La Fondazione Fellini si č trasferita nel Borgo San Giovanni
Qui abitano i sogni di Federico
Una splendida esposizione con cimeli, disegni, costumi
Sono diversi i motivi di interesse per visitare la nuova sede della Fondazione Fellini, a pochi passi dal Parco Cervi e dall’arco d’Augusto. I pezzi forti dell’esposizione sono collocati al primo piano della palazzina. Spiccano i costumi del film “Roma” e il cosiddetto “uccello amoroso” - il congegno meccanico che accompagnava nel film “Casanova” le prestazioni erotiche del celebre veneziano - oltre a locandine e foto buste.
Alle pareti, le immagini dei set di Fellini, oltre ai disegni preparatori di mano del maestro, che servivano a fissare le prime idee sui personaggi che avrebbero poi popolato i suoi capolavori e per trasmetterle ai collaboratori.
E’ possibile, inoltre, consultare una copia del Libro dei Sogni, il diario che l’analista di Fellini, Ernst Bernhard (1895-1965), gli consigliò di tenere per raccogliere disegni e pensieri che derivavano dalle sue visioni oniriche, che Federico definiva “il lavoro notturno”.
Il testo raccoglie più di mille tavole di un periodo compreso tra il 1960 e il 1990: una preziosa testimonianza dell’estro creativo del regista riminese.
L’autore inventa una forma creativa che trova i suoi precedenti nella diaristica e nella vignettistica, tornando ai tempi in cui, ancora ventenne, collaborava con scritti e disegni al “Marc’Aurelio”, ma con una più matura consapevolezza del mezzo espressivo e delle sue finalità.
Fellini disegna e didascalizza ciò che sogna, e non sempre si tratta di sogni allegri; spesso infatti aleggia la presenza della morte o comunque di eventi pericolosi o di situazioni di disagio, se non addirittura di incidenti aerei o ferroviari e disastri naturali.
Nel libro ha grande spazio l’universo femminile: la moglie Giulietta Masina innanzi tutto, e quelle figure dalle forme generose che passano ormai sotto la definizione, appunto, di “felliniane”.
E ancora, gli incontri immaginari con grandi personaggi sentiti come affini, tra cui Pablo Picasso, Salvador Dalì, Karl Marx e Giuseppe Garibaldi, solo per citarne alcuni.
Invece, fra chi Fellini realmente conobbe, si notano l’adorato Giovanni XXIII e il meno apprezzato Giovan Battista Montini, poi papa PaoloVI, che quando era ancora cardinale di Milano attaccò duramente “La dolce vita” (pur senza averlo visto).
All’interno della sede della Fondazione si trova anche un piccolo bookshop dove i visitatori possono acquistare oggetti e volumi della Fondazione, tra cui i cataloghi delle mostre, le monografie e tutti i numeri della rivista di studi felliniani “Fellini Amarcord”, giunta ormai al decimo anno di vita.
Nel giardino della villa, la sagoma di una nave con a bordo altri schizzi colorati di Fellini sembra alludere al mitico transatlantico Rex di Amarcord.
Fonti: Fondazione Federico Fellini, Fellini Oniricon Il libro dei miei sogni.
La nuova sede in via Nigra
L’anno 2009 ha portato una importante e gradita novità nel borgo San Giovanni: è stata infatti inaugurata la nuova sede della Fondazione Fellini.
La nuova “casa” del regista riminese è in una villa di via Nigra 26, messa generosamente a disposizione dal Comune. Vi hanno trovato spazio alcuni cimeli della carriera del grande maestro, insieme agli uffici e all’archivio.
Si tratta comunque di una soluzione provvisoria, in attesa della riapertura del cinema Fulgor, luogo simbolo per eccellenza del rapporto di Fellini con Rimini, prevista nel 2012.
La Casa del Cinema
Il progetto di Dante Ferretti per il Fulgor
Il progetto per il nuovo cinema Fulgor a Palazzo Valloni è certamente un’idea architettonica di grande fascino, che mira a ricreare quelle suggestioni che Fellini poteva vedere in giovane età quando ammirava le star hollywoodiane degli anni ‘30.
Il compito di realizzare di questo progetto è stato affidato a Dante Ferretti, lo scenografo che con Fellini ha collaborato in cinque film (Prova d’orchestra, La Città delle donne, E la nave va, Ginger e Fred, La voce della luna). Fra i tantissimi riconoscimenti, Ferretti ha vinto due premi Oscar (per “The Aviaror” di Martn Scorsese e “Sweeney Todd” di Tim Burton) e ottenuto sette nomination.
Sempre all’interno del Palazzo, sarà lo stesso scenografo a progettare il nuovo “Museo Fellini”, che ospiterà anche la Cineteca comunale e un’altra saletta per proiezioni: uno spazio di 370 metri quadrati, dove, oltre all’esposizione di fotografie disegni, costumi, verranno ricostruiti alcuni set cinematografici.
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