Bamboccioni si nasce, ministri si diventa

RIMINI - Notizie satira - mer 27 gen 2010
di Nando Piccari

Nuovi compiti per le ronde

Le pattuglie andranno a stanare i trentenni ancora in famiglia

Devo far presto a scrivere perché ho fretta di andarmi a costituire. Stamattina, percorrendo in auto Via Titano, mi è volato in bocca uno di quei peluzzi galeotti che ogni tanto fuoriescono dal mio infagottante piumino, non propriamente di boutique; ed io, soprappensiero, ho abbassato il finestrino e l'ho sputacchiato fuori. Fino a ieri avrei commesso solo un atto di imperdonabile maleducazione, ma oggi si tratta di ben altro: ho letto che il Biconsigliere Renzi, con una delle sue prime centotrentasette interpellanze del 2010, ha fatto introdurre a Rimini il “reato di sputazzamento”, rumoroso e non. A lui sarebbe bastato un provvedimento limitato alla multiforme varietà di “marocchini” con cui è costretto a condividere la sua Borgo Marina; ma non volendo sfidare il “buonismo della sinistra”, si è rassegnato a proporne l'estensione all'intero territorio comunale: un'ammenda di tot euro a tutti gli scaracchiatori, con maggiorazione del duecento per cento a quelli di pelle scura.

La norma non è ancora vigente, quindi potrei evitare di costituirmi; ma temo che, una volta deliberata, il centrodestra ne chieda la retroattività, secondo la prassi legislativa che ha inaugurato proprio in materia di sputi: i suoi, contro la giustizia e i magistrati.

Lombardi, che non sa più cosa inventare per competere con l'attivismo tarantolare dell’odiato “amico” di partito, per non essergli da meno pare voglia proporre dure sanzioni per altri analoghi reati: un'ammenda per il pubblico scaccolamento di naso, con decurtazione aggiuntiva di tre punti sulla patente se a praticarlo è un automobilista in sosta al semaforo; un provvedimento prefettizio contro chi sbadigli senza la mano davanti alla bocca; un ispettore della Gelmini, ogni volta che ci sia da scoprire chi abbia fatto una puzza a scuola.

Non è poi escluso che il leghista Pini chieda a Maroni di affidare alle ronde la repressione di questi indiscutibili reati contro la sicurezza; anche per rilanciare la loro immagine, caduta in basso dopo che in tutta Italia (compresa l’amata Padania/Pirlandia) hanno avuto una così misera adesione, sia di cittadini beccaccioni che di sindaci in vena di fare del cabarettismo politico. Di questi ultimi, nella nostra provincia non se ne segnala neppure uno; a meno che non si vogliano prendere sul serio le comiche simil-ronde, chiamate pudicamente “osservatori”, create dalla spagnoleggiante new entry della Val Marecchia: el señor alcade de Casteldelci.

Forse darà lavoro alle ronde anche l'ultima crociata di Brunetta, che dopo tanto “tuonare” a mezzo stampa e tv contro i fannulloni, ora si è messo a tuonare anche contro i “bamboccioni” (chissà perché i giornalisti, ogni volta che c'è di mezzo lui, scambiano peti per tuoni...). E pur confessando la sua passata appartenenza alla categoria («mamma m'ha rifatto il letto fino a trent'anni»), oggi se ne pente e chiede una legge che imponga di cacciare di casa i figli non appena diciottenni. Ecco, le ronde potrebbero fare delle irruzioni domiciliari, per stanare i renitenti.

Nel frattempo Brunetta tenta di diventare sindaco di Venezia, continuando a rimanere contemporaneamente ministro (come Emiliano, che è sindaco di Bari, segretario regionale del PD e voleva fare pure il Presidente della Puglia). Altrochè Fini o Tremonti: è Brunetta l'erede di Berlusconi! Così, dopo le leggi ad personam, mal che vada avremo “leggi ad personcinam”.

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