sud. In molti hanno scioperato, lasciando il lavoro di badante, operaio, baby-sitter, muratore, bracciante, cameriere, infermiera per richiedere rispetto per il loro operato, altri hanno tenuto lezioni di lingua straniera (araba, wolof, spagnolo, ecc), o hanno partecipato a spettacoli dei cantastorie africani, o ballato su musiche etniche, partecipato ai cortei antirazzisti. Il primo marzo 2010 sulle strade di tante città italiane immigrati e italiani si sono uniti in una voce unica per richiedere diritti per tutti, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione o dall'origine etnica.
Il colore giallo, simbolo del movimento "24 ore senza di noi" è stato portato con orgoglio anche a Rimini. Il momento di massima importanza, il corteo antirazzista, ha visto la partecipazione numerosa di stranieri e italiani che hanno attraversato le vie del centro storico fino a Piazza Cavour. A suon di musiche e danze etniche i partecipanti hanno chiesto diritti di cittadinanza per tutti, hanno denunciato a voce alta il clima di razzismo che si vive in questi giorni, le discriminazioni che purtroppo gli stranieri subiscono spesso in Italia iniziando dal lungo iter per il rilascio del permesso di soggiorno, il decreto sicurezza che ha istituito il reato di immigrazione clandestina, la farsa della sanatoria colf/badanti. Ci sono stati numerosi interventi degli stranieri che vivono a Rimini ma hanno preso la parola anche italiani che si sentono parte di una comunità che oggi più di ieri sa respingere il razzismo. Mi è piaciuto molto l'intervento di una studentessa : "noi vogliamo una scuola multietnica e multiculturale perché sappiamo che l'incontro delle diversità e delle differenze porta ad un arricchimento, ad una crescita, sappiamo che porta delle società migliori", segno di cambiamento della società italiana iniziando proprio dai più giovani.
La manifestazione è stata anche l'occasione per parlare dell'attacco agli spazi sociali, come Paz e la Casa per la Pace, due luoghi che hanno avuto da sempre a cuore i temi dell'immigrazione.
Il corteo è stato accolto con simpatia in Piazza Cavour, il cuore di Rimini e la protesta si è trasformata in una vera festa dell'amicizia, con musiche, danze, una mostra fotografica nella Vecchia Pescheria e un aperitivo.
La giornata del primo marzo ha messo in luce non solo l'importanza dal punto di vista economico degli immigrati che lavorano in Italia, ma anche dal punto di vista culturale e sociale. Ma forse il risultato più importante è stato quello di mostrare un'Italia che sta cambiando piano piano, che prova a lasciare nel oblio pregiudizi e incomprensioni, che dice NO al razzismo. E chi sa, forse il Primo Marzo diventerà una giornata di festa come il Primo Maggio per il lavoro o l'Otto marzo per le donne.
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