PiłRimini tra la gente
Un originale ricettario in distribuzione il 7 febbraio durante "E' baghin in tla piaza"
Il marchio che caratterizza i nostri prodotti esce dalla nicchia della ristorazione e si presenta in grande stile anche a chi fa la spesa per casa e cucina in famiglia
A voler salvare le tradizioni senza preservare le produzioni si finisce come i ristoratori di Pavia e dintorni che le rane per le fritture “tipiche” le importano dalla Cina o dalla Turchia. A Rimini della piada fatta con la farina del Montana e lo strutto olandese, credo debba interessare poco. Quello che si produce qui è alla base di una dieta territoriale che ha una serie di vantaggi: i prodotti sono controllabili dall’inizio alla fine, i sapori non devono sopportare lunghi viaggi e altrettante manipolazioni. Si combatte anche così la battaglia per l’aria pulita: meno camion che scorrazzano su e giù per l’Italia a portare le pesche di Cesena a Palermo e quelle di Catania a Forlì. Il progetto PiùRimini, sostenuto da Cia (che non è il controspionaggio americano ma la Confederazione Italiana Agricoltori), Cna e Legacoop, è nato nel 2007 con l’intento di fornire prodotti di aziende locali, sapori eccellenti ma anche quotidiani, ai ristoranti e, in generale, alle mense e ai luoghi di ristoro collettivi. Quindi a chi consuma pasti fuori casa. Impresa non semplice perché chi cucina ha già i suoi fornitori e un marchio di qualità a chilometro zero come PiùRimini mica si vede, magari si assapora ma non ha visibilità, quando presenti il piatto. Adesso PiùRimini amplia i propri orizzonti: con un grande progetto di comunicazione, punta a far mangiare riminese ai riminesi, non solo la ristorazione collettiva, ma anche i condomini, i Gas (intesi come Gruppi d’acquisto solidale), le persone comuni, i singoli, le famiglie, chi vuole fare una spesa diversa... Qui ci fermiamo per tirare le somme perché il trionfalismo non giova: non basta essere riminesi per essere buoni, ma è già un punto di partenza. Quindi, chi acquisterà i prodotti dei due panieri (uno più gourmand l’altro più quotidiano) immaginati da PiùRimini acquisterà prodotti locali, accorcerà la filiera, saprà da chi lamentarsi se qualcosa non funziona. Punto. Poi, in mezzo troverà anche cose buone, squisite, in alcuni casi eccellenti, sicuramente rappresentative del territorio. Materie prime per cucinare. Che cosa? Tutto, naturalmente, ma in particolare i piatti della Romagna, quelli della memoria, ma anche quelli di oggi, più leggeri, più semplici, più veloci. Per farlo avrà a disposizione un ricettario dal formato curioso (per chi nella vita ha bazzicato studi grafici e tipografie, assomiglia al buon vecchio Pantone dei colori), dove vengono ben raccontati i sapori del territorio, dove ci sono gli indirizzi dei produttori a marchio PiùRimini e soprattutto dove è possibile scovare ricette note e meno note, punto di partenza per darsi da fare in cucina. L’oggetto, il libro, non è in vendita. Fa parte del materiale promozionale destinato alle persone, ai curiosi, agli appassionati che si potrà prendere il 7 febbraio 2010 all’appuntamento “E’ baghin in tla piaza”, tripudio di salsicce e porchette in piazza Cavour. Qui ci sarà uno stand dove si può ritirare il libro assieme a un Dvd che presenta un intero menu costruito con i prodotti d e l l e aziende PiùRimini. Repliche previste in fiera a Rimini in occasione del Mia, durante la Notte Rosa di luglio e alla Festa de’ Borg a San Giuliano a settembre.
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