Comunicazione non pił di massa
Così è cambiato lo scambio delle informazioni
Mail, Skype, sms e social network hanno già soppiantato i vecchi media
Tutti gli anni, più o meno in febbraio, sposto i messaggi di posta elettronica dell'anno prima in una cartella archivio. Perché sono uno che non butta via niente. Non si sa mai. E poi i bit non occupano veramente posto. Ebbene, quest'anno ho ricevuto 10783 mail. E ne ho inviate quasi 4000.
Più quelle che ho spostato in cartelle di lavoro, che non archivio. Diciamo una su cinque. Facciamo 12 mila mail. Diviso 365f anno 33 mail al giorno.
Certamente, molte sono conferme o pubblicità, o spamming, o circolari dei vari uffici universitari. Messaggi che non sempre mi riguardano o mi interessano. Ma avrei potuto ricevere altrettanta posta cartacea? Sicuramente no. Neppure una media azienda riceveva 30 plichi postali al giorno. Lo so perché ho fatto il postino. Avrei potuto ricevere 33 telefonate? Neppure. Avrei passato metà giornata al telefono.
Questo significa che la posta elettronica ha aumentato notevolmente il volume di informazione personale che una persona riceve. Certamente, a causa del mio lavoro uso molto la posta elettronica, soprattutto per comunicare con gli studenti e i colleghi, probabilmente più della media delle persone. Ma se la mail non ci fosse semplicemente comunicherei di meno.
Lo stesso vale per gli sms e il cellulare.
In sostanza, è un dato di fatto che la comunicazione personale che riceviamo è aumentata notevolmente di volume e di contatti. Ogni giorno gestiamo molti più contatti e riceviamo molta più informazione di un tempo.
Questa informazione, per quanto agilmente la gestiamo, in ogni caso entra nella nostra sfera di attenzione. E se ci entra una cosa non ce ne può entrare un'altra.
Questo è un motivo per cui i mass media sono in crisi.
La comunicazione personale, cioè quella indirizzata singolarmente a ognuno di noi, sta sostituendo la comunicazione di massa. Perché, per quanto invasiva possa essere, è comunque informazione diretta a me, personale, e le darò sempre la precedenza rispetto alla Tv, che si rivolge a tutti. Inoltre, una parte della comunicazione personale, in particolare quella dei social network (come Facebook), la condivido con gruppi di persone con le quali ho un rapporto. Fa parte della mia partecipazione alla vita sociale, e perciò ha un valore superiore alla generica comunicazione di massa.
In sostanza la spinta verso la massificazione della comunicazione si è fermata e ha già iniziato ad invertirsi. Le persone si sono stancate di essere solo dei passivi riceventi. Vogliono in qualche modo rispondere ai messaggi che ricevono. Vogliono selezionare quello che vedono così come selezionano quello che leggono.
Presso i giovani internet occupa sempre più ore e la Tv sempre meno. E molta TV e cinema si possono vedere sul monitor scaricandola dal web. Presto sarà più definita e più veloce.
Alcuni pensavano che saremmo diventati sempre più passivi riceventi di visioni sempre più centralizzate e invece stiamo diventando sempre di più produttori di informazione noi stessi.
Molti pensavano che il digitale ci avrebbe trasformato in consumatori di realtà virtuale, invece usiamo sempre più spesso la rete per costruire e portare avanti rapporti con persone reali. Magari lontane ma vere. Molti italiani ancora non sanno che con il web si può telefonare gratis, usando Skype. Gli immigrati lo sanno meglio, e possono così parlare e anche vedere i propri cari lontani.
Il web è diventato un luogo dove si fanno cose, si costruiscono iniziative, si distribuiscono informazioni e si erogano servizi. E' molto più pratico di quanto si poteva pensare.
E ancora siamo solo agli inizi. La rete web, integrata con le reti senza fili (cellulari e wi-fi) consente, se la sappiamo usare bene, di costruire e gestire organizzazioni molto più flessibili e ampie del passato. Il modo di lavorare cambia rapidamente, le informazioni circolare a grande velocità e costano poco. Questo consente a chi è veloce, intraprendente e creativo di accedere a nuove opportunità. Le gerarchie nei media stanno cambiando. Tra poco la stampa periodica sarà tutta gratuita, sia quella cartacea sia quella digitale, nonostante i quotidiani italiani si siano addirittura aumentati il prezzo del 50%. Alla faccia della crisi.
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