Non c’è pace alla Casa della Pace

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 10 feb 2010
di Redazione

Un’assemblea contro lo “fratto”

Il comune pensa di trasferirla ma le associazioni non ci stanno

Non c’è pace alla Casa della Pace. Le associazioni culturali e sociali che animano il centro (a Rimini in via Tonini 5 accanto al Museo), si sono riunite in assemblea “per rispondere alla decisione manifestata dall’Amministrazione Comunale – spegano in un comunicato - di destinare questo stabile ad ‘aule di turismo scolastico’ e al conseguente ‘sfratto’, e hanno valutato le proposte (per altro ancora molto vaghe), avanzate dalla suddetta Amministrazione relativamente ad un eventuale trasferimento del patrimonio ospitato in questo edificio: non solo l’ archivio e la biblioteca del Maritain, che si è arricchita negli anni, ma anche le attività culturali e interculturali, le attività associative e sociali che vi si svolgono e che fanno di questo spazio un luogo di incontro, dialogo e interazione tra generazioni, esperienze, culture diverse: la Casa della pace è una Casa delle Culture. Prendendo atto che la volontà dell’Amministrazione comunale sottende un disconoscimento e una svalutazione di questo patrimonio culturale, che appartiene a pieno titolo alla città di Rimini e alla sua storia, l’assemblea ribadisce i capisaldi su cui poggia questa Casa delle Culture”. E il comunicato prosegue con il lunghissimo elenco delle attività svolte, a partire dai primi anni ’90, “per iniziativa di un gruppo storico di associazioni impegnate da sempre sui temi della pace,della solidarietà internazionale e dei diritti umani (Italia-Nicaragua, Mani Tese, Amnesty International, Pacha Mama, Istituto di Scienze dell’Uomo, Arci, Fondazione Zoebeli, Rete Radiè Resh, Educaid, ecc)”. Una realtà aperta che dalla metà degli anni novanta ha accolto anche “le associazioni degli immigrati (Arcobaleno, Etnos, Speranza Ucraina, Immigrati Mondo, Ivoire Club, Immigrati tunisini, gruppo bambini della Moschea, ecc)”. Di qui la prima scuola di alfabetizzazione linguistica della Provincia di Rimini, “che ancora oggi ospita ogni anno più di seicento allievi”. Lo spazio viene poi utilizzato anche da altre associazioni, fra cui la Biblioteca “Libertad”, Rumori Sinistri, il Coordinamento donne, il CIDI, l’Istituto Gramsci, L’UAAR, RiminiLabs. Il tutto fa capo all’associazione Istituto di Scienze dell’Uomo, intestataria della convenzione con il Comune per la gestione dell’immobile, “una delle istituzioni culturali private più antiche attualmente attive nella città; nasce infatti all’inizio degli anni sessanta con la denominazione di Circolo Culturale J. Maritain”, di cui conserva un ampio patrimonio documentario per certi versi unico in Italia.

L’Istituto di scienze dell’uomo, la Casa della pace, la scuola di lingua e le attività con e per migranti, lo spazio per le associazioni culturali vanno irrinunciabilmente tenute assieme”. Chiedono le associazioni. E concludono: “Alla luce di quanto espresso le associazioni su menzionate chiedono un incontro con il Sindaco del Comune di Rimini e con l’Assessore competente”. Il quale assessore, Antonella Beltrami, respinge al mittente le accuse di “disconoscimento e svalutazione”, fa però sapere che difficilmente tutte le associazioni potranno trovare una nuova, unica sede. L’unica ipotesi praticabile per evitare la “diaspora”, secondo Massimo Spaggiari dell’Associazione Arcobaleno, sarebbe quella di palazzo Brighenti, che il comune ha destinato alla vendita ma che finora non ha mai trovato un compratore.

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inèditart