Gig, la leggenda vivente

RIMINI - Notizie sport - mer 10 feb 2010
di Enzo Pirroni

Storie e personaggi del nostro sport

Il cicloamatore santarcangiolese e la sua impari lotta contro la bilancia

Nella parrocchia dei “cicloamatori” se c’è un personaggio universalmente conosciuto dalle sponde del Savio fino oltre quelle dei fiumi Foglia ed Esino, questi è Luigi Canarecci, Gig per gli amici. Da decenni in sella alla “specialissima”, partendo dalla sua dimora di Santarcangelo, Gig compie quotidianamente veri e propri pellegrinaggi ciclistici. Indossate sgargianti ed aderentissime maglie egli pedala randagio nel labirinto di strade che rappresentano gli itinerari obbligati per i brocchi ed i campioni che questa terra eccentrica: la Romagna, da sempre, produce. Riconosciuto da tutti, viene incitato, salutato ed egli, che tutti conosce, risponde a quelle continue manifestazioni d’affetto, con il compiacimento consapevole del saggio che apprezza l’importanza di un simile affratellamento. Il mondo per Gig è un cerchio (si parte e si ritorna) la cui circonferenza è cosparsa di ostacoli e questi impedimenti (per altro inevitabili) sono le salite che il nostro uomo affronta con rassegnazione tra sbuffi di sudore ed interminabili geremiadi. Perché Gig è pesante. Non alto, amante dei piaceri della tavola, commensale gradevole e spassoso con una spiccata predilizione per tutti i prodotti enologici, Gig, è costretto a combattere (senza speranza di vittoria) un’impari lotta con la bilancia. Lui suda, si allena, le sue ruote macinano migliaia e migliaia di chilometri, ma non riesce a scendere sotto quei fatidici novanta chili che, a suo dire, una volta raggiunti, gli permetterebbero di tornare competitivo. Già: essere competitivo. Questo è il più vivo desiderio di Luigi Canarecci. Per riuscire a stare magari, anonimo, in un gruppo, partecipare, col numero appuntato sulla schiena, ad un qualche “circuito” o (ma questo andrebbe oltre qualsiasi speranzoso sogno) ad una “gran fondo”, sono sicuro che Gig, donerebbe, al mago o all’alchimista che gli consentisse, per sortilegio, tale prodigio, tutto ciò che di più caro ha al mondo. Addottorato, al pari di un luminare, nelle arti medico - spagiriche, Gig può decantare, parlando ex professo, le virtù di antichi eccitanti usati dai ciclisti negli anni sessanta, può tenere una conferenza circa i benefici ed i pericoli legati all’assunzione del cortisone, di quanto sia importante avere un ematocrito alto, di quali siano i fattori che limitano l’utilizzazione dell’ossigeno, di cosa sia l’ATP (adenosin-tri-fosfato). Una grande allegrezza gli si avventa al cuore allorché, nelle nostre passeggiate domenicali, può scambiare le informazioni scientifiche con l’amico Alessandro Mellini Sforza che una laurea in chimica la possiede davvero. Allora Gig, con fare indifferente, (pare il cagnone di Walt Disney) si pone al fianco di Sandro fin quasi a sfiorargli il manubrio, quindi con levigate maniere, con fare cospiratorio lo interroga nella speranza di carpirgli i segreti dell’elisire che potrebbe permettergli di migliorare le prestazioni. La strada che da Santarcangelo conduce al Ponte Uso è un dolce serpentone che si insinua tra morbide colline. In località Masrola c’è un bar-osteria. Il più delle volte, le dotte discussioni dei due (ego quorum) proseguono ad un tavolo. C’è chi beve caffé decaffeinato chi un bicchier di vino. Auguro a Gig cento anni di bici e tanta salute. 

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