RIMINI All’ultima spiaggia
RIMINI - Notizie Sport - mer 08 ott 2008
di Enzo Pirroni
[{CALCIO SERIE B
Il Rimini prova a rimettere assieme i cocci dopo l’umiliante 0 – 5 di Ancona}
La società conferma Selighini, ma intanto continuano a circolare nomi per la successione]
Sabato 4 ottobre, allo stadio Del Conero di Ancona, il Rimini ha subito la peggior sconfitta da quando gioca tra i professionisti: 5 – 0 il risultato finale. In quella che avrebbe dovuto essere una giornata di riscossa dopo la recente sconfitta rimediata contro il sorprendente Sassuolo, si è assistito, viceversa, ad una resa incondizionata dei nostri prodi il mutande che attualmente non sembrano neppure i lontani parenti dei bravi giocatori che per più campionati ci hanno deliziato ed entusiasmato. E’ un brutto momento quello che sta vivendo il Rimini. La crisi è aperta ed è inutile nasconderlo. Nelle ultime cinque gare gli uomini del sempre più spaesato professor Selighini, hanno racimolato un solo punto. Il nostro attacco ha segnato soltanto sei gol (quattro realizzati nella partita casalinga col Modena), in compenso la difesa ne ha incassati tredici (in questa triste competizione a chi fa peggio, soltanto l’Avellino ci supera avendone subito addirittura quindici). I punti in classifica generale sono cinque. Dietro al Rimini stanno: Treviso e Modena con due punti ed Avellino che deve ancora smaltire la penalizzazione di quattro punti patita all’inizio di campionato.
Quello visto pedatare nello stadio anconetano è stato un Rimini inguardabile. Brutto sotto tutti i punti di vista: non c’è stato impegno, non si sono sviluppate idee, la squadra è apparsa priva di qualsivoglia progetto di gioco; sul piano fisico-atletico i biancorossi nostrani sono stati surclassati dagli avversari, per cui si vedevano larve bianco vestite vagolare per il tappeto erboso ed erano giocatori spaesati privi di volontà, irritanti persino per l’accidia e l’ignavia che sapevano esprimere. Chiedersi di chi siano le colpe è doveroso. Il presidente Benedettini in diretta su Sky ha detto che il mister Elvio Selighini non si tocca. Ha aggiunto poi che tutti, giocatori, tecnici, dirigenti dovrebbero vergognarsi. Attorno al vecchio “Romeo Neri”, tuttavia, volano sinistri stormi di avvoltoi. I nomi sono quelli degli allenatori disoccupati: Somma, Cavasin, Colomba, Novellino, Galderisi….. I giocatori, come sempre parlano per nulla dire. Il campionato è ancora lungo e sarebbe da stolti trarre, al momento, le conclusioni. Sono sempre dell’avviso che i falegnami di Ponte Ospedaletto, da persone serie, sappiano far trionfare la loro propensione al buon senso, all’equilibrio ed alla giusta misura. Abbiamo vissuto troppe esperienze, ci siamo fatti canuti vedendo fallire e perdersi troppe ambiziose falcate di superuomini per essere attratti da romantici ciurmatori e dal chiacchiericcio di spregiudicati dulcamara. Forse sarà bene che al professor Selighini si dica, senza paura di offenderlo: “Volevi far cose troppo grandi, e farai invece cose piccole. E’ bene che sia così. Per parte nostra ti diciamo grazie ma è giunto il momento di dare una svolta”. D’altra parte non è detto che un bravo insegnante di scuola materna possa far bene anche in un istituto superiore. Non si vuol colpevolizzare in alcun modo il docente di tecnica aziendale che è assurto per la seconda volta al grado di trainer maximus (la prima fu l’infelice esperienza del dopo Alessandrini che si concluse con la sconfitta in quel di Arezzo nella finale dei play-off che ci vedeva impegnati contro il Pesaro allenato da Daniele Arrigoni), si vuole soltanto cercare di porre un rimedio alla sciagurata condizione in cui versa attualmente la squadra del Rimini. Senza ruinare negli eroismi spocchiosi e nei ciechi tumulti, si prendano ora (e siamo ancora in tempo) le decisioni attinenti alla cura. Non si abbia paura di scontentare amici, compari, bandiere sacre e pezzi da novanta. Fino a ieri il Rimini era la squadra che sapeva produrre il più bel foot-ball della serie cadetta. Possibile che ora gli atleti (che in gran parte sono gli stessi) ne abbiano perduta la memoria. Domenica 12 ottobre la gara casalinga col Brescia non si disputerà, essendo la squadra lombarda falcidiata da infortuni, squalifiche, convocazioni di giocatori da parte di federazioni straniere. Bene. Sia questo tempo utilizzato per il meglio. Ma si faccia qualcosa.
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